Sinossi *: La Toscana è una terra che respira ironia. Il suo paesaggio, il suo dialetto musicale e le sue tradizioni sembrano fatti apposta per generare una comicità unica, intrisa di schiettezza e profondità. “Maledetti Toscani” è un omaggio a questa risata così peculiare, ma anche un’indagine sulle sue radici, sulle opere e sui personaggi che l’hanno resa celebre. La natura stessa della comicità toscana, che mescola l’ironia pungente alla malinconia, la spontaneità popolare all’intelligenza raffinata, è riscontrabile tanto nei grandi classici della letteratura - basti pensare al sarcasmo di Boccaccio - quanto nelle opere più moderne, come il cinema e il teatro del Novecento. Da Roberto Benigni, con il suo stile irriverente e visionario, a Francesco Nuti, rappresentante di un’altra faccia di questa tradizione, che ha portato sul grande schermo una comicità più intima e malinconica. Un passaggio importante del racconto è dedicato a Leonardo Pieraccioni e a Mario Monicelli. La Toscana emerge con forza in un capolavoro come Amici Miei, dove l’umorismo goliardico, le schermaglie verbali e
la celebre “supercazzola” diventano l’espressione perfetta di un certo modo di vivere, tutto toscano: cinico e leggero al tempo stesso, capace di ridere persino delle avversità.