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BASTARDI A MANO ARMATA - Tutto chiaro, tutto si rovescia


Arriva l’11 febbraio sulle principali piattaforme Tvod il thriller diretto da Gabriele Albanesi che racconta il sequestro di una normale famiglia da parte di alcuni malavitosi senza scrupoli. Ma non tutto è come sembra... Con Marco Bocci, Fortunato Cerlino, Peppino Mazzotta, Maria Fernanda Cândido (la consorte di Buscetta ne Il Traditore) e la giovane Amanda Campana


BASTARDI A MANO ARMATA - Tutto chiaro, tutto si rovescia
Fortunato Cerlino, "Bastardi a Mano Armata"
Sulle piattaforme, un po’ come una volta per l’home video, il genere thriller continua a funzionare. forse in sala avrebbe qualche problema, perché di fronte ai manifesti di una multisala, il solo “genere” non basta come credenziale e un cast di qualità, ma non certamente di richiamo (ma chi è un attore italiano di richiamo al cinema oggi…?) potrebbe avvicinare gli appassionati delle serie tv che però forse vanno al cinema proprio per sganciarsi dalla tv…

"Bastardi a Mano Armata", fa tornare alla mente parecchi film di genere, da Ore Disperate di Michael Cimino, per il meccanismo del sequestro della famiglia, fino a Dal Tramonto all’Alba di Robert Rodriguez per le inversioni di ruoli tra buoni e cattivi e per il rapporto tra il superstite e la ragazza. Partendo da queste basi il film si conferma del tutto Made in Italy, perché oltre al cast anche ambientazione e ideazione rispondono a determinate esigenze produttive, tra necessità di coproduzione e oculatezza nello sviluppo della storia.

Dunque Bastardi a Mano Armata, parte con una buona premessa e le prime due grandi scene, omicidio nell’auto e carcere algerino, lasciano presagire uno sviluppo all’altezza, sviluppo che si atrofizza quando il protagonista è costretto insieme al resto dei personaggi a chiudersi in una villa, a parte alcuni flashback, per il resto del film. Ma ci sta, l’atmosfera sembra quella giusta, tra criminali senza scrupoli e una innocente famiglia presa in ostaggio. Fino a che tutto non cambia.

Il film di Gabriele Albanesi potrebbe decollare se non scivolasse sulla solita, italica predisposizione a lasciarsi cadere in un’inspiegabile ridicolizzazione del “genere”. Dal taglio di capelli di Sergio (Marco Bocci) e al suo rientro in casa sulla moto, all’entrata in scena a colpi di mitra di Caligola (Fortunato Cerlino) fino al mistero di un quadro crivellato di colpi che bucano sì la tela ma non gli strati sottostanti, per non parlare del flashback con Michele (Peppino Mazzotta) tombeur de femme in trench e baffoni neri.

Un po’ più di autentica serietà legata al realismo e un po’ meno citazionismo cinematografico e televisivo su personaggi e situazioni avrebbe reso il film del tutto apprezzabile.

21/01/2021, 12:49

Stefano Amadio