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La quarta giornata del Trieste Film Festival 2012


La quarta giornata del Trieste Film Festival 2012
Quarta giornata di festival: la programmazione della rassegna continua al Teatro Miela e al Cinema Ariston.

Alle ore 11 al Teatro Miela OMAGGIO ALLA SCUOLA DI WAJDA con "DRESZCZE" ("BRIVIDI") di Wojciech Marczewski. Con questa storia di una rieducazione forzata al comunismo nella Polonia dei primi anni ’50, il regista compie un’analisi accurata dei modi in cui le giovani menti vengono modellate quando entrano in contatto con meccanismi progettati espressamente per controllare gli atteggiamenti umani. Il film vinse l'Orso d’argento al festival di Berlino nel 1982.

Alle 14 per il concorso documentari "OUTRO" della regista russa Julija Panasenko, che sarà presente alla presentazione del film. Ancora due settimane prima dell’incontro con sua madre; ancora un mese prima dell’incontro con la morte; ma è il primo appuntamento a spaventarla di più.
A seguire il documentario "ÖRVÉNY" di Csaba Szekeres e John Oates (quest’ultimo presente in sala). Filmato nell’arco di sei mesi, il documentario mostra la vita dei Rom che vivono in un paesino della provincia di Hajadu-Bihar, nell’Ungheria nord-orientale, vicino al confine rumeno, raccontando le difficoltà e i problemi di tre famiglie.

Alle 16 la COMPILATION 2 DI CORTOMETRAGGI.

Alle 18 si riparte con il concorso lungometraggi con il film "DOM" ("LA CASA") della slovacca Zuzana Liová, che sarà presente alla proiezione. Imrich è un uomo imperfetto che sogna la famiglia perfetta; un giorno decide di costruire una casa per ciascuna delle sue figlie, ma il sogno si trasforma ben presto in un incubo….

Alle 20:30 per il concorso documentari, lo sloveno "ALEKSANDRINKE" ("LE DONNE DI ALESSANDRIA") di Metod Pevec, che presenterà il suo film in sala. Balie, bambinaie, governanti, domestiche, la dama di compagnia della regina Farida d’Egitto erano tutte di origini slovene. Le loro vicende, incredibili e a tratti tragiche, mostrano le sfide che le donne hanno dovuto affrontare in anni in cui ancora non si parlava di femminismo.

Dalle 22:30 altri due documentari in concorso: "EIN BRIEF AUS DEUTSCHLAND " ("UNA LETTERA DALLA GERMANIA") di Sebastian Mez. Tre donne dell’Europa dell’Est lasciano la propria casa nella speranza di qualcosa di meglio e si ritrovano imprigionate in un’esistenza fatta di dolore e sfruttamento.
A seguire "BAKHMARO" di Salomé Jashi, che sarà presente in sala. Un viaggio in un edificio vivo e al tempo stesso desolato in un’area rurale della Georgia: proprio come i clienti del suo ristorante, anche i cambiamenti giungono di rado qui…

Sempre al Miela in SALA VIDEO alle ore 11.30 per EASTWEEK vengono presentati vari film della Scuola di Lubiana.
Alle 14.30 sempre per Eastweek un incontro con NEJC GAZVODA, giovanissimo regista sloveno di IZLET (concorso lunghi) che incontrerà gli studenti, il pubblico e la stampa per parlare della sua esperienza.

Alle 18.30 nella SALA VIDEO ci sarà la speciale proiezione del film "OKTOBAR" ("OTTOBRE") di Milica Tomović, Ognjen Isailović, Ognjen Glavonić, Damir Romanov, Dane Komljen, Senka Domanović, Ivan Pecikoza: studenti del quarto anno della Facoltà di Arti Drammatiche di Belgrado. Il 5 ottobre del 2000 le proteste per le strade di Belgrado culminano in una ribellione contro il governo autoritario di Slobodan Milošević. Il film racconta 7 storie sul decimo anniversario della rivoluzione serba, raccontate ciascuna con un pizzico di humour nero, a volte in modo poetico, a volte melodrammatico. Impressioni personali sulla Serbia di giovani registi che, al tempo della caduta di Milošević, erano appena adolescenti.

Al cinema Ariston alle 15 per la retrospettiva dedicata a GRZEGORZ KRÓLIKIEWICZ: IL CAOS COME VISIONE DEL MONDO, sarà proiettato "WIECZNE PRETENSJE" ("OBIEZIONI PERMANENTI"): Franek è un giocatore, un ladruncolo da quattro soldi che si arrangia a stento nella dura Polonia degli anni Settanta. La fine mostra tutta la sua inettitudine a qualsiasi mestiere e la sua impossibilità di vivere in un mondo che mette la produzione al centro dell’esistenza.

Dalle 16.30 una serie di titoli della sezione ZONE DI CINEMA alla presenza degli autori: il primo è "PASOLINI, L’INCONTRO" di Pasqualino Suppa. Il film/documentario racconta la tournée del 2008 durante la quale Tre allegri ragazzi morti hanno proposto per la prima volta lo spettacolo di disegni e musica 'Pasolini,l´incontro'. Pasqualino Suppa e l´operatore Nicola Pittarello seguono il viaggio della cult band mascherata nelle città di Trieste, Roma e Bologna. Il film mostra la visione surreale e poetica di un gruppo rock anomalo, critico sulla visione dell´Italia, che si confronta con le parole profetiche del più nquietante intellettuale del XX secolo. A seguire "NUOVI ITALIANI, CARTOLINE DALL’ITALIA" di Massimo Garlatti Costa; un progetto documentaristico fruibile su più piattaforme mediali, che vuole far conoscere le vite e le culture degli immigrati che hanno eletto l’Italia come loro nuova patria.
Poi "KLEINE BERLIN: LA PICCOLA BERLINO DI TRIESTE" di Crisita Milovin e Deborah Viviani: un documentario sulle più estese gallerie antiaeree sotterranee risalenti alla Seconda guerra mondiale della città di Trieste: la Kleine Berlin.
Il seguente è "LA PENNA DI HEMINGWAY" di Renzo Carbonera. Le cose ti rendono dipendente e fragile: Claudia lo scopre quando torna a Lignano per la morte del padre, che non vedeva da anni, e si imbatte nel mistero di una penna appartenuta ad Hemingway.
Ultima proiezione sarà NONNA SI DEVE ASCIUGARE di Alfredo Covelli. Un’anziana produttrice di vino che in passato ha combattuto i nazisti muore; i figli tornano a casa per il testamento, ma li attende una brutta sorpresa.

Alle 19.00 per GRZEGORZ KRÓLIKIEWICZ: IL CAOS COME VISIONE DEL MONDO sarà presentato "NA WYLOT" ("FINO INONDO"), una ricostruzione parossistica di un crimine realmente accaduto negli anni Trenta.

Alle 20.45 OMAGGIO ALLA SCUOLA DI WAJDA, con due film: il primo è "ANDRZEJ WAJDA:SI GIRA!" del Paladino Film Group (Maciej Cuske, Thierry Paladino, Marcin Sauter e Piotr Stasik), sarà presente in sala il regista Thierry Paladino. Un documento straordinario che mostra mesi di fatica sul set, il lavoro e l’imponente macchina del cinema, ma allo stesso tempo è anche il ritratto più fedele e intimo che si potesse fare del maestro polacco, il premio Oscar Andrzej Wajda. A seguire "KURACJA" ("LA CURA") di Maciej Cuske.

21/01/2012, 16:02