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Cosimo Terlizzi: "Folder è il mio diario audiovisivo"


Intervista esclusiva a Cosimo Terlizzi regista di Folder in concorso al primo festival italiano online del cinema documentario, visibile su www.viaemiliadocfest.tv


Cosimo Terlizzi:
Folder è un documentario autobiografico che racchiude un anno di vita di Cosimo Terlizzi, protagonista e autore del lavoro. E’ una cartella-archivio personale costituita da video, fotografie e collegamenti via chat, attraverso cui il giovane filmaker pugliese si muove alla ricerca della propria identità, del proprio luogo d’appartenenza, in una dimensione storica tesa e precaria. E’ un film che parla di vite che si consumano in viaggio da una capitale all’altra attraverso una dimensione ideale, un’estrema mobilità una mobilità low-cost di una generazione esplosa i cui pezzi sparsi sono raccolti da Cosimo con l’intento di ricomporre gli aspetti di una celata realtà. Come davanti ad un enorme puzzle disfatto dove ogni elemento è mescolato a caso tra i numerosi e differenti pezzi che lo compongono. Il film che ha già al suo attivo numerose segnalazioni e partecipazioni a diversi festival italiani e stranieri, sarà visibile fino al 15 novembre su www.viaemiliadocfest.tv.

Il mondo del web, la multimedialità e le nuove tecnologie influiscono sul tuo modo di creare film? E se si come?
È evidente che siamo sul cammino intrapreso ormai da secoli che ci porterà ad avere sempre meno a che fare con oggetti pesanti. La multimedialità è quasi tutta lanciata in rete. Questo processo di lenta smaterializzazione ha toccato anche l'industria del cinema. I grandi set cinematografici sono immaginati e ricostruiti qui dentro lo schermo e la distribuzione del prodotto finirà per essere divulgata e venduta interamente attraverso il web, come la maggior parte delle cose. Un tempo vi erano le grandi pizze di pellicole, poi i nastri magnetici poi i dvd ed ora basta inviare il file compresso del film per mail. Questo aspetto non può passare inosservato da un regista, un produttore del nostro tempo. Il mio film Folder è il risultato di questo processo, una vita che usa le tecnologie in modo fluido e naturale, ne viene fuori che lo spazio tempo sembra accorciarsi sempre più e che ogni desiderio sia sempre più fattibile.

Credi che il web possa essere decisivo nella diffusione del cinema documentario?
Certo potrebbe essere decisivo, anche trovare una forma di pagamento facile, come si fa con la musica. Bisogna poi anche considerare che oramai il documentario per essere tale deve avere un marchio di origine controllata. Voglio dire che oggi tutto può essere contraffatto e un regista può far passare qualsiasi cosa per vera. Il genere del documentario diffondendosi sempre di più passerà per sembrare fiction. La fiction assumerà sempre più le caratteristiche del documentario, questo per far presa di più sul pubblico. Anche questi due aspetti del cinema sono destinati a fondersi. I reality show ne sono la prova. I social network mescolano realtà e finzione come in una centrifuga. Su youtube tutto è il contrario di tutto. Per essere certi di una notizia bisogna confrontarla con le altre. È anche vero che tutto viene a galla e prima o poi qualsiasi malefatta viene denunciata pubblicamente.

Video artista, performer, fotografo, documentarista ... con quali linguaggi artistici ti trovi più a tuo agio?
Hanno per me la stessa importanza. Il mezzo cinematografico arriva a più persone la performance per sua natura è circoscritta a un pubblico più piccolo e a volte è un’azione che fai solo per te.
In ognuna di queste forme cerco di darmi con forza. In questi giorni mi trovo a Ginostra, un villaggio posto sotto lo Stromboli, ogni venti minuti il vulcano emette gas e lapilli, si sente il suo fiato. Davanti a me una pietra grande come una barca, pare sia stata lanciata dal cratere pochi anni fa. Ce ne sono altre sparse per tutta l'isola, ogni tanto una di queste colpisce una casetta. La vita qui scorre fatalmente, divisa tra il dilemma dei venti e delle eruzioni. Sulla parete davanti a me un calendario fermo al settembre 1930, l'anno in cui lo Stromboli è stato più distruttivo. I proprietari sono fuggiti via lasciando tutto qui. Nelle mie opere, nei lapilli che lascio in giro per il mondo, vorrei venisse fuori con ogni mezzo possibile i moti perpetui della bellezza e della distruzione.

Com'è nata l'idea di questo documentario così intimista dove ti sei messo in gioco in prima persona, raccontando anche aspetti privati della tua vita?
L'idea è nata da un’urgenza, parlare, descrivere i moti acrobatici dell'identità. Volevo parlare di questo come se stessi disegnando dal vero, come ai tempi del corso di disegno in cui dovevo fare attenzione ai dettagli e raffigurarli in poco tempo, prima che la campanella dell'ora suonasse. Folder è il mio diario audiovisivo, immediato nonostante sia realizzato con diversi media. Ho immaginato di scrivere un diario e i diari spesso non sono scritti su fogli pregiati o senza errori di ortografia. I diari sono sfoghi reali. A lavoro ultimato ho capito che il mio Folder aveva tutte le caratteristiche di un documentario. In questi anni sto elaborando un altro concetto di vita privata, ho la sensazione che sarà sempre più difficile eludere i vari occhi, siamo circondati da ogni tipo di registratori, lasciamo tracce ovunque e in qualsiasi modo. Come per le tecnologie che vanno verso il sempre più leggero e quindi verso l'immateriale anche la nostra vita avrà sempre meno bisogno di grosse infrastrutture e la nostra intimità sarà sempre più ritirata dentro di noi. Così mettendomi a nudo nel mio film è come se avessi esposto una parte esterna di me, mentre la mia intimità è ancora più dentro ed ancora protetta.

28/10/2011, 09:27