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L'OMBRA DEL LUPO - Licantropi e misteri per un thriller ambientalista


Su Prime Video l’opera prima di Alberto Gelpi interpretata da Raniero Monaco di Lapio, Marianna Di Martino, Elisabetta De Vito, Massimiliano Vado e Christopher Lambert e con Maria Grazia Cucinotta. Una produzione Vargo.


L'OMBRA DEL LUPO - Licantropi e misteri per un thriller ambientalista
L'Ombra del Lupo di Alberto Gelpi su Prime Video
Nico è un poliziotto che dopo anni di assenza ritorna nel suo paese di origine per dare l’ultimo saluto alla madre ammalatasi all’improvviso e inspiegabilmente. Qui riemerge il suo passato misterioso e non riesce a dare delle risposte ai tanti interrogativi sulla sua famiglia perché la madre muore prima di rivelargli un terribile segreto. A peggiorare la situazione il ritrovamento di alcuni cadaveri nel bosco messi in mostra come in un macabro rituale. La polizia, infatti, è convinta che Nico sia coinvolto in qualche modo negli omicidi. L’uomo intanto sente che qualcosa non va proprio in sé stesso e sarà l’incontro con il Professore Moreau, amico del padre che non ha mai conosciuto, a rivelargli la sua vera natura.

Un nuovo esordio cinematografico che si affida al film di genere mescolandolo con il filone dei lupi mannari come rivela da subito il titolo del film. La storia però si concentra maggiormente sul thriller e sull’indagine riguardante le misteriose morti nel bosco e la malattia della madre di Nico (l’attrice Maria Grazia Cucinotta presente in poche e irrilevanti scene), che sembra aver colpito anche altre persone, alla quale i medici non riescono a dare una spiegazione. Una trama sicuramente prevedibile che sin dai primi minuti rivela lo snodo narrativo principale ma Alberto Gelpi riesce a dirigere un thriller, scritto da Alessandro Riccardi, anche produttore, con una buona dose di tensione e con dei risvolti che piaceranno sicuramente agli appassionati dell’horror e dei mistery, ai quali si aggiunge anche il tema ambientalista che ha il merito di far riflettere su problematiche che riguardano la nostra società.

Il regista, inoltre, nonostante il budget limitato, con alcuni intelligenti espedienti rende al meglio delle sue possibilità le trasformazioni di alcuni dei personaggi giocando con l’oscurità, con il fuori campo e con alcuni effetti speciali abbastanza riusciti. Quello che non sembra pienamente convincente sono i dialoghi che come spesso accade negli esordi sono eccessivamente enfatici anche in scene che non prevedono una grande carica emotiva e che per questo motivo non risultano verosimili. Altro tasto dolente la recitazione innaturale di alcuni attori, un difetto che emerge soprattutto con Christopher Lambert nei panni di Moreau.

Due note di merito anche alle suggestive musiche di Sandro Di Stefano e alla coerente fotografia di Roberto Lucarelli.

09/04/2021, 15:28

Caterina Sabato