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VENEZIA 76 - The New Pope, il regista e il cast


Presentata la seconda stagione della serie tv Sky di Paolo Sorrentino con protagonisti Jude Law, John Malkovich e Silvio Orlando. L'incontro con la stampa


VENEZIA 76 - The New Pope, il regista e il cast
"The New Pope" di Paolo Sorrentino
Di nuovo un cast internazionale per il regista premio Oscar che ha affiancato a Jude Law, Javier Camara e Silvio Orlando l’attore statunitense John Malkovich:

“Questo è stato un lavoro collettivo" ha spiegato Paolo Sorrentino "io ho fatto la sceneggiatura e la regia ma è qualcosa che può accadere perché c’è uno sforzo enorme da parte di tutta la troupe ed è un lavoro possibile grazie alla grandezza di tutti gli attori che non sono solamente bravi ma hanno una grande capacità di creare una squadra. Come diceva Carmelo Bene “non servono attori bravi ma servono attori capaci di essere fuori di sé. E loro sono capaci di andare oltre sé e sono stato fortunato ad averli trovati”.

“Proprio qui a Venezia, tre anni fa quando abbiamo presentato “The Young Pope” Paolo mi ha detto che avrebbe voluto continuare questa storia, ha rivelato Jude Law, e aveva già un’idea perfetta di come farlo”.

“Sono nuovo al progetto, ha continuato John Malkovich, avevo visto “The Young Pope” e altri lavori di Paolo, ci siamo incontrati un anno e mezzo fa e abbiamo parlato di quest’opera. Ho accettato di farla perché mi è piaciuta tantissimo la prima stagione. Il Vaticano, la fede, la religione non sono campi di interesse naturale per me ma Paolo è unico come regista ed è uno scrittore brillante e questa serie affronta, secondo me, in maniera approfondita la voglia che la gente ha di credere in qualcosa, il bisogno di spiritualità. Ho trovato questi aspetti molto interessanti”.

“Mi sono sentito un po' abusivo in questo cast prestigioso e internazionale, ha spiegato Silvio Orlando che nella serie interpreta il temibile Cardinale Voiello, e gradualmente ho acquisito fiducia. In questa seconda stagione mi sembra che il mio personaggio sia sbocciato, che sia arrivato alla sua massima maturità sia per quanto riguarda l’aspetto drammatico ma anche comico. Come al solito Paolo ti dà degli spartiti meravigliosi e uno Stradivari del ‘700 da suonare. Tutto questo ti porta a fare cose che non avresti mai immaginato di te stesso”.

La recensione

02/09/2019, 10:18

Caterina Sabato