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Successo per i film italiani alla 27° edizione del
Festival International du Film d'Amour de Mons


Successo per i film italiani alla 27° edizione del Festival International du Film d'Amour de Mons
L’amore nei film in tutte le sue espressioni, è stato celebrato a Mons, cittadina belga della Wallonia di circa 100mila abitanti situata ad 83km di chilometri da Bruxelles durante il Festival du Film d’Amour lo scorso febbraio. Nel 2015 grazie anche al suo Festival, Mons sarà la capitale europea della cultura.

La 27° edizione di questa particolare manifestazione cinematografica creata nel 1984 da Elio di Rupo, deputato socialista di origine italiana ed oggi sindaco della città capitale della provincia wallona dell’Hainaut ha presentato “scoperte del cinema intellettuale e di quello popolare”. La rassegna cinematografica belga, diretta da anni con perizia dal giornalista André Ceuterick, è uno dei primi, tra i piccoli festival, in termini di innovazioni, attrazione e fama internazionale. Inoltre Mons può vantare il merito di essere l’unico festival di film d’amore al mondo. Verona, l’altro festival del genere è ormai diventato una rassegna che si tiene in maggio.

83 lungometraggi e 326 cortometraggi hanno composto il ben assortito cartellone. Circa 30.000 spettatori, 200 invitati stranieri, (registi, attori, produttori e professionisti del cinema e della cultura) 150 i giornalisti nazionali e internazionali hanno partecipato alla 27° edizione del Festival. La competizione internazionale presentava 12 lungometraggi provenienti da diverse parti del mondo (Europa, Asia, Africa, Stati Uniti) La giuria presieduta dall’attore portoghese Joquim De Almeida ha assegnato il Prix du Jury International a "The Cristening" di Marcin Wrona (Polonia). Il lungometraggio narra con realismo e drammaticità e profonda partecipazione il cambiamento di vita di due gangsters e le loro vicende familiari. Il Prix Cinéfemme della giuria delle donne è andato a "Just Between (US)", una commedia-dramma in chiave psicologica che analizza in modo rimarchevole le relazioni personali nella società croata. "Just not Now" di Valery Pendrakowsky, storia d’amore tra una ragazza polacca e un soldato russo, della sezione Compétition Européenne, (vetrina del cinema europeo) ha ottenuto il Premio del Pubblico.

Al Festival di Mons, l’Italia con "Gorbaciof" di Stefano Incerti vince ben due premi: Le Coup de Coeur du Jury (Premio della Giuria internazionale ) e quello dell’Interprétation Masculine a Toni Servillo.

La giuria Fedeora della neo associazione dei critici cinematografici dell’Europa e del Mediterraneo, al suo primo festival, ha premiato il lungometraggio spagnolo "El idioma imposible", ritratto di una generazione senza speranza e senza prospettive.

Anche quest’anno la cinematografia italiana era agli onori del Festival du Film d’amour di Mons con Panorama du Cinéma Italien, programma molto apprezzato dal pubblico. Con questa vetrina l Festival testimonia “il suo attaccamento alla cultura e cinematografia italiana e alla comunità italiana in una regione dove questa è particolarmente rappresentata”.
Otto le pellicole in programma: interessanti e valide. Dal Road movie musicale "Basilicata Coast to Coast" di Rocco Papaleo, uno sguardo fresco, spontaneo e un tantino nostalgico alla scoperta di una regione sovente ignorata in quanto ancora oggi Cristo si ferma ad Eboli. A "Dalla Vita in Poi" di Gianfrancesco Lazotti, intelligente divertente e un po’ paradossale commedia che narra l’affetto e l’amore tra Katia (paraplegica) e Michele che sconta 30 anni di carcere. Per passare a "Due Vite per Caso" di Alessandro Aronadio, ritratto di una generazione sfiduciata, rappresenta Matteo, il protagonista che vive nei ricordi del G8 di Genova. E al vincitore di due premi "Gorbaciof" di Stefano Incerti, che filma in modo creativo e innovativo, una pudica e intima storia d’amore tra un personaggio emblematico dalle poche parole e dai lunghi silenzi, Marino Pacileo detto Gorbaciof e Lila una timida ed emarginata ragazza cinese nel contesto di una società degradata socialmente. La drammatica vicenda è valorizzata dalla magistrale interpretazione di Toni Servillo che con Gorbaciof crea un personaggio cinematografico memorabile. Nel filone della nuova commedia all’italiana che scava ed analizza i difetti ed i pregi degli italiani d’oggi con intelligenza, umorismo e pungente ironia si possono annoverare "Hai Paura del Buio" di Massimo Coppola, sguardo indagatore sulla vita di giovane operaie nell’Italia del sud, l’interessante e movimentato "La Nostra Vita" di Daniele Lucchetti, vincitore a Cannes (Un Certain Regard) del premio al migliore attore conferito a Elio Germano per l’interpretazione dell’intraprendente, ma sfortunato operaio edile Claudio, il multietnico corale e spumeggiante "Scontro di civiltà per un ascensore a Piazza Vittorio" della promettente Isotta Toso al suo primo lungometraggio. Dove il pomo della discordia, ma anche della socializzazione è un vecchio ascensore di un condominio romano.

14/03/2011, 08:53

Augusto Orsi