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BIF&ST 10 - "Bangla", occidente o tradizione?


Il giovane romano/bengalese Phaim è colto da mille dubbi sulle donne e sulla vita. Divertente opera prima di Phaim Bhuijan in anteprima italiana a Bari


BIF&ST 10 -
Phaim Bhuiyan, regista e protagonista di "Bangla"
Torpignattara e ormoni scatenati. Per Phaim, italiano di genitori del Bangladesh, nato e cresciuto a Roma, anzi a Torpigna, musulmano convinto e praticante ma romanissimo nei modi e nelle abitudini, non è facile trovare una ragazza. Niente sesso fino al matrimonio, ma lui a 22 anni, come tutti i ragazzi italiani di quell’età, non ne vuol sentir parlare e allora la caccia aperta tra argini religiosi, tradizioni familiari e ovvii pregiudizi razziali si ferma quando i suoi occhi scuri incrociano quelli di Asia. Italiana di Roma nord, tutta trasgressione e regole da infrangere.

"Bangla" (il nomignolo un po’ dispregiativo con cui si chiamano i bengalesi) è l’opera prima di Phaim Bhuiyan, giovanissimo autore appassionato di cinema che ha fatto della sua vita vera un film molto interessante. Una panoramica semplice sul quartiere, priva di retorica razziale che però riesce ad affrontare i temi dell’integrazione e di un quartiere multietnico della capitale con un’ironia pungente che ricorda il primo Nanni Moretti.

Il tira e molla con l’ego infatti è il traino della storia e i rapporti di Phaim con chi lo circonda sono occasione per entrare nella vita curiosa e desueta di una comunità che siamo abituati a vedere da lontano. Bhuiyan ci scherza su: sulla famiglia, sugli amici e sul rapporto con la religione e la ragazza dei suoi sogni realizzati, facendo riflettere e sorridere su tutti i fronti.

Carlotta Antonelli è Asia e a, parte le apparizioni dei professionisti tra cui Pietro Sermonti e Simone Liberati, il gruppo che accompagna Phaim nel suo percorso è formato da giovani divertenti e spontanei, caratteri autentici e che creano perfettamente ogni atmosfera legata a un quartiere e a un mondo interessante e che il regista ha saputo raccontare con uno sguardo nuovo, almeno per l’Italia.

03/05/2019, 18:32

Stefano Amadio