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L'AMATORE - Dal 2 all'11 ottobre alla Spazio Oberdan di Milano


L'AMATORE - Dal 2 all'11 ottobre alla Spazio Oberdan di Milano
Una scena del film "L'Amatore"
Dal 2 all'11 ottobre 2017 presso Cinema Spazio Oberdan Milano, Fondazione Cineteca Italiana presenta in anteprima nazionale "L'Amatore" della regista milanese Maria Mauti, cine-racconto dell'architetto Piero Portaluppi, un uomo eclettico, ambiguo e complesso la cui vita ha attraversato il fascismo e la storia dell'architettura del Novecento.

Prodotto da Piero Maranghi MP1 e distribuito da Nexo, l'Amatore un docu-film firmato da Maria Mauti, con la collaborazione tecnica di Fondazione Cineteca Italiana, testo narrante di Antonio Scurati e voce di Giulia Lazzarini.

Film intimo ed elegante, "L'Amatore" disegna un affascinante ritratto della Milano del primo Novecento attraverso la figura dell'architetto Piero Portaluppi (1888 1967) nel cinquantenario della sua morte, uno degli artefici dellimmagine moderna del capoluogo lombardo.

La pellicola della Mauti un viaggio dentro le pieghe pi recondite della vita di uno degli architetti di fama del ventennio fascista attraverso la riscoperta della sua opera nel presente e del suo diario filmico, un archivio inedito in 16mm girato e montato dallo stesso Portaluppi: uomo di fascino e potere, Portaluppi attraversa questepoca grandiosa e tragica con distacco e ironia, danzando sulle cose e creando bellezza. La storia intanto cammina implacabile accanto alle vicende delluomo.

Presentato nel 2016 al 69 Festival del Cinema di Locarno, nel 2017 al IFFR Internacional Film Festival Rotterdam e al BAFICI [19] Buenos Aires Festival Internacional De Cine Indipendiente, il film di Maria Mauti ripercorre la vita dell'architetto milanese in un susseguirsi di immagini che, tra passato e presente, danno testimonianza delle opere che ha realizzato, lasciando trapelare anche l'aspetto seduttivo di un uomo che stato un vero e proprio amatore dell'arte, delle donne, del cinema e della vita.

La pellicola, una sorta di inedito "diario di bordo" o, meglio, "diario di vita" , prende dunque corpo grazie a un archivio in 16mm girato e montato dallo stesso Portaluppi: pi di cento bobine rimaste in silenzio per ben trent'anni all'interno di un'antica cassapanca davanti alla quale chiss quante volte la famiglia dell'architetto era passata e ripassata ogni giorno. Fino a quando il pronipote omonimo dell'architetto decide di aprirla. E avviene la scoperta.
La Fondazione Piero Portaluppi, nata nello stesso anno con il desiderio di preservare lopera dellarchitetto, ha voluto insieme a Piero Maranghi che questo materiale venisse valorizzato diventando parte di un film.

I filmati di Portaluppi hanno un carattere principalmente privato e restituiscono vicende familiari, a volte vere e proprie pantomime, alcuni viaggi nelle vesti di professore assieme ai suoi studenti del Politecnico, altri viaggi nelle capitali dEuropa, Parigi, Berlino; allo stesso tempo, le sequenze presentano la citt dell'amatore, Milano, in un periodo storico che si muove negli anni trenta e nel Dopoguerra, con girati che ritraggono personaggi famosi e figure che hanno scritto, nel bene o nel male, la storia del nostro Paese: come Benito Mussolini, ripreso di spalle inedito punto di vista mentre arringa la folla in tripudio in Piazza del Duomo.
Quando viene fatta questa scoperta, il compito di visionare il materiale affidato a Maria Mauti: "Nessuno sapeva cosa contenessero le bobine" , racconta la regista, che si avvicina dunque alle pellicole "con il pudore che sentiamo quando ritroviamo i diari segreti di una persona e ci chiediamo se abbiamo il diritto di addentrarci nella sua vita. Guardai i fotogrammi in una vecchia moviola, annotai i luoghi, le date, i titoli che Portaluppi mi indicava nelle sue didascalie e presto mi resi conto che quelle bobine erano state montate perch qualcuno le guardasse".
Mauti si appassiona alle immagini e al sottinteso in esse contenuto "una vitalit vibrante, desiderio di invenzione e costruzione, lironia, la seduzione, il senso della morte" e le restituisce in un documentario che allunicit dei filmati originali alterna riprese odierne della famiglia e delle architetture di Portaluppi, che gettano uno sguardo a colori sul momento contemporaneo, vero e proprio specchio del tempo trascorso ma mai realmente passato.
"Di lui" ha sottolineato la regista "ci interessa mostrare il lato personale, guardare dentro luomo rispettandone il mistero. E poi Portaluppi porta con s leccellenza e la fragilit di una classe sociale che raramente oggetto di racconto: lalta borghesia. lemblema di una citt, Milano, che qui si mostra fuori dagli schemi che tutti conoscono".

26/09/2017, 14:48