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locandina di "Buskers - Musicisti di Strada"

Buskers - Musicisti di Strada


Regia: Michele Di Salle
Anno di produzione: 2005
Durata: 26’ 50''
Tipologia: documentario
Genere: musicale/sociale
Paese: Italia
Produzione: Faralgon
Distributore: n.d.
Data di uscita:
Formato di ripresa: DV Cam
Camera: Sony PD150
Formato di proiezione: DV, colore
Titolo originale: Buskers - Musicisti di Strada

Sinossi: Buskers è un progetto di docurmentarismo seriale nato nel 2005 e ambientata in Europa.
I Buskers sono tutti quei musicisti che hanno la strada come palco, quelli che vediamo appoggiati alle pareti dei tunnel della metro e che magari avremmo voluto sentire un pò più a lungo. Buskers è l’idea di un capovolgimento di ruoli: lo spettatore non trova il Busker per caso ma lo va a cercare in giro per la città.
Un sassofonista tedesco di mezza età, dai modi aristocratici, innamorato dell’Italia, che nella vita vorrebbe fare il pittore ma per vivere vende cravatte da collezione e suona il sax per strada.
Una coppia di chitarristi, un binomio dove l’uno è l’opposto dell’altro: un messicano passionale dalla tecnica musicale spontanea (è autodidatta) ed un siciliano timido, razionale e dalla grande accuratezza stilistica, un virtuoso.
Il popolo dei musicisti romeni specializzati nella professione da secoli, costretti a venire a suonare in Italia perchè ormai la Romania si è piegata all’influenza occidentale “pop”.
Ad esempio Florin, che dice di venire a Roma per “cambiare il ritmo”.
Il mondo sotterraneo della metro – nei tunnel - ci offre altri 2 chitarristi, un berbero ed un argentino che suonano con un misto di gioia e malinconia, felici di poter rallegrare il percorso dei passeggeri.

Buskers racconta la doppia veste di una città, maestosa vetrina turistica e penombra del vivere quotidiano. Nel silenzio di un vicolo s’insinua il suono di un violino, mentre l’interno di un vagone della metro all’ora di punta è svegliato dalla voce di una giovane madre Rom.

Il proposito degli autori è stato quello di far scorrere il racconto attraverso le parole dei protagonisti, come a non voler dare interpretazioni ma lasciandole allo spettatore, cercando di far arrivare storie e musica con meno filtri possibile.
Come nella vita, ognuno ha i propri gusti musicali, così anche qui capiterà che ognuno trovi il proprio musicista preferito.

In generale, la tesi di Buskers è quella di dimostrare che c’è un mondo “altro” rispetto ai canoni di quella vita che la maggior parte della gente intende “quotidiana” e “normale”. Che il vivere lavorando per la strada non è – come nel peggiore dei luoghi comuni – sinonimo di “homeless” o di “accattonaggio”, ma evidente scelta di vita votata all’arte. Un’arte libera, nello spazio e nel tempo: suonare quando, dove e come si vuole. E’ una libertà che la nostra società è disposta ad accettare? E’ una libertà che il passante riesce a vedere e a capire? In una società che ha come unico palcoscenico lo schermo televisivo, una forma di intrattenimento alternativo può avere spazio?

Ambientazione: Roma

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