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"SENZA SCRITTORI", tutti gli ingranaggi della letteratura
secondo Luca Archibugi e Andrea Cortellessa


Un documentario prodotto da Alex Ponti con il contributo di Raicinema; Andrea Cortellessa cerca di svelare i meccanismi che regolano il sistema dell'editoria in Italia. L'importanza dei premi, il peso delle case editrici, le scelte e le abitudini dei direttori editoriali ma anche le opinioni di chi mette sulla pagina una parola appresso all'altra. Quegli autori sempre meno importanti per il successo di un libro. Qualche passaggio in Sala a Roma (Casa del Cinema il 7/6 e Azzurro Scipioni il 17/6) e l'uscita in DVD per 01.


Luca Archibugi sembra aver scelto la sua strada: il racconto attraverso il documentario. Dopo quelli archeologici, con i viaggi a Gerusalemme, ora tocca alla letteratura."Senza Scrittori", scritto con Andrea Cortellessa che ne anche conduttore, una finestra sul mondo letterario ed editoriale, dai premi ai meccanismi di distribuzione fino ai temi della vendita e delle grandi catene che, neanche troppo lentamente, stanno uccidendo i vecchi librai di quartiere.

Cortellessa, in rosso fiammante, cammina da critico tra gli argomenti, intervistando i principali attori del mondo editoriale e quegli amici fidati, tra scrittori e poeti, capaci di sostenere le sue tesi e i suoi giudizi. Evento raro, la presa di posizione, nella moderna documentaristica italiana, nella quale abitudine, forse per mancanza di spessore, mettersi fuori dalla mischia ed evitare di dare giudizi. Cosa peraltro impossibile quando si maneggia del materiale sia in fase di ripresa sia di montaggio.
Archibugi e Cortellessa hanno le idee chiare, e raccontano ben felici di essere coinvolti e in disaccordo con le storture di un sistema che avvicina, se non omologa, sempre pi la letteratura alla televisione, utilizzata come mezzo pubblicitario, e fin qui ci pu stare, ma anche, e qui cominciano le preoccupazioni, come riferimento per le scelte editoriali e la selezione del lettore destinatario.

Ma se per un verso il meccanismo televisivo fa paura, per un altro preso a modello; il taglio che il regista d a "Senza Scrittori" pi da reportage televisivo che da documentario d'autore. La scrittura, il susseguirsi di narrazione e interviste, le trovate di montaggio e di grafica appartengono ad un linguaggio specifico del piccolo schermo, che per certi versi il destinatario ideale del documentario.

Luca Archibugi tradisce il suo debole per il western, montando alcune sequenze in rallenty; l'ingresso del gruppo di autori stile "Wild Bunch" alla serata del Premio Strega, un omaggio a Sam Peckinpah, tranne che per la presenza della bionda in lungo che poco, il regista di origine pellerossa, avrebbe gradito.

06/06/2011, 18:50

Stefano Amadio