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FCE LECCE - Christian De Sica "Gli attori sono bambini"


Incontro con l'attore, interprete di oltre 100 film. Una panoramica sulla sua carriera, il nuovo film con una debuttante, i progetti per il futuro


FCE LECCE - Christian De Sica
Christian De Sica a Lecce tra Laura Delli Colli e Fausto Brizzi
Christian De Sica è al Festival di Lecce; il premio alla carriera, una serata a lui dedicata con l'incontro con il pubblico e la presentazione del suo nuovo film "Freulein- Una fiaba d'inverno" diretto dall'esordiente Caterina Carone.

"Lei è una vera artista - ha detto De Sica della regista - e sono entusiasta di questo film perché mi ha dato la possibilità di provare nuovi registri di recitazione".

Il film è stato visto anche da una sala piena di studenti che l'hanno applaudita con entusiasmo.

"Sì, finche dura..." dice scherzando, ma Fausto Brizzi, conduttore della serata insieme a Laura Delli Colli aggiunge "Alla fine del film una studentessa ha preso la parola per fare un complimento a Christian; premettendo di non gradire i suoi film di natale, voleva confermare che in questo film invece gli era piaciuto. Gli altri ragazzi non le hanno fatto finire la frase, bloccando la critica e confermando la loro passione per l'attore e per tutti i suoi film".

De Sica, una carriera lunga e ricca, com'è cominciata?

"È cominciata grazie a mio padre. Lui era abbastanza anziano e dunque non aveva voglia fare con noi giochi faticosi, e allora ci scriveva, a me e mio fratello, delle piece da mettere in scena a casa. Facevamo un teatrino in salotto sin da piccoli e quando da grande gli dissi che volevo fare l'attore lui mi disse no, devi fare l'università. Ma poi mi vide e si convinse che potevo farcela. Allora gli dissi che volevo fare l'Accademia ma lui mi sconsigliò dicendomi che se ci fossi andato sarei diventato trombone come Gassmann o la Moriconi... "

E con il cinema quando e come iniziò?

"Ero fidanzato con Isabella Rossellini e siccome mio padre non mi dava la possibilità di fare qualche ruolo, andai dal padre di Isabella che mi fece fare una piccola parte in un film in costume. Sul set Roberto mi disse, "Fai meno, non esagerare come tuo padre..." lui non amava gli attori... da lì ho cominciato a fare partecipazioni. A oggi ho fatto un centinaio di film..."

Qual è il suo preferito?

"Il mio favorito è "Faccione", di cui ho fatto solo la regia, senza fare l'attore. Era la storia vera di una amica mia e di Carlo Verdone, una ragazza con una bella faccia ma cicciona e che raccontava un sacco di fregnacce. Ci ho fatto questo un film sopra, con Nadia Rinaldi protagonista, e credo sia molto carino".

Tornerà a fare un film con suo cognato Carlo Verdone?

"Per trent'anni sono stato sotto contratto con De Laurentiis e quando Carlo stava con Cecchi Gori riuscimmo a farne un paio. Poi anche lui firmo per De Laurentiis e molte volte provammo a chiedere ad Aurelio di farci fare un film insieme. Lui diceva sì, ma non ci dava mai l'opportunità; preferiva che facessimo due film separati piuttosto che uno insieme... ora sarebbe il momento di farlo. Ad esempio mi sarei visto bene nell'ultimo film di Carlo, al posto di Albanese, secondo me sarei stato più giusto io..."

Cosa ha in programma? Lavorerebbe con un campione d'incassi come Checco Zalone?

"Sarei pazzo a dire di no. Quando lo incontro gli chiedo sempre di poter fare una particina, uno zio, un padre... prima o poi...
In programma di sicuro non ho un film con Neri Parenti, ma mi auguro di farlo con Brizzi, ci stiamo lavorando. In più mi hanno offerto di condurre Zelig e di nuovo Striscia la Notizia. Vediamo".

22/04/2016, 17:21

Stefano Amadio