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VENEZIA 71 - Barovero musica "La zuppa del demonio"


Il documentario di Davide Ferrario presentato Fuori Concorso


VENEZIA 71 - Barovero musica
Presentato alla Mostra del Cinema di Venezia “La Zuppa del Demonio”, il nuovo documentario di Davide Ferrario, inserito nella sezione Fuori Concorso.

Un lavoro che in 80 minuti racconta la storia industriale italiana con materiali d’archivio: attinge dall’Archivio Nazionale Cinema d’Impresa di Ivrea. Racconta la parabola del progresso in Italia, dai primi anni del Novecento fino all’inizio degli anni Settanta, quando l’ecologismo e la prima grande crisi petrolifera segnarono lo spartiacque tra un prima e un dopo che non sarebbe più assomigliato al passato. Dalle grandi opere degli anni dieci alla corsa all’elettrificazione per lo sviluppo della grande industria, il fascismo e la ricostruzione nel dopoguerra e lo sviluppo di nuove industrie negli anni cinquanta, la città nella fabbrica e i modelli piemontesi FIAT e Olivetti, la ricerca di nuove fonti di energia in Italia e all’estero degli anni Sessanta fino al pionierismo nel campo dell’informatica e del nucleare…

Non ci sono attori sullo schermo ma solo alcune voci (i testi, in voce off, sono di Ermanno Olmi, Pier Paolo Pasolini, Dino Risi, Primo Levi, Majakowskij, Gadda e Blasetti) e le intense musiche, come le ha definite, pochi minuti fa, il regista Ferrario in conferenza stampa, composte per l’occasione dal torinese Fabio Barovero, già fondatore dei Mau Mau e Banda Ionica, e produttore della cantautrice Saba Anglana, la cui collaborazione con Ferrario è lunga e duratura (sue anche le musiche de “La Luna su Torino”, il film di Ferrario uscito in primavera). Barovero ha collaborato anche con Stefano Mordini, Alessandro D’Alatri (vincendo il Nastro d’ Argento per le musiche del film “La Febbre”) e con Ferdinando Bruni e Valter Malosti in teatro, ed è autore di numerose sigle per trasmissioni Radio Rai e quella ufficiale del Torino Film Festival 2007-2013.

"Per questo lavoro ho creato musiche che generano una distanza necessaria per accorgersi dello stupore e dei sentimenti intorno agli slanci e agli errori degli uomini nel pieno dello sviluppo industriale . Un affetto, un cuscinetto per salvaguardare il cuore", spiega Barovero.

Il titolo, “La Zuppa del Demonio”, è la metafora coniata da Dino Buzzati narrando la creazione negli altiforni del nuovo metallo che avrebbe cambiato l’Italia: il Dio Acciaio.

02/09/2014, 14:18