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MEETING DI RIMINI 40 - Il 24 agosto proiezione di "Mother Fortress"


MEETING DI RIMINI 40 - Il 24 agosto proiezione di
Arriva al quarantesimo meeting internazionale di Rimini (sabato 24 agosto 2019 alle ore 14,00) MOTHER FORTRESS, il film-documentario di Maria Luisa Forenza che racconta la pericolosit quotidiana delle vite di religiosi in Siria che lottano per salvare la dignit e la sopravvivenza di esseri umani innocenti travolti dalla inarrestabile guerra.
Unesperienza, vissuta in prima linea dallautrice e regista, tesa a testimoniare non gli aspetti pi drammatici del conflitto, quanto gli effetti da esso provocati allinterno di una comunit in cui le differenze religiose lasciano il posto allaiuto umanitario mosso da uno spirito di condivisione e sorriso anche in situazioni estreme.

Dopo una carriera sviluppata attraverso documentari di stampo sociale e storico, girati in Italia e allestero, Maria Luisa Forenza ha scelto di seguire una forma narrativa realistico-simbolica nella costruzione di unopera che, tra testimonianze ed immagini sul campo, lascia spazio a riflessioni sul senso dellesistenza.

Ero in Australia per un documentario quando vidi le prime immagini delle proteste della cosiddetta "Primavera araba", nel 2011. iniziato tutto in quel periodo, per curiosit intellettuale e interesse per la cronaca, ma non mi sono voluta avventurare nella ricostruzione e analisi della situazione storico-politica mediorientale: mi interessava piuttosto raccontare la resistenza umana alla guerra, la vitalit del popolo siriano, e lidentit Cristiana, che l si trovata a dare sostegno alla popolazione nellambito di una forte situazione di rischio. Sentivo che il film doveva raccontare qualcosa che proiettasse gli esseri umani nel futuro.

E stato nel corso di alcune conferenze negli Stati Uniti nel 2013 che la regista ha avuto modo di ascoltare, conoscere e iniziare a filmare Madre Agnes, badessa del Monastero di Qarah, a nord di Damasco, che veniva a raccontare ci che stava accadendo in Siria, e in particolare nei territori di Aleppo e Deir Ez-Zor, insidiati dal pericolo di Al Qaeda e ISIS. Nel 2014 Forenza decide di raggiungerla per conoscere la sua comunit monastica internazionale (proveniente da Antico e Nuovo Continente) e vi ritorna altre volte fra il 2015 e il 2017, seguendo un convoglio umanitario che si inoltra fino all'Eufrate per portare assistenza ai siriani sfollati e colpiti dal terrorismo.

MOTHER FORTRESS, che sar proiettato il 24 agosto allArena Percorsi A2 del Meeting di Rimini allinterno della sezione "Incontri" ed introdotto dalla stessa Forenza, stato definito dalla critica unoperazione dallo spessore antonioniano, una riflessione sul male e sul bene intesi in senso metafisico, un road movie nella luce mediterranea, il tutto curato con unestrema attenzione all'immagine, nella ricerca di uniconografia pittorica mistica, della sacralit in unatmosfera infernale, oltre ad una personale concezione del tempo, su cui si sofferma l'autrice: C un tempo cronologico fatto di momenti che si susseguono. E c lhic et nunc, che il momento della dilatazione dellio, che accade nella mistica come nellarte. un "esserci", il momento di massima penetrazione e percezione di te stesso e del mondo che ti circonda. In chiave cristiana il Kairos, il momento in cui sei talmente dentro le cose... le cogli, ti cogli con una tale consapevolezza, che diventa un momento di rivelazione, quasi di eternit." Testimone di un attacco dell'ISIS a Qarah e al Monastero nel 2015, Forenza racconta: "Ho filmato quello che c'era realmente ovvero il silenzio, eravamo rimasti tutti muti. Ho filmato l'accaduto: la drammaticit del silenzio. Ognuno in quel momento si assunto la responsabilit della propria esistenza, una dilatazione che ho cercato di cogliere con lo spazio vuoto e con il suono.

E particolare attenzione data, infatti, al suono e agli effetti sonori registrati sul campo all'interno del monastero e all'esterno con i canti del muezzin utilizzati come colonna musicale del film: "I canti cristiani in arabo e francese (le principali lingue siriane, utilizzate anche nel monastero assieme a spagnolo, portoghese, inglese, latino) erano una soundtrack che scandiva la quotidiana ciclicit di meditazioni, preghiere, liturgie di monaci e monache. I giorni e le notti del monastero erano scandite da preghiere cristiane e musulmane, come un canto e controcanto che ho cercato di documentare in tutto il film.

Attraverso il racconto, attraverso la parola-immagine, si struttura lesistenza: MOTHER FORTRESS un fulgido esempio di come un film sulla condizione umana presente possa diventare documento storico di esemplare umanit nella speranza di costruire un diverso futuro.

21/08/2019, 11:31