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Festival Roma - Presentati i corti di Piavoli, Messina e Chiara Malta


Festival Roma - Presentati i corti di Piavoli, Messina e Chiara Malta
Presentati al Festival di Roma "Frammenti" di Franco Piavoli nella sezione "Cortometraggi Fuori Concorso Prospettive Italia", "La Prima Legge di Newton" di Piero Messina e "Les Yeux du Renard" di Chiara Malta e Sébastien Laudenbach in "Concorso Cortometraggi Prospettive Italia".

"Frammenti "di Franco Piavoli
Una lunga serie di primi piani volti a catturare le emozioni dei protagonisti, un paesaggio che proietta lo spettatore in una suggestione poetica seducente. Sul finale, nell’acqua che scorre, i corpi nudi di un uomo e una donna complici e giocosi, come novelli Adamo ed Eva che si cercano e si trovano in un Eden fuori dal tempo e dal caos.
Il corto è il risultato del laboratorio “Farecinema”, nell’ambito del Bobbio Film Festival diretto da Marco Bellocchio, un'esperienza che ha segnato il regista: "Fare cinema a Bobbio, nell’ambito dell’Associazione Marco Bellocchio, è stata un'occasione bellissima. D’estate la Valle del Trebbia è un luogo privilegiato per girare un film, per la bellezza della natura, ma anche per la possibilità di bagnarsi in limpidissime acque. Con i giovani del corso abbiamo lavorato e giocato".

"La prima legge di Newton" di Piero Messina
Prodotto dalla CSC Production, il corto è il lavoro di allievi ed ex allievi del Centro Sperimentale di Cinematografia. Il film racconta una tenera storia d’amore tra un uomo e una donna non più giovani che si ritrovano a Roma a distanza di moltissimi anni. Attraverso una buona sceneggiatura e una regia curata, il film breve riesce a trattare il tema della sensualità adulta in maniera raffinata.

"Les Yeux dù Renard" di Chiara Malta e Sebastien Laudenbach
Girato interamente in pellicola, il film si propone di essere una favola in cui viene raccontato il viaggio di iniziazione di un bambino, destinato a durare tutta la vita e che tutti prima o poi dovranno compiere.
I registi hanno dichiarato di aver scelto la pellicola perché ricorda un po’ “l’infanzia” del cinema rispetto al digitale e di aver voluto dare alla storia un taglio più plastico che narrativo. Decisamente originale e piacevole anche per chi bambino non lo è più.

16/11/2012, 17:41

Gloriana Giammartino