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TORINO FILM FESTIVAL 39 - Intervista a Fresi e Arcangeli


TORINO FILM FESTIVAL 39 - Intervista a Fresi e Arcangeli
Il film italiano n concorso al Torino Film Festival 39 è “Il muto di Gallura” di Matteo Fresi, interpretato da Andrea Arcangeli.

Come ha conosciuto la leggenda di Bastiano Tansu, detto il “muto di Gallura”, autore di
efferati delitti nella Sardegna di metà '800, che è al centro del film?

Matteo Fresi: «Sono nato e cresciuto a Torino. Ma mio padre è originario di quelle terre e in famiglia la sua era una storia che si conosceva e si raccontava. Sono orgoglioso di essere l'unico italiano al Tff, il primo festival che ho frequentato e che curiosamente compie quest'anno 39 anni, esattamente come me».

La faida sanguinosa al centro del film ha un sapore quasi western.
MF: «Un po' sì, vero, c'è un sapore di western e anche con alcune musiche abbiamo voluto evocarlo. Ma quello è un genere con delle regole molto precise, che noi volutamente non seguiamo: ci siamo rifatti soprattutto alla tragedia greca, a un tipo di storia più mediterranea».

Un film tra leggenda e verità storica: come avete lavorato su questo confine?
MF: «Gran parte di quel che raccontiamo è vero: il personaggio di Bastiano, bandito sordomuto interpretato da Andrea Arcangeli, è esistito davvero, ed è vera la storia delle tante morti di quegli anni. Non si sa invece nulla sulla sua morte, noi abbiamo scelto la “nostra” fine per lui cercando di mantenere tutto il più verosimile possibile».

Come ha affrontato il ruolo?
Andrea Arcangeli: «Ho lavorato in un contesto unico, è una storia dai toni quasi shakespeariani ma coi cavalli e le pistole. Bastiano sente la difficoltà di non essere accettato dagli altri, ma ancor prima deve lavorare per accettare se stesso, ha provato rabbia e dolore per tutta la vita, è estremamente fragile. Per me il lavoro è stato complicato, ho lavorato molto sul suo modo di esprimersi e di comportarsi in mezzo agli altri».

02/12/2021, 08:31

Carlo Griseri