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Giovanni Galletta: "Dopo Quella Notte parla di un
gruppo di persone che ricostruiscono la loro vita
a partire da un forte momento di sbandamento"


Giovanni Galletta, regista di "Dopo Quella Notte" in sala dal 9 luglio 2010 con Iris Film, un film che racconta la storia di gruppo di persone che "compiono un percorso ed imparano lentamente a lasciarsi sorprendere dagli eventi", parla della sua opera e del suo modo di concepire il cinema.


Giovanni Galletta:
Come nasce lidea per la realizzazione del film "Dopo Quella Notte"?
Giovanni Galletta: Lidea del film ha preso spunto da un momento di crisi molto breve ma almeno altrettanto intenso. Nasce da una morte infatti, quella del lungometraggio che dovevo fare e che non ci sono state pi le condizioni per girare. Mi auguro comunque ancora che questa morte sia recuperabile, una faccenda troppo complessa per parlarne qui. Comunque non puoi sapere come mi sono sentito, anche perch non lo posso sapere nemmeno io dal momento che ho cercato di rimuovere la faccenda e sembra che ci sono riuscito. E stato molto doloroso, anche per le implicazioni dovute al rapporto con una persona che tuttora mi molto cara e mi manca. Solo per listinto di reagire e quindi di sopravvivere infatti ho iniziato a scrivere la sceneggiatura di Dopo Quella Notte, cercando primariamente di seguire la linea della mia poetica. Visti i risultati, e cio linizio delle riprese a soli quattro mesi dalla fine della scrittura della sceneggiatura, e considerata adesso luscita in sala, non mi rimane che dire che proprio vero che dalle pi forti crisi arrivano le pi grandi rinascite. E adesso che ci penso, guarda caso, il film parla proprio di persone che ricostruiscono la loro vita a partire da un forte momento di sbandamento, che nel loro caso il pi grande della loro esistenza.

Come ha scelto il cast del film, formato da un mix di giovani attori e di volti noti?
Giovanni Galletta: Su questo in particolare ho cercato di essere umile. Alcuni interpreti li ho scelti io, per il resto mi sono affidato al fiuto del produttore Andrea Iervolino e del direttore casting Mariano Cherubini. Certo vedere che attori cos noti accettavano subito di partecipare al film stata una iniezione di fiducia che mi ha dato molto coraggio ed incentivo a fare bene. Riguardo ai giovani attori la loro voglia di mettersi alla prova cos completamente si rivelato un dato non meno importante per la buona riuscita del lavoro.

Ci parli un po di come ha impostato il suo lavoro di sceneggiatore e di regista per Dopo Quella Notte?
Giovanni Galletta: Per essere davvero esaustivo sono convinto che risulterei troppo lungo. Non mi resta che rimandarvi alle note di regia (clicca qui).

Il film racconta la storia di un gruppo di giovani. Su quale aspetto ha voluto focalizzare lattenzione di questo gruppo di amici sconvolto da un lutto improvviso?
Giovanni Galletta: Ho cercato di raccontare del loro sconvolgimento, e quindi della loro sensibilit nei confronti dellevento, poi ho voluto sottolineare la loro perdizione, il loro forte sbandamento esistenziale e personale. A livello narrativo soprattutto ho cercato di partire da me, e di raccontare cos pi o meno direttamente di alcuni momenti della mia vita in cui mi sono sentito davvero smarrito. Se adesso sono qui a scrivere vuole dire che, per quanto inestricabile si sia rivelata quella selva oscura in cui mi sono trovato, ho finito per uscirne. Certo come ne sono uscito ancora non mi del tutto chiaro, e credo che sia questo il lato importante ed interessante di cui poi narra il film; ecco, Dopo quella notte parla della crisi pi profonda e della via duscita, di un gruppo di persone che attraversano un tunnel in fondo al quale intravedono, lontanissima, una fioca luce che cercano di raggiungere. E c qualcosa che li guida, qualcosa che loro non possono riuscire a vedere; adesso che scrivo questa cosa mi vengono i brividi, solo io so il perch ma da quello che vedrete sul grande schermo magari si pu capire. Il film la storia del percorso di ricostruzione di tutti questi personaggi, ed il loro viaggio che ho raccontato stato appunto anche il mio. Ogni personaggio principale poi ha un lato di me. Quello che li accomuna, a parte la figura della fidanzata del ragazzo che muore, il cercare, aldil della depressione, di comprendere perch gli successo quello che gli successo. Ognuno infatti fatica ad arrendersi alla negativit degli eventi, ognuno cerca di aggrapparsi a qualcuno o qualcosa per ritrovare la propria pace, la propria serenit e soprattutto la propria gioia, ed questo che tender ad indicargli una salvezza ed una redenzione. Dopo quella notte poi un film molto spirituale, con delle forti implicazioni metafisiche. E quindi il personaggio di Flavia, interpretato da Lucrezia Piaggio, il pi autobiografico ed il vero motore del film; la sua ricerca esistenziale e mistica quella che conduce la narrazione. In due parole ho cercato di parlare della vita vera, e per farlo ho seguito questo tipo di mia credenza personale; per vivere e risolvere davvero la vita vera bisogna superare lo spauracchio pi grande, e cio quello della morte. Proprio per questo motivo credo che Dopo quella notte sia primariamente un inno alla vita.

Il suo un cinema intimistico che scava nelle insicurezze dei personaggi. Possiamo definirlo, quasi, un cinema cerebrale...
Giovanni Galletta: Non direi che scava nelle insicurezze ma anzi nella capacit che queste persone riescono a scovare di guardarsi dentro. Poi dipende da cosa intendi per cinema cerebrale. Di certo ho cercato di immaginare cosa poteva passare per la testa di questo gruppo di personaggi, ed in effetti le loro paranoie ed il loro sconvolgimento arrivano a dominare le loro esistenze. Ma da un altro punto di vista c molto di pi, c anche il contrario infatti. C la realt con le sue contraddizioni che arriva a mutare alla radice le credenze di queste personaggi, c la verit della vita che insegna a queste ragazzi che il mondo non in quello che pensano, non solo dentro di loro, ma anche, e per certi lati soprattutto, al di fuori delle loro interiorit. Questo per non significa che quello che conservano nel loro profondo non sia importante anzi; lo senza ombra di dubbio se depurato dalle paranoie e dalle paure, dalla contaminazione in cui irrimediabilmente siamo caduti crescendo che ci ha portati a perdere la purezza originaria nella quale vivevamo quando eravamo bambini. I protagonisti di "Dopo Quella Notte" insomma compiono un percorso ed imparano lentamente a lasciarsi sorprendere dagli eventi a cui si trovano di fronte, a lasciarsi cambiare da essi. La vita insomma, nonostante la loro fermezza intellettiva dovuto allo sconvolgimento che provano, li cambier, e questi ragazzi lentamente matureranno permettendo che la vita insegni loro che quelli che credono o di cui hanno paura pu essere proprio il lato biologico dal quale estraniarsi per permettergli di ritrovarsi.

Tempo fa ha dichiarato che girare questo film stata la pi grande battaglia della tua vita. Ci puo' spiegare meglio questa affermazione?
Giovanni Galletta: Lho dichiarato perch da quando avevo tredici anni che sognavo di arrivare a girare un lungometraggio che uscisse in un certo modo nelle sale, e non sai quante ne ho passate per arrivare a questo risultato, compreso scoprire che gli pseudo amici e pseudo produttori a cui mi ero precedentemente affidato mi hanno tradito ignobilmente e poi truffato. In tanti infatti si sono approfittati della mia purezza; e questa una cosa molto triste e tipica di certa gente che si incontra. Meno male che alla fine ho conosciuto Andrea Iervolino; credo proprio che sia stato un miracolo. Quello che meraviglioso il fatto che alla fine la mia purezza ha vinto e mi permette oggi di esprimere pienamente la mia vocazione di artista. Questa la vera vittoria, aldil di quello che il film potr o non potr incassare nei cinema, aldil di qualsiasi ulteriore tipo di risultato che Dopo quella notte riuscir ad ottenere in televisione, nei festival, con luscita o in DVD o attraverso qualsiasi altro tipo di canale con cui la produzione cercher di rientrare delle spese sostenute.

Per concludere, cosa ne pensa dellattuale panorama cinematografico italiano?
Giovanni Galletta: Non sopporto chi spara gratuitamente sul cinema italiano, mi sembra un atteggiamento ridicolo ed anche un po razzista. Certo nel nostro paese si fanno tanti brutti film, ma vengono girate anche bellissime o almeno meritevoli opere cinematografiche che raggiungono, o anche appunto non raggiungono, le sale. Qualche anno fa un noto regista diceva che un film su dieci arrivava ad uscire nei cinema, figuratevi adesso con la crisi. Alla luce di questa affermazione, a maggior ragione, so di quanto sono fortunato. I problemi relativi ai sovvenzionamenti statali ed al sistema sono a mio avviso cos complessi e quindi difficilmente affrontabili che sarebbe troppo lungo e magari inutile starne a discutere qui. Trovo che chi vuole fare cinema, invece che lamentarsi, debba crederci sino in fondo, debba trovare la forza per non disperare mai. Io sono un regista che ha rintracciato questa forza, non so davvero come ma lho trovata. Adesso che ce lho fatta auguro davvero di cuore, a tutti coloro che hanno intenzione di seguire le mie orme, di riuscire a perseguire la stessa testardaggine che ho trovato in me e che mi porta oggi a fare cinema a livelli di un certo tipo. Forza, testardaggine ed un pizzico di fortuna; questi sono gli ingredienti che servono per fare cinema, ancora prima delleventuale talento di chiunque provi a navigare nel grande mare della settima arte, questo mare profondissimo, estremamente complesso e quindi pauroso ma allo stesso tempo, magari anche proprio per questo, meraviglioso.

06/07/2010, 13:52

Simone Pinchiorri