Sinossi *:
Il 28 gennaio 1983 una cellula romana, figlia delle Brigate Rosse e nota con il nome di Nuclei per il Potere Proletario Armato, rapisce Germana Stefanini, cinquantasei anni, vigilatrice penitenziaria del carcere femminile di Rebibbia a Roma. La donna viene immediatamente sottoposta a un processo farsa, ideato per estorcerle informazioni sull’organizzazione carceraria. Quella stessa sera il suo corpo viene rinvenuto nel bagagliaio di una Fiat 131, parcheggiata nel quartiere Tiburtino. Il documentario ripercorre l’abisso della lotta armata attraverso documenti ufficiali, reperti storici e testimonianze dirette, restituendo il ritratto di una donna diventata bersaglio inconsapevole e simbolo della lotta allo Stato durante la fine degli anni di piombo. Attraverso interviste, materiali d’archivio e ricostruzioni, si svela la vicenda di chi, pur immerso in un contesto difficile, riusciva a portare gentilezza e cura nella vita degli altri. La vicenda di Germana Stefanini non rivela solo la brutalità del terrorismo, ma ne conserva anche la sua memoria e il doloroso prezzo umano pagato negli anni di piombo.



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