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Libro/film: come dare vita a "La scomparsa di Patò"?


Il romanzo storico di Andrea Camilleri è al cinema, diretto da Rocco Mortelliti, autore della sceneggiatura con lo scrittore e Maurizio Nichetti


Libro/film: come dare vita a
C'era molta curiosità nel vedere come sarebbe stata la trasposizione cinematografica del romanzo "La scomparsa di Patò": la particolare natura del libro - costruito interamente grazie a un susseguirsi di rapporti di polizia, lettere ufficiali e private, articoli di giornali - permetteva al film una grande libertà di manovra ma dava al progetto anche una pesante responsabilità.

Per evitare stravolgimenti eccessivi, è stato lo stesso Andrea Camilleri - insieme al regista Rocco Mortelliti e a Maurizio Nichetti - a occuparsi della sceneggiatura. E per far capire subito che bisognava dimenticare quello schema rigido (ma curioso e originale) di fogli scritti, a inizio film il regista inquadra il rogo con cui i due protagonisti, il poliziotto Maurizio Casagrande e il carabiniere Nino Frassica, si liberano di tutto il materiale raccolto nell'indagine sulla scomparsa del ragionier Patò una volta conclusa.

La fedeltà alla pagina scritta rimane costante per tutto il racconto, tranne alcune piccolezze (i battibecchi tra i due investigatori, le battute sul "nordista" napoletano, le bambole inquietanti di casa Patò...) aggiunte per dare al film maggior ritmo e soprattutto un tocco ironico che nel libro è presente ma molto sottotraccia.

Dove lo schema meccanico di botta e risposta del libro di Camilleri avrebbe potuto dare al film una lentezza eccessiva, il trio di sceneggiatori è riuscito invece ad aggirare il problema (quasi del tutto) con l'inserimento di animazioni e "finestre" per far parlare i vari interrogati che riescono ad aggiungere brio al racconto.

Un romanzo storico costruito con perizia a tavolino è quindi diventato un film leggero e piacevole, simpatico e con qualche felice intuizione: il gioco di Camilleri sul ragioniere (ricordiamo che la scomparsa di questo personaggio è inserita di sfuggita in un romanzo di Leonardo Sciascia, "A ciascuno il suo", e che il giallista siciliano si è divertito a immaginare cosa potesse essergli accaduto) pare ormai giunto al termine.

01/03/2012, 12:30

Carlo Griseri