Festival Internazionale della Cinematografia Sociale \
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Riccardo Lascialfari  (05/06/2007 @ 13:33)
Un film arioso e leggero, una commedia “light” che ruota attorno al fidanzamento peregrino di Stefania (Nicoletta Romanoff), una vivace e bellissima ventisettenne, con Stefano (Federico Costantini), un ragazzino molto più giovane, quasi imberbe, che frequenta ancora le scuole medie. Lei bionda, fanatica dello spinning e inguaribile pettegola quando è insieme alle amiche Cecilia e Ilaria, lui silenzioso, timido, spaesato. S’incontreranno in palestra e lì scatterà il colpo di fulmine. Peccato che la pellicola di Tagliavia sia qualcosa di profondamente diverso rispetto a ciò che le dichiarazioni distese e conciliative dei protagonisti lasciano intendere durante la conferenza stampa di presentazione a Milano (n.d.r. vedere articolo sul sito). Nel dire dell’aspetto “light” di "Cardiofitness", ci riferivamo infatti alla palese inconsistenza e rarefazione dell’impianto narrativo, a una messa in scena sì briosa, a tratti anche gradevolmente ritmica ma in sostanza corriva, e terribilmente poco empatica. Eppure il rimando al testo della Montrucchio (da cui il film, ricordiamolo, è tratto) poteva lasciar presagire una consistenza di contenuti, una tessitura diegetica se non robusta perlomeno rintracciabile nella resa visiva. Così non accade. In breve: plot approssimativo, gag banali di raccordo, varie sequenze gratuite, recitazione talvolta imabarazzata dei comprimari. I personaggi di contorno sono pure macchiette senza capo né coda, basti pensare all’ex fidanzato di Stefania e alle sue ripetute quanto inutili agnizioni (le spunta davanti come un fantasma in ogni dove, in macchina, dentro il garage di casa, per strada!), oppure alle farneticazioni onanistiche dell’amico e compagno di baseball di Stefano. Completamente da dimenticare, infine, l’insistito e monocorde “cazzeggio” a suon di gossip di Stefania e amiche. Al confronto, gli equivoci e il simpatico punzecchiarsi visto in un qualsiasi episodio di "Love Bugs", sembra cinema da Actors Studio. Si salva qualche squarcio d’ambiente (la casa in affitto dove Stefania va ad abitare, popolata da Batman inginocchiati, Spidermen meditativi, opere dell’artista Adrian Tranquilli) e la raffigurazione del mondo dei writer, a cavallo tra "street art" e graffiti (di cui Stefano fa parte). Come dire, forse troppa palestra, troppo “Cardiofitness” fanno male, in futuro sarà meglio trovare il passo giusto. Quello che darà respiro, ma sul serio.

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