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VENEZIA 76 - "Scherza con i Fanti"


Il doc di Gianfranco Pannone e Ambrogio Sparagna percorre l'evoluzione della considerazione del soldato semplice delle Stato italiano, dalla guerra d'Indipendenza alla missione in Kosovo


VENEZIA 76 -
"Scherza con i Fanti", evento Speciale alle Giornate degli Autori
Dopo i santi arrivano i fanti. Gianfranco Pannone dirige un documentario che traccia una lunga linea sulla storia del rapporto dell’Italia con la guerra. Da metà del XIX secolo, con la guerra di indipendenza e l’esercito del Regno impegnato ad affrontare la confusione dei confini con l’Impero austro-ungarico, fino all’ultimo impegno rilevante, la guerra in Kosovo, dove le nostre truppe sono state coinvolte con la Nato per separare le parti in causa e riportare la pace nella zona.

Ma il fulcro del racconto sono gli uomini e le loro testimonianze: che siano bersaglieri che siano partigiani o soldati impegnati a creare l’italico Impero le memoria del campo di battaglia, delle relazioni con i superiori e il rapporto con il potere e la considerazione che questo ha avuto per la “carne da cannone”. Un’evoluzione, si direbbe, suggerita dai cambiamenti politici, dalla crescita economica e culturale del paese che all’inizio e fin dopo il fascismo ha sempre visto il soldato semplice come una pedina, sacrificabile in nome di interessi superiori ma molto spesso personali dei potenti al comando.

"Scherza con i Fanti" è un collage montato al ritmo delle musiche di Ambrogio Sparagna che viaggia nella canzone popolare sempre ricca di contenuti legati alla partenza per il fronte e alla sofferenza dei poveri soldati. Le immagini di repertorio sono emozionanti e dimostrano una ricchezza di un archivio che riesce a raccontare al meglio, per immagini, tutto il ventesimo secolo.

L’evoluzione del rapporto con la guerra si chiude parallelamente con il racconto del militare impegnato nella missione di pace in Kosovo e con quello dell’impiccagione di Mussolini a Piazzale Loreto, un po’ fuori contesto, ma in grado di sbattere la porta ideale dell’autoritarismo, prima regio poi fascista, e di aprire quella della democrazia, sicuramente migliorabile, ma di certo mille volte più considerevole del popolo da dove sempre sono arrivati i Fanti da mandare al fronte.

28/08/2019, 19:49

Stefano Amadio