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"394 - Trilogia nel Mondo" - Toni Servillo ed il teatro


"394 - Trilogia nel Mondo" - Toni Servillo ed il teatro
Mosca, Berlino, Parigi, Madrid, Istanbul e New York sono solo alcune delle tappe toccata da Toni Servillo con la tournée internazionale della "Trilogia della Villeggiatura" di Carlo Goldoni. Un'avventura durata ben quattro anni, fatta di successi, di fatiche, di incontri, raccontata da Massimiliano Pacifico nel documentario "394 - Trilogia nel Mondo", un vero proprio omaggio al teatro ed alla figura dell'attore napoletano, conosciuto anche al cinema per le sue intepretazioni nel film di Garrone e Sorrentino.

Il film segue il quotidiano della compagnia teatrale, oltre la messa in scena, dalle prove ai backstage, dai viaggi in treno ai caffè, dai brindisi alle valigie e ai cambi d’abiti, in un alternarsi di immagini pubbliche e private. Pacifico non usa la "tecnica delle interviste", dei primi piani serrati sui volti degdei protagonisti, ma entra prepotentemente nella vita degli attori. Anche le immagini all'interno dei teatri, sono riprese dal punto di vista del pubblico con telecamera a spalla, tracciando la "giusta distanza" con il resto del montaggio. In "Trilogia della Villeggiatura" c'è tutta l'essenza del teatro nella sua universalità, che abbatte i limiti linguistici e culturali tra i popoli.

Lo stesso Toni Servillo è raccontato nella sua semplicità di uomo alla scoperta del mondo, di attore celebrato ma anche di lavoratore con la valigia sempre pronta, riempita di piccoli oggetti utili alla vita quotidiana. Una figura, quindi, lontana dagli eccessi di molte "star" da mainstream, che il più delle volte hanno un backgroud ed un retaggio culturale ed artistico inferiore a quello dell'attore campano. Servillo è un commediante, un vero "animale da palcoscenico", e durante il film prende le distanze dal cinema, definito come "un parentesi, un' avventura meravigliosa, ma il teatro invece,si mischia con la vita dell'attore. Durante quattro anni di tourne ti muore un padre, ti nascono i figli, ti separi da una donna, ci sono delle guerre, c'è un rapporto intimo con il personaggio e l'autore, creando una qualità speciale"

03/06/2012, 19:10

Simone Pinchiorri

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