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Bar Malfè


Regia: Alessandro Abba Legnazzi, Enrico Giovannone, Matteo Tortone
Anno di produzione: 2017
Durata: 73'
Tipologia: lungometraggio
Paese: Italia
Produzione: Malfè Film
Distributore: n.d.
Data di uscita:
Formato di proiezione: HD, colore
Titolo originale: Bar Malfè

Sinossi: La veglia funebre per il proprietario del locale raduna gli avventori abitudinari: abiti scuri, poche parole. Rimangono a gestirlo Stefano, l’aiutante barista, e Ignazio, un tizio che da ospite saltuario è diventato parte integrante del bar. Gli avventori sono sempre gli stessi. Gloria, sessant’anni, porta lettere durante Solidarnosc e ora moglie di un attivista comunista, è alle prese con il proprio ruolo di zia. Fuma molto. Sul tavolo un bicchiere di whisky quasi vuoto.
Al bancone, seduti su due sgabelli, una coppia di trentenni, Paola e Enrico. Davanti a loro due bicchieri di birra e nello sguardo che non si incrocia un amore rassegnato.

Francesco sta seduto allo stesso angolo del bancone, da sempre, è un ex calciatore di serie A che si è reinventato come poliziotto. È incaricato di coordinare le indagini sulla scomparsa di una bambina. Il viso stanco, provato.

La quotidianità del bar è stravolta all’improvviso dall’arrivo di Alice, la figlia trentacinquenne del proprietario e sua unica erede. Vuole vendere il bar, per recidere al più presto ogni legame paterno. Quest’episodio pone i personaggi di fronte alla realtà: qualcosa sta finendo, forse lo è già. Se ciò non bastasse, i problemi strutturali si fanno sempre più drammatici di giorno in giorno. Inizia a piovere. E ora qualcosa comincia a scricchiolare, a infiltrarsi, a cedere.

L’unico che sembra accorgersi della situazione è Ignazio. Si muove sospeso con il suo teorizzare legato alla fisica teorica. Quando lo spessore dei due sistemi, dentro e fuori, comincia a assottigliarsi mostrando delle falle, inizia a interagire con lo spazio che intorno a lui si sta trasformando, trasformandosi a sua volta.

Stefano continua a vivere come se nulla fosse: indossa il grembiule e serve da bere, come tutti i giorni. Sa solo che qui ci vive e ha le sue poche cose.

Il rapporto tra Enrico e Paola si fa sempre più vuoto e manifesta ormai la loro incapacità di comprensione reciproca, fino a esaurirsi completamente.

In questa graduale rarefazione di affetto e umanità, Gloria diventa il riferimento per Paola. Una persona con cui misurare la propria solitudine e soppesarne l’irrevocabilità. Ma con una serena accettazione.
Francesco invece dimostra un’inesorabile ma lucida visione della natura umana: il mondo è cattivo. La bambina, viva o morta, non altererà lo stato delle cose. Domani ce ne sarà un’altra e poi un’altra ancora.

Intanto Alice mette Stefano di fronte alle sue responsabilità, ai conti in disordine e ai debiti accumulati dal padre negli anni. Dopo una notte di bufera a recuperare dalla strada un vecchio fradicio e smemorato, un atto di abitudine più che di adesione umana, scompare Stefano, ormai incapace di far fronte alla situazione. Infine, quando la bella notizia del ritrovamento della bambina arriva nel bar, Alice comunica di aver venduto lo stabile. Il bar rimane vuoto. Solo Ignazio, sconvolto dalla violenza del mondo fuori, rimarrà a custodirlo, attendendo l’inesorabile.

Ambientazione: Torino

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