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Simone Pinchiorri  (21/06/2007 @ 18:09)
"L'Orchestra di Piazza Vittorio" di Agostino Ferrente, documentarista ed aiuto regista di Silvano Agosti, è il racconto filmato della genesi della band multietnica, che si è formata sotto la direzione artistica di Mario Tronco degli Avion Travel, nell'omonima piazza romana situata nel quartiere Esquilino. E' un docu-music che raccoglie sottoforma di diario lo work in project di Tronco e la vita di un gruppo di immigrati molto diversi tra loro. Ferrente immortala con la sua telecamera, giorno dopo giorno, un pezzo di convivenza e d'integrazione nel nostro paese di un manipolo di rom, indiani, americani, arabi, africani spinti dalla passione per la musica che rende ogni essere umano più vicino l'un l'altro: insomma, la musica come centro di integrazione culturale e sociale. La cine-narrazione scorre velocemente e con un ritmo molto fluido, grazie anche alla simpatia che genera il gruppo dei personaggi descritti ed ai momenti musicali. Stilisticamente il regista usa immagini nitide in stile documentaristico inframezzate ad altre in "super 8" quando vi è la narrazione della voce fuori campo. "L'Orchestra di Piazza Vittorio", in sintesi, è la descrizione di un buon modello d'integrazione razziale. Sembra proprio vera, vedendo la pellicola, la frase che Ferrente pone all'inizio del documentario "Si dice che tutte le strade portano a Roma ed ai protagonisti di questa storia è andata proprio così"...
Battista Passiatore  (17/01/2007 @ 21:52)
Agostino Ferrente, regista e produttore, nel 2001 si fa promotore del gruppo “Apollo 11” e salva lo storico cinema-teatro Apollo dal pericolo di essere trasformato in sala Bingo. Non solo. Assieme a Mario Tronco (membro degli Avion Travel) ha la mirabile idea di formare una orchestra stabile composta da musicisti (professionisti e non) di tutte le nazioni ma che vivano a Roma, soprattutto extracomunitari. “L’Orchestra di Piazza Vittorio” (a Roma piazza Vittorio è diventato un luogo dove, come dicono Ferrente e Tronco, “gli italiani sono ormai minoranza etnica”). racconta questa duplice impresa, una sorta di incubo positivo, mostrando quanto è accaduto negli ultimi cinque anni e come sia stato possibile che un bel sogno, dal profondo significato, si sia trasformato in realtà. Un documentario musicale che appassiona e coinvolge, commuove, emoziona, esalta ed invita il pubblico all'applauso spontaneo. Un ritratto multietnico che diventa una vera e propria lezione di vita con un unico ideale in comune: "vivere e convivere". Concludendo vedere "L'Orchestra di Piazza Vittorio" significa riconciliarsi con lo spettacolo cinematografico (vittima a volte di tanta mediocrità). Da sottolineare che presentato a Locarno fuori concorso, il lavoro di Ferrente ha entusiasmato il pubblico, ricevendo critiche felicissime (“Una stupenda metafora sulla convivenza sulla quale dovrebbero meditare politici e governanti prima di promuovere altre guerre” - Corriere della Sera, “Una delle cose più belle viste al cinema negli ultimi mesi” - La Repubblica).

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