Sinossi *: Maurizio, fotografo, ex corridore ciclista, scopre Sanremo, Maurizio è nato a Sanremo. Da ragazzo, dopo la scuola, come tanti giovani sanremesi, lavorava con i genitori, floricoltori. A vent’anni, negli anni Ottanta lascia il paese, si trasferisce a Milano. La madre di Maurizio, Pina, di origini laziali, ha vissuto i momenti d’oro della floricoltura sanremese, oggi sconsolata afferma «Dopo gli anni Novanta è tutto finito». Maurizio è curioso, decide di tornare al paese e capire cosa è successo dopo la sua partenza.
Nel suo viaggio alle origini si accorge presto che i cambiamenti portati dalla globalizzazione hanno semplicemente modificato le modalità lavorative e commerciali. Le grandi opportunità e i grandi numeri del passato hanno lasciato il posto a un approccio “tattico”. Seguono gli incontri con la zia Zdenka, migrante croata, con gli ibridatori di origine abruzzese (la comunità abruzzese a Sanremo conta più di trentamila persone), con Emmanuel, floricoltore ghanese. La ricerca porta al ritrovamento del film Il calabrese, realizzato nel 1960, definito dall’autore, il regista e fotografo Alfredo Moreschi, a cui Ibridazioni è dedicato, «una storia di incontro come tante». Maurizio, a sua volta migrante, sale in bicicletta verso il Poggio…
Note:
Nel docu-film sono presenti immagini tratte dal film "Il Calabrese" di Gabriele Candiolo e Alfredo Moreschi (Cine Club Sanremo 1961).
PINA E MAURIZIO
I genitori di Maurizio hanno coltivato fiori dagli anni Sessanta alla fine degli anni Novanta, così come prima di loro avevano fatto i nonni paterni. L'abitazione era nella frazione di Poggio, dove avevano le "campagne", come sono chiamati gli appezzamenti con le coltivazioni. Maurizio è stato un forte ciclista, ma a ventuno anni, dovendo scegliere tra il ciclismo da professionista e la coltivazione di fiori a Poggio, ha preferito la terza via e si è iscritto a una scuola di fotografia a Milano, dove si è trasferito e dove ancora oggi vive e lavora da fotografo e artista.
Maurizio torna spesso a Poggio, per visitare Pina, la madre, oggi in pensione.
Pina racconta del meraviglioso periodo in cui le colline intorno a Sanremo erano
tutte coltivate a fiori, in serra o "in pien'aria", allora il mercato dei fiori era
frequentatissimo dai floricoltori: fino agli anni Novanta era in centro alla città, la
mattina prestissimo Sanremo era invasa dai floricoltori, dai commercianti, dai
trasportatori che con i camion portavano i fiori in tutta Europa. Il mercato era una
cittadella vivacissima: i negozi erano aperti dall'alba, era normale per una
parrucchiera avere clienti alle cinque di mattina.
IIL MERCATO NUOVO
All'inizio degli anni Novanta il mercato fu spostato nella vicina Valle Armea con un investimento importante: fu costruito un edificio enorme, con la certezza di
un'espansione dei commerci, ma il periodo d'oro era terminato. Pina dice che il declino fu a causa dell'apertura delle frontiere europee, il "libero mercato", ma numerosi fattori, tutti interconnessi, determinarono il mutamento dei commerci internazionali: la possibilità di coltivare grandi estensioni in Africa e in Sud America, i trasporti per via aerea diventati più economici, l'ampliamento della dimensione del mercato di Amsterdam, divenuto riferimento internazionale, l'aumento dei costi del gasolio per il riscaldamento delle serre...
È TUTTO FINITO?
La coltivazione a Sanremo è impegnativa, le "fasce" - come sono chiamate le parti preparate per la coltivazione nelle campagne - sono rubate al terreno
impervio, le estensioni delle campagne sono limitate, se confrontate con le
possibilità offerte da altri territori. Pina dice: «È tutto finito».
MAURIZIO VUOLE CAPIRE
Maurizio accetta l'affermazione di sua madre, «È tutto finito», ma vuole capire e
documentare questo momento perché Pina ha vissuto gli anni d'oro della
floricoltura sanremese ma da molto tempo ha lasciato l'attività in campagna. Nel suo percorso di ricerca Maurizio visita il nuovo mercato, dove d'inverno si svolge l'asta, si vendono anemoni, ranuncoli, "fronde"; presso l'Istituto
Regionale per la Floricoltura incontra Patrizia Martini, Serena Viglione e
Marcello Militello, funzionari tecnico scientifici, visita i laboratori e le serre. Gli viene indicato Fiorenzo Gimelli, considerato "memoria storica" della floricoltura sanremese; l'incontro si svolge all'interno dello splendido parco della Villa Ormond.
I COLTIVATORI
Anche i coltivatori sono fonte di interessantissime informazioni, tecniche e storiche; le interviste rivelano una grande lucidità nella lettura del momento attuale, una consapevolezza delle difficoltà e un'attenzione ai possibili cambiamenti negli schemi lavorativi, per ottenere prodotti di qualità, per confrontarsi adeguatamente con la concorrenza estera.
IL CALABRESE
Maurizio incontra lo "storico" fotografo sanremese Alfredo Moreschi negli ambienti in cui ha raccolto fotografie e materiali fotografici nelle decine di anni di lavoro. Moreschi aveva girato un breve film nel 1960, Il calabrese; trama: un giovane calabrese arriva a Sanremo, lavora sotto padrone nella coltivazione di garofani, è chiaro che ha la legittima ambizione di avere una propria campagna, riesce nel progetto dopo numerose difficoltà. Il film termina quando "il calabrese" coglie il primo garofano e lo offre a quella ragazza con cui più volte lo abbiamo visto incrociare gli sguardi. Dopo la visione del film Il calabrese Maurizio è spiazzato dall'incontro con Emmanuel Mendy, coltivatore originario del Gambia. Emmanuel è arrivato in Italia su un barcone nel 2016. Ha lavorato in Liguria, ha imparato la lingua, ha preso la patente italiana perché quella del Gambia non è accettata in Italia. Nel 2019 ha aperto la partita iva e avviato un'attività, oggi coltiva tre campagne, con alcuni aiutanti.
INFINE, MARK TWAIN
Pina abita il pian terreno della casa a Poggio, al primo piano abita Zdenka, la zia di Maurizio. Pina è di origine laziale, Zdenka di origine croata, entrambe abitano a Poggio ormai da anni. Le campagne di Pina e Zdenka sono cedute a coltivatori che per ripagare si impegnano a mantenere gli appezzamenti in ordine, sistemando muretti di contenimento e canali di deflusso delle acque piovane. Il "viaggio" di Maurizio nella realtà sanremese gli rivela aspetti inattesi, è come se scoprisse un luogo nuovo, vivo e vivace. Le parole di Pina «È tutto finito» gli ricordano le parole di Mark Twain quando la stampa annunciò la sua morte: «Mi dispiace deludervi, la notizia è grossolanamente esagerata».