Sudestival 2020

TFF30 - Alessandro Scippa presenta la sua “Arianna”


TFF30 - Alessandro Scippa presenta la sua “Arianna”
“Arianna” è una parafrasi sensibile della nostra attualità, e pensare che le sue radici sono più epiche che reali.
E’ un film per il quale dobbiamo ringraziare Alessandro Scippa, che sembra averlo più respirato che immaginato, perché la sequenza delle sue narrazioni appare come il flusso della sua espirazione. Nell’insieme c’è la donna, l’abbandono, l’accettazione e la gabbia, quelle invisibili dalle quali è quasi impossibile liberarsi.

"Arianna" è quindi una donna che digerisce un allontanamento che in realtà c’è già stato, al punto che il suo uomo sembra già appartenere ad un flashback, a qualcosa che si è esaurito e di cui è già palpabile l’assenza; nasce da un'immagine: l'isola come terra di approdo e di fuga da parte degli uomini. L'isola come metafora della donna; e la donna che, secondo il mito, viene abbandonata su un’isola è Arianna.

Gli interpreti, tra i quali citiamo Giovanna Giuliani, che ha lavorato in teatro con registi come Alfonso Santagata, Andrea De Rosa, Mario Martone e Jean Marie Straub e al cinema, tra gli altri, con Fabrizio Ferraro, Mariano Lamberti, Mimmo Calopresti e Gianluca Iodice, che con il suo “La signorina Holibet” gli è valso il premio a miglior Attrice nel 2001, e Nanni Mayer, un “Apicoltore filosofo”, hanno saputo agire splendidamente, destreggiandosi tra costruito ed improvvisazione, unendosi ad uno spirito di spontaneità artistica diviso tanto con la regia che con l’intero cast tecnico.

“Arianna” è infatti il risultato di una narrazione corale e sentita, nella quale l’ossatura della storia appare composta da aria, versi, suoni, colori e “non immagini”; dice benissimo Alessandro Scippa: “Arianna è un film nato (…)senza una vera e propria sceneggiatura a monte, una sfida, o una liberazione, per uno che vive facendo lo sceneggiatore”.

Parlano di un’esperienza centrata sulle emozioni anche l’autore delle Musiche, Adriano Casale “Bk Bostik”, il direttore della fotografia, Alessandro Abate e il fonico di presa diretta, Daniele Maraniello, tutti animati da una passione artistica pura e la necessità di comunicare.

Il film, prodotto da Gianluca Arcopinto, Sciù film e L'unico cinema, è stato girato a Procida in due settimane con una Canon 5d mark II, tra gli ultimi giorni del 2011 e i primi del 2012.

Presto sarà in sala distribuito da Gianluca Arcopinto con il marchio Pablo.

23/11/2012, 15:58