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Cinema Aquila


Il nuovo film di Leonardo Pieraccioni, oltre ad essere molto divertente ed a rinnovare la fine e caratteristica capacit di freschezza narrativa del suo autore, unopera innovativa e sorprendente, arricchita di stupore e di emozioni, capace anche di rivelarsi coraggiosa soprattutto nel finale. Io e Marilyn inoltre un inno alla vita la cui visione lascia una considerevole sensazione di benessere.


Esce venerd 18 dicembre 2009 con 650 copie, di cui 50 in digitale, Io e Marylin, il nono film di Leonardo Pieraccioni che stato presentato ieri mattina alla stampa alla Multisala Adriano di Roma. Alla conferenza successiva alla proiezione erano presenti tra gli altri, oltre al notissimo regista nonch sceneggiatore ed interprete, anche Massimo Ceccherini, Rocco Papaleo, Biagio Izzo, le attrici protagoniste eccettuata Suzie Kennedy per ragioni indipendenti dalla sua volont, il fedelissimo co-autore della sceneggiatura (e per la prima volta unico ideatore del soggetto) Giovanni Veronesi, il compositore della colonna sonora originale Gianluca Sibaldi e Giampaolo Letta di Medusa.

Lultima fatica di Leonardo Pieraccioni una pellicola rilevante ma anche innovativa nel panorama stesso del cinema del regista toscano. Tutta la prima parte del lungometraggio una esecuzione praticamente perfetta del meglio che, gi dallopera prima I Laureati, ha saputo portare sul grande schermo. Sin dalla prima scena che corre sui titoli di testa, infatti, il film molto piacevole e divertente in quanto capace di rinnovare la genuina freschezza, rivelatasi definitivamente una sanissima malattia contagiosa dal suo secondo film, quella con cui ha saputo allietare il pubblico che non ha mancato di ripagarlo ampiamente (Il Ciclone appunto, uscito a cavallo tra il 1996 ed il 1997, ha incassato ben 78 miliardi di lire e detiene tuttora il record assoluto di incasso nella storia del cinema italiano, Fuochi dArtificio" ha praticamente bissato il successo nellautunno della stagione successiva e gli altri film del cineasta fiorentino hanno sempre ottenuti incassi particolarmente rilevanti. La freschezza di Leonardo Pieraccioni sembra rimasta primigenia come ai tempi de Il Ciclone, tanto che la sua vena narrativa, capace di divertire con genuina ispirazione ed intelligenza, sembra riproporsi con la stessa veemenza giovanile, e quando il regista appare sullo schermo nei panni del protagonista si ha infatti la nettissima sensazione di trovarsi di fronte ad un ragazzo come infatti Leonardo, che in precedenza si vantato della sua meravigliosa sindrome di Peter Pan, sicuramente rimasto. Come esempio del divertimento che Io e Marilyn regala possiamo citare almeno la ricerca nel parrucchino del console sul fondo della piscina e quindi la relativa gag tra cane ed amante allincipit del film, ma poi senza dubbio le prime apparizione di Marilyn nellappartamento di Gualtiero, le sequenze alla centrale di polizia con Francesco Pannofino ed i duetti con Rocco Papaleo.

La seconda parte del lungometraggio, seppure da un lato una piacevole ed emozionante riproposizione del fine intimismo, e romanticismo che a tratti confina in una struggente malinconia, gi notato in altri film di Pieraccioni (viene in mente almeno la scena tra Ceccherini e Giulia Elettra Gorietti in Ti Amo in Tutte le Lingue del Mondo, ma anche quella fuori dallospedale, con i personaggi interpretati da Ceccherini e Papaleo, in attesa di sapere la sorta di Miranda nel precedente Una Moglie Bellissima), decisamente innovativa in quanto pone al centro del racconto un rapporto, quella con Marilyn Monroe appunto, sopra le righe tipico del cinema fantastico cos poco sfruttato in Italia. Linsolita relazione in questione capace non solo di citare con garbo e lucidit un certo cinema americano (ci si pu rivedere almeno di certo Provaci ancora Sam di Herbert Ross con Allen protagonista ma anche lo straordinario Ghostdi Jerry ZucKer interpretato da Patrick Swayze e Demi Moore) ma anche di approdare addirittura ad accenni metafisici. Il fantasma di Marilyn che confida al protagonista in crisi che non mai solo anche perch le persone che non sono pi vive in terra rimangono in realt accanto a noi, e quindi la suggestiva visione che la presenza della donna regala al Gualtiero Marchesi interpretato da Leonardo Pieraccioni, non manca di emozionare nel profondo anche e non solo per lintelligenza, la profondit e la sensibilit con cui narrata ma appunto per la fine malinconia a cui approda. Il rapporto tra Gualtiero e la figlia interpretata da Marta Gastini poi un ulteriore elemento piuttosto nuovo nel cinema di Pieraccioni (padre sempre separato dalla famiglia solo nel precedente Il Principe e il Pirata, e anche ne Il Pesce Innamorato) che intenerisce per la sua dolcezza e autentica sincerit e permette non solo di affezionarsi al personaggio del protagonista, e quindi di immedesimarsi in lui, ma di andare a fondo ad una psicologia che forse mai prima stata narrata con tanta attenzione ai particolari. Certo in precedenza Leonardo Pieraccioni non si mai soffermato con tanta accuratezza sulla difficile relazione con un figlio abbastanza grande per essere libero di perdersi per il mondo.

Ma la novit maggiore che Io e Marilyn rivela nel contesto del cinema del regista toscano appunto il finale del film, inaspettato ed infatti unico nella storia di quello che in precedenza ha voluto proporci, e quindi apprezzabile, ancora pi che per la sua fertile ispirazione, per il suo coraggio tuttaltro che scontato. La visione di Io e Marilyn lascia unindubbia sensazione di benessere che fa bene allanimo, forse perch lultima fatica di Leonardo Pieraccioni, proprio per le sue non automatiche sfumature del racconto, si rivela un commovente inno alla vita vera, quella che non sempre facile accettare ma proprio per questo motivo ancora pi appassionante ed appagante vivere sino in fondo.

Io dico sempre che ognuno il film che fa in quel momento, ha precisato Leonardo Pieraccioni dopo avere inizialmente intrattenuto i giornalisti presenti alla conferenza stampa con la sua innata e divertentissima capacit di improvvisazione che ricordo sin da quando lo conobbi personalmente per la prima volta, ben tredici anni fa, in occasione di una presentazione di Il Ciclone al Cinema Capitol di Bologna. Ho fatto raccontare a Marilyn quello che penso dellaldil ed ho voluto narrare un personaggio simile forse perch da sempre mi interrogo sul mio rapporto con le persone che mi hanno voluto bene ma non ci sono pi, ha continuato. Ho un rapporto molto sereno con chi non c pi come i miei nonni, sinceramente per credo che mi possono ascoltare ed indirettamente consigliare ma non che mi possano dire qualcosa. Per il resto i temi sentimentali da sempre mi appartengono e sono presenti infatti gi ne I Laureati. Magari oggi mi sento un po pi fragile e maggiormente incline a certe ansie, ma niente pi di questo. Tutto il film per il resto un omaggio a Marilyn ed a quello che ha ispirato alle persone; trovo che un mito come lei sia stato un personaggio che rimasto nei cuori pi per ci che ha rappresentato che per ci che ha fatto".

Il regista ha concluso la conferenza stampa con una amichevole dichiarazione nei confronti del suo avversario, ma anche conterraneo, Neri Parenti, autore dellennesimo ed immancabile cinepanettone in uscita, Natale a Beverly Hills.
Tante volte mi sono divertito io stesso vedendo i suoi film, ha confidato, anche perch sono convinto che si diverta realmente facendoli e lonest tutto e traspare nel risultato del lavoro che poi visibile allo spettatore che finisce per provare la stessa allegria. Io poi rispetto fermamente il pubblico che sovrano ed alla fine il giudice pi autentico e rispettabile, quello che non si deve, e non si pu, mai deludere.

16/12/2009, 18:54

Giovanni Galletta

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