OFF - Ortigia Film festival
I viaggi di Roby

Note di regia di "E la chiamano estate"


Note di regia di
Anna e Dino e la loro estate. Si pu chiamare amore questo? Un amore che rinuncia al sesso dunque alla sua realizzazione nel piacere e nel soddisfacimento dellimpulso? Dino il protagonista ama Anna ma ha paura di perderla, di deluderla, di farle del male. E allora non pu desiderarla. Forse Anna bella, troppo bella per lui Dino pensa di non meritarsi niente, forse si odia, forse proprio lui il peggior nemico di se stesso

Attraverso alcuni momenti narrativi della coppia vissuti in una simbolica stanza da letto, parole pronunciate da amici ed estranei, scene iperrealiste, a tratti quasi rubate, brevi ricordi che affiorano insieme a delle fotografie, immagini di un telefonino con cui Dino riprende le sue notti, si ricostruisce piano un puzzle doloroso, quasi un rebus, di questo uomo imprigionato nella sua coscienza infelice, come lha definita Sartre.

Un mosaico fatto di tante tessere, che appartengono al passato, al presente, al futuro e che si mescolano, rivelando il significato ultimo solo allultimo tassello, allultimo fotogramma.

La scissione che Dino attua tra eros e sentimento spietata e totale e non gli lascia alcuna via di scampo, se non condurre una doppia vita facendo compulsivamente sesso con prostitute e coppie di scambisti e ritornando a casa con un grande vuoto dentro e una spina sempre pi profonda nel suo cuore.

E Anna, la sua amata, come reagisce di fronte a tutto questo? Perch non si ribella, perch non lo lascia? Pu sembrare assurdo ma questo vuoto, questa sofferenza di Dino la fa sentire profondamente amata. La sua insostituibile chimera. Si sente appagata, nonostante la frustrazione dellassenza del rapporto fisico. Anna ha sempre rifiutato gli schemi, le prigioni, anche quelle dorate di una famiglia rassicurante o quella di un ex compagno che, con il suo amore soffocante, non le lasciava spazio di respirare. Di immaginare Perch forse, in questa storia, lelemento della immaginazione assume un ruolo importante. E il punto di partenza e di arrivo di questo amore che rimane sempre potenziale. Rimane unastrazione. Una speranza. Un sogno. Il sogno. O forse una fuga dalla realt che delude e disattende le aspettative, troppo spesso.

E una coppia profondamente romantica quella di Anna e Dino. Romantica fino allo struggimento. Qualcuno definirebbe questuomo un borderline, un nevrotico con un grande senso di colpa che non gli permette nemmeno di sfiorare la felicit, la completezza, lappagamento. Le sue notti trasgressive non fanno che inaridirlo, trascinarlo sempre pi gi, nel fondo di un abisso.

Senza amore il sesso rischia di diventare un atto meccanico. Ossessivo. Compulsivo. Questo Dino lo sa, perch dietro la sua nevrosi, o perversione?, c un eroe tragico. La sua sensibilit gli impedisce di diventare indifferente, come tanti, troppi uomini, ma non gli permette nemmeno di chiedere aiuto a nessuno. E allora ecco che Dino preferisce esercitare su di s tutta la violenza e il dolore che cova dentro, allontanandosi dal suo grande amore che si dissolve nellaria come un battito dali o unestate troppo breve

Per quanto concerne laspetto stilistico, sento in questa storia molto particolare la necessit di distaccarmi da un certo impianto classico. Landamento narrativo frammentato mi parso il pi congeniale per raccontare linquietudine, la drammaticit di questo amore.

La molteplicit delle forme si presta perfettamente ad un progetto artistico come questo.

Brevi monologhi in primo piano che rinviano a una seduta psicoanalitica e ad un appello allo spettatore a sospendere il giudizio. Immagini che alludono ai sogni, ai ricordi, al presente, scene reiterate che nella loro ripetizione di bergsoniana memoria acquisiscono il loro significato ultimo.

Ma tutto questo, tengo molto a sottolinearlo, in una compagine di grande semplicit e fruibilit, come quando ci si trova di fronte a un vecchio album di fotografie, un po disordinato, dove si ritrovano vecchie foto in bianco e nero, polaroid sbiadite mischiate a posati pi eleganti e recenti. E noi rimaniamo l, increduli, con un nodo alla gola davanti alla vita che ci sta passando accanto

Paolo Franchi