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locandina di "Riprendimi"

Riprendimi


Regia: Anna Negri
Anno di produzione: 2008
Durata: 96'
Tipologia: lungometraggio
Genere: drammatico
Paese: Italia
Produzione: Bess Movie; in collaborazione con Medusa Film, Sky Cinema
Distributore: Medusa Distribuzione
Data di uscita: 11/04/2008
Formato di ripresa: HD
Camera: Panasonic 200 P2 HD Pro, capaci di registrare direttamente su schede di memoria da circa 10 minuti in formato HD a 1080/60i.
Post Produzione: "Technicolor" di Roma.
Formato di proiezione: 35mm, colore
Ufficio Stampa: Studio Lucherini Pignatelli
Titolo originale: Riprendimi
Altri titoli: Elettrocardiodramma - Good Morning Heartache - Suis-Moi - Dobrý den, Smutku

Sinossi: “Riprendimi” racconta le tragicomiche vicende di una separazione. Una piccola troupe, composta da un cameraman e un fonico, sta girando un documentario su una giovane coppia, Giovanni e Lucia, lui attore, lei montatrice. L‟intento è quello di mostrare l‟aspetto meno conosciuto della vita dei lavoratori dello spettacolo, quello dell'insicurezza economica e del precariato. La precarietà però non è solo economica, ma anche affettiva, tantè che Giovanni, in un momento di crisi dal sapore adolescenziale, lascia la moglie e il figlio piccolo e se ne va di casa, alcuni giorni dopo l‟inizio delle riprese. I due documentaristi sono presi alla sprovvista: da veri registi indipendenti, per poter fare questo documentario hanno subaffittato casa e dormono in auto, ma ora che la coppia su cui era basata la loro storia non esiste più non sanno bene cosa fare. Decidono di andare lo stesso avanti con il film e di usare la separazione per raccontare quanto linstabilità lavorativa influenzi anche la sfera affettiva della vita. Per continuare il loro lavoro, il cameraman, Eros, e il fonico, Giorgio, sono costretti a dividersi, proprio come Giovanni e Lucia: il primo seguirà e filmerà la vita di lei e l‟altro quella di lui. Man mano che la storia procede, Eros e Giorgio devono, però, rinunciare alle pretese "sociologiche" del loro racconto, perché sempre più coinvolti nelle vicende sentimentali della giovane coppia. Cè una divertente tensione tra il loro intento documentaristico, un pò asettico, e la loro crescente partecipazione alle appassionate vicende di Giovanni e Lucia.
La narrazione, modulata da interviste dove i personaggi risponderanno in maniera a volte pertinente all‟inchiesta e a volte meno, rivela che non solo i personaggi principali, ma anche quelli che li circondano sono precari e sembrano essere attraversati da una sorta di comune irrequietezza sentimentale, che li fa muovere freneticamente nel tentativo di combattere lansia del tempo che passa. Si racconta con ironia la perdita di una dimensione collettiva, quella del luogo di lavoro; l'aumento della precarietà tende ad isolare lindividuo, le persone sono sempre più sole, fragili e di conseguenza più oppresse e spaventate dai propri problemi personali, che diventano proiezione di un disagio collettivo. La precarietà produce, infatti, un mondo di eterni adolescenti, che in assenza di punti di riferimento stabili, non riescono a crescere da un punto di vista sociale e, di conseguenza, non raggiungono neanche una maturità emotiva. E' un mondo dove lesistenza delle persone viene continuamente azzerata e dove tutto deve eternamente ricominciare. La vicenda di Lucia si riflette, come in un caleidoscopio, in quelle delle sue migliori amiche, mostrandoci uno spaccato del mondo femminile: un mondo fremente, buffo, imperfetto, goffo. Lo stile di ripresa, con la macchina a mano, che assume il punto di vista dei due documentaristi, è partecipativo, incredibilmente vivace, e cerca di mantenere fluida linterazione tra personaggi e macchine da presa. E' uno stile che si lascia influenzare dal crescente interesse del cameraman per la sua protagonista.

Ambientazione: Roma

Periodo delle riprese: Il film è stato preparato in sei settimane e girato in quattro settimane e due giorni.

Budget: 700.000 euro

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