Sudestival 2020
I Viaggi Di Roby

I vincitori dell'8° Est Film Festival


I vincitori dell'8° Est Film Festival
SEZIONE LUNGOMETRAGGI

Miglior film (Arco d’Oro e 5.000 € Miglior Lungometraggio Premio Banca Cattolica)
L’arbitro di Paolo Zucca
Motivazione: Un’opera prima raffinata e piena di idee, un racconto per immagini originale e coraggioso.

Premio del Pubblico (Arco d’Argento e 1.000 € Premio del Pubblico al Miglior Lungometraggio - Premio Cantina Sociale di Montefiascone)
Smetto quando voglio di Sydney Sibilia

Premio Miglior Colonna Sonora Originale Lungometraggi (JazzUp Award e 500 €)
Antonio Gramentieri compositore della colonna sonora del film Zoran il mio nipote scemo di Matteo Oleotto.
Motivazione: Per il perfetto e continuo equilibrio tra immagini e musica rilevato durante lo sviluppo della sceneggiatura, la maestria e la genuinità dell'arrangiamento che rafforzano con estrema efficacia l'ironia e l'amarezza del racconto.


SEZIONE DOCUMENTARI

Premio Miglior Documentario (Arco d'Argento e 1.000 euro - Premio Associazione L'Acropoli)
Rifiutati dalla sorte e dagli uomini
di Vieri Brini e Emanuele Policante
Motivazione: Per l’incisivo fattore di denuncia e l’implicito invito alla riflessione su un fenomeno che si sviluppa al confine tra legalità e illecito, per la sottesa valenza didattica e formativa, per la solidità e l’eleganza della struttura espositiva.

Menzione Speciale
Fuoco Amico - La storia di Davide Cervia
di Francesco Del Grosso
Motivazione: Per il ritmo incalzante con il quale viene ricostruita la drammatica e misteriosa vicenda di un uomo “sconfessato” dallo Stato e per il conseguente, intenso coinvolgimento emotivo che ne scaturisce.


SEZIONE CORTOMETRAGGI

Premio Miglior Cortometraggio (Arco d'Argento e 1.000 euro - Premio Università della Tuscia)
Il passo della lumaca
di Daniele Suraci
Motivazione: Il passo della lumaca è un delicato gioco tra l’invisibilità evocativa del suono e la visionarietà surreale dell’immagine in movimento. In questo film Daniele Suraci usa con leggerezza tutte le possibilità cinematografiche di raccontare senza l’uso della parola, recuperando uno sguardo lento, altro e infantile in grado di restituire la possibilità di credere nell’immaginazione di una bambina priva di vista, come di ogni spettatore.

27/07/2014, 19:30