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Note di regia di "Raffaello. Il Giovane Prodigio"


Note di regia di
Il film trova la sua originalità nella commistione di linguaggi diversi, che vengono armonizzati tra loro per trovare uno stile nuovo, contemporaneo, con echi e richiami classici su un impianto innovativo. Così, il linguaggio più canonico del documentario convive con le illustrazioni animate, a cui è stato scelto di delegare alcune parti del racconto. Funzione importante svolge la voce narrante, affidata a Valeria Golino, che guida lo spettatore in un viaggio appassionante e unico. Per quanto riguarda le interviste, la scelta è caduta sull’ambientazione in un’unica location, gli Horti Sallustiani, un complesso monumentale risalente alla Roma imperiale composto da ambienti di ampiezza e forme diverse, con ampi soffitti a volta. Un’architettura della Roma antica che ricorda quelle che tanto avevano affascinato Raffaello durante la fase finale della sua vita. Gli spazi sono stati caratterizzati dalla proiezione di disegni e opere dell’artista urbinate, una scelta visiva che ha l’intento di armonizzare i passaggi tra le diverse forme di rappresentazione presenti nel film. Particolare attenzione è stata naturalmente dedicata alle opere di Raffaello, soprattutto ai ritratti di donna, che rappresentano l’evoluzione dell’ideale di bellezza dell’artista. Le riprese conducono lo spettatore in un “viaggio” attraverso i dipinti, con movimenti dolci di avvicinamento e focalizzazione su alcuni dettagli, accensioni e spegnimenti delle luci per evocare suggestioni e poter apprezzare la magia delle sfumature e la precisione delle pennellate. Raffaello viene raccontato attraverso le sue opere ma anche attraverso le riprese all’interno delle città che ne hanno caratterizzato il percorso umano ed artistico, a partire da Urbino, passando per Firenze fino all’approdo a Roma, dove avviene la sua definitiva consacrazione. Lo sforzo creativo e registico è proprio quello di tenere insieme e gestire i diversi linguaggi, mantenendo un trasporto emotivo in quell'impianto discorsivo ed informativo che viene garantito dagli esperti intervistati, alla ricerca di una narrazione originale in grado di rendere più "contemporaneo" l'impianto del documentario d’arte.

Massimo Ferrari