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PAUL SCHRADER - Intervista ad Alberto Castellano


Intervista all'autore del libro "Paul Schrader - Il cinema della trascendenza".


PAUL SCHRADER - Intervista ad Alberto Castellano
Il suo volume è un insieme armonico e razionale di 20 saggi che riprende nel titolo e nei contenuti quella che è l’essenza del cinema di Paul Schrader: la trascendenza. In un’ottica filosofica e cinematografica come definisce questo termine?

L’essenza dello stile trascendentale ha a che fare con i concetti di “sacro”, “religioso”, “spiritualità” e la migliore risposta alla sua domanda la dà proprio Schrader quando scrive nel suo famoso saggio “Il trascendente nel cinema”: “Lo studio dello stile trascendentale rivela “una forma universale di rappresentazione”.
Le differenze tra i film di Ozu, Bresson e Dreyer sono perciò di tipo culturale e personale, mentre le loro affinità sono di tipo stilistico e costituiscono un modo comune di esprimere il trascendente nel cinema. Lo stile trascendentale stilizza la realtà eliminando (o quasi) gli elementi ai quali viene principalmente delegata la rappresentazione dell'esperienza umana e spogliando le interpretazioni convenzionali della realtà del loro valore e della loro forza”. E ancora “Lo stile trascendentale incarna l'arte trascendentale in una cultura post-rinascimentale. Questo termine non è solitamente usato nella storia dell'arte e io lo adopero per definire quei tentativi degli artisti contemporanei di recuperare le caratteristiche sacre dell'arte in una cultura che ha subito il processo di secolarizzazione e di laicizzazione della Grecia e del Rinascimento”.

A quale dei registi cinematografici della trascendenza si apparenta di più l’opera cinematografica di Paul Schrader?

Naturalmente i tre autori oggetto del suo saggio, quelli che ha individuato come esemplificazione concreta dello stile trascendentale. Quindi il giapponese Ozu, il danese Dreyer e il francese Bresson. Come ho sottolineato però nel mio saggio introduttivo, bisogna distinguere nel complesso percorso artistico di Schrader quelli nei quali le tracce, le influenze del cinema della trascendenza sono più evidenti e quelli invece nei quali i riferimenti sono meno espliciti. È necessario però anche un approccio libero da qualsiasi preconcetto e da letture superficiali. Ad esempio Bresson è presente sia in Taxi Driver di Scorsese, uno dei film più famosi dello Schrader sceneggiatore, calato in un violento contesto americano, sia in American Gigolò, il suo terzo film da regista, nel quale per una storia erotica viene citato nel finale Diario di un ladro.

In quale dei film di Schrader è presente in modo più accentuato l’influenza del regista francese Robert Bresson minimalista e spiritualista?

In quelli che ho citato, ma anche in Affliction e Lo spacciatore.

Quale rapporto esiste tra il cinema di Paul Schrader e quello di Martin Scorsese per il quale Schrader ha scritto ha scritto alcune sceneggiature?

Schrader ha scritto per Scorsese sceneggiature di film molto diversi in fasi artistiche del regista molto diverse: Taxi Driver, Toro scatenato, L’ultima tentazione di Cristo, Al di là della vita. Credo che sia soprattutto un problema di sintonie, quel feeling particolare molto diffuso nella storia del cinema, che si crea tra un regista e uno sceneggiatore. Oltre tutto quando ha scritto la sceneggiatura di Taxi Driver Schrader non aveva ancora esordito come regista mentre per i film successivi era già un regista affermato e quindi ha arricchito le sceneggiature con l’esperienza dietro la macchina da presa.

A chi volesse conoscere meglio questo regista, elitario e non facile, quali film consiglierebbe?

Da estimatore dell’autore e da esegeta del suo cinema, tutti ma naturalmente devo privilegiare quelli che lui ha sentito di più e per i quali è più evidente la sua cifra stilistica. Quindi Hardcore, American Gigolò, Mishima, Il bacio della pantera, Affliction, Lo spacciatore.

Lei, come critico cinematografico, quale film della trascendenza preferisce in assoluto?

Non ho una preferenza particolare. A parte naturalmente questi che ho citato di Schrader, amo molto alcuni di Ozu, Ordet di Dreyer, tutto Bresson e altri sparsi nel mio immaginario che magari non hanno una relazione immediata con la trascendenza o lo stile trascendentale, ma nei quali di volta in volta posso trovare delle risonanze con certi temi, da Hitchcock ad Antonioni e Bergman.

01/02/2017, 08:40

Augusto Orsi