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L'UOMO CHE COMPRÒ LA LUNA - Dalla Sardegna con Amore


Una bella sorpresa il film di Paolo Zucca, evento di pre-apertura della Festa del Cinema di Roma. Una dichiarazione d'amore lucida e autoironica per la propria terra, originale e divertente. Con Jacopo Cullin, Stefano Fresi, Francesco Pannofino e Benito Urgu. Al cinema, speriamo presto, con Indigo film


L'UOMO CHE COMPRÒ LA LUNA - Dalla Sardegna con Amore
L'uomo che Comprò la Luna di Paolo Zucca
Finalmente. Un po’ di fantasia, di ritmo e di originalità arrivano direttamente dalla Sardegna. Da quel Paolo Zucca che si presentò a Venezia nel 2013 con L’Arbitro, film in bianco e nero con Stefano Accorsi, Francesco Fannofino e la squadra più scarsa della Terza Categoria sarda.
"L’uomo che comprò la Luna" è una storia fantastica e poetica, usata per raccontare a fondo la Sardegna e i sardi e per dimostrar loro, con onestà e autocritica, il proprio amore.

I servizi segreti, Stefano Fresi e Francesco Pannofino, scoprono che qualcuno dice di essere legittimo proprietario della Luna e questo qualcuno è in Sardegna. Conoscendo l’impenetrabilità dei locali decidono di mandare uno di loro, l'agente delle truppe speciali Kevin Pirelli/Gavino Zoccheddu, a indagare sul posto. Ma questo agente, Jacopo Cullin, sta cercando in ogni modo di nascondere le sue origini isolane spacciandosi per lombardo. Dunque il ragazzo ha bisogno di un po’ di addestramento per tornare a essere sardo al 100%.

Ed è proprio il suo insegnante, lo stalliere Badore (Benito Urgu), che lo riporta in un mondo fatto di grandi partite a morra, lunghi silenzi, logica elementare ma ferrea, enormi bevute di birra-vino-filoferru.
Luoghi comuni forse, ma usati in modo sorprendente e ironico, capaci di far ridere in molte occasioni e in grado di creare la giusta atmosfera che accompagna il giovane Agente Gavino Zoccheddu, nel suo viaggio alla ricerca del sedicente proprietario della Luna.

Punti forti del film sono la credibilità e l’immedesimazione, malgrado sia l’argomento sia i personaggi facciano parte di un gioco di fantasia che rasenta la favola. Anche la regia e gli interpreti danno una grossa mano al risultato finale con un grandissimo Benito Urgu che fa della misura e del pugno fermo l’arma per colpire con la sua travolgente simpatia.

17/10/2018, 09:00

Stefano Amadio