Sudestival 2020
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Cast


Soggetto:
Stefano Tallia
Stefano Rogliatti

Sceneggiatura:
Stefano Tallia
Stefano Rogliatti

Produttore:
Stefano Tallia
Stefano Rogliatti

Voce narrante:
Marco Alotto

Doppiaggio maschile:
Claudio Secco

Doppiaggio femminile:
Elisa Galvagno

Traduzioni/sottotitoli:
Annalisa Palisca

Dust, la Seconda Vita


Regia: Stefano Rogliatti, Stefano Tallia
Anno di produzione: 2015
Durata: n.d.
Tipologia: documentario
Paese: Italia
Distributore: n.d.
Data di uscita:
Titolo originale: Dust, la Seconda Vita

Sinossi: "Dust, La seconda vita" è un reportage girato a giugno 2015 nel Kurdistan iracheno dove vive un milione di rifugiati provenienti da Siria e Iraq.
Nel Kurdistan iracheno vive oggi, appunto, un milione di profughi. Donne e uomini in fuga dall’avanzata dell’Isis in Siria e Iraq, persone che hanno perso in un attimo tutto ciò che avevano: casa, lavoro, affetti e che in molti casi hanno anche assistito all’uccisione di parenti e amici. La guerra in corso in Medio Oriente non fa distinzioni di religione: a scappare sono musulmani sunniti e sciiti, cristiani, yazidi.
Due giornalisti italiani, Stefano Rogliatti e Stefano Tallia, sono andati a raccogliere le loro testimonianze nel campo profughi di Domiz e nei territori che si trovano a nord di Dohuk dove non esistono strutture attrezzate e i rifugiati vivono praticamente senza acqua, senza energia elettrica e con pochi servizi igienici. Nel quartiere cristiano di Erbil le storie si assomigliano, si intrecciano e i container, intorno alle chiese, prendono il posto delle tende.
Con le parole dei rifugiati, nel documentario sono raccolte anche le testimonianze degli operatori di Medici Senza Frontiere che si occupano della loro salute attraverso le cliniche mobili e le strutture fisse all’interno dei campi che si trovano vicino a Dohuk. Alcuni tra i medici e gli infermieri di Msf sono anch’essi profughi, orgogliosi di poter aiutare il proprio popolo come l’infermiere Jalal, fuggito un anno fa dall’ospedale di Sinjar sotto alle bombe dell’Isis.
Il documentario vuole contribuire alla riflessione sul tema dei profughi. In Kurdistan lo è un abitante su sei e quello proposto da “Dust” è anche il racconto di come un paese pur povero di strutture abbia saputo aprire le proprie porte alle persone in fuga. Sofferenza e dignità delle persone appaiono in maniera chiara. Lo racconta tra gli altri il dottor Azad Haleem, vice direttore dell’ospedale infantile di Dohuk, che con l’arrivo dei profughi ha visto crescere del 40 per cento il numero dei ricoveri.
E non si tratta di una situazione temporanea perché i rifugiati sono uomini e donne con poche speranze di tornare nelle proprie terre. Persone per le quali con la fuga è iniziata a tutti gli effetti una seconda vita. Tra la polvere dei campi.

Sito Web: https://www.facebook.com/DustLasecondavita

Ambientazione: Kurdistan iracheno

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