Sudestival 2020

Note di regia di "Piccola Patria"


Note di regia di
Sarebbero potute accadere in una qualsiasi provincia del pianeta , ma h o cercato nel Nordest italiano le storie che compongono il racconto di Piccola P atria . L ho visto fondersi tra loro quelle atmosfere, la lingua, i volti e i pers onaggi, le dinamiche personali e di gruppo. Il mio approccio al film stato fisico: partendo da una sceneggiatura pronta ad essere distrutta, ho voluto creare un vortice estivo che legasse improvvisazione e osservazione, ricerca e creazione dei personaggi . Luisa e Renata vogliono andare via da una cultura del lavoro che solo cercare di far soldi e spesso non riuscirci, via dalla banalit di vite votate al sacrificio e al silenzio, via dalla rabbia che la mancanza di sogni scatena. Il conflitto tra due mondi, quello degli adolescenti vivo, sensuale, libero senza sapere di esserlo e quello degli adulti, inerte, rassegnato, doppio.

Eppure qualcosa accomuna tutti: una zona oscura, una memoria che segna la carne delle ragazze e che resta non detta. Il s esso che luna usa per prendersi gioco del mondo, per sfuggire senza met a alle falsit del conformismo, per laltra il modo cieco per riscattarsi dalla meschinit e dalla violenza, il pretesto per vendicarsi. Il gioco amoroso, amicale e sess u ale assume c ol tempo i contorni tragici di una realt che perde per sempre spontaneit e innocenza .

Le musiche del film
Contrariamente a quanto accade di solito, le musiche di P ICCOLA PATRIA non sono state scelte o composte sul film montato, ma nascono da suggestioni dispar ate. Conoscevo lopera di Bepi De Marzi, il compositore e maestro vicentino che ha recuperato e in qualche modo rinnovato la tradizione del canto corale alpino, spesso usando il dialetto veneto per i testi. Istintivamente ho associato LAqua ze morta e Joska la rossa a Piccola Patria: i testi dei due canti incrociavano a vari livelli il film, si prestavano luno allo sguardo dinsieme (che nel film diviene immagine dallalto, in volo) e laltro a unevocazione intima, quella della figura di una ragazz a vitale e spersa, unevocazione antica. E i cori offrivano epicit, un aspetto possibile del film e che apriva a un connubio stridente ma potente fra immagini contemporanee e musica (quasi) tradizionale.
Maria Roveran, che interpreta Luisa, anche una musicista e da sempre compone e canta. Due sue canzoni, nate durante la lavorazione del film, fanno parte della colonna sonora: Indrio soe a e Va. Il dialetto era diventato la lingua del set, oltre che quella dei dialoghi del film, e con Maria condivid evo alcune esperienze, immagini e sensazioni di periferia (la stessa in cui ambientato il film), che prendevano corpo appunto in dialetto. Lei ha lavorato a testi e atmosfere m usicali vicine al personaggio di Luisa, preparando poi i pezzi con i giovani musicisti con cui si esibita agli esordi, a Favaro Veneto, il suo paese.
Il tema del film, nelle sue due varianti, stato composto da Alessandro Cellai e Paolo Segat, che anche sound designer di PICCOLA PATRIA . Il tema stato scelto quasi in contra pposizione ai cori e alle canzoni, sposando lidea della ballata, non tanto riferita alle musiche, quanto al film stesso. Un po western e un po provincia americana contemporanea, con una dolenza permanente ma quasi fredda.

Alessandro Rossetto