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Il Dolce e L'Amaro




Il Dolce e L'Amaro

Uscita in sala: 05/09/2007

interpreti:
Luigi Lo Cascio (Saro Scordia)
Fabrizio Gifuni (Stefano Massirenti)
Donatella Finocchiaro (Ada)
Ornella Giusto (Antonia)
Toni Gambino (Gaetano Butera)
Gaetano Bruno (Mimmo Butera)
Pierluigi Misasi (Cosimo Albanese)
Renato Carpentieri (Vicari)
Mario Patanè (Babbuzza)
Gioacchino Cappelli (Saro a 14 Anni)
Stefano Ciprì (Mimmo a 14 Anni)
Irene Caruso (Ada a 14 Anni)
Raffaele Sabato (Turi Sciacca)
Vincenzo Amato (Padre di Saro)
Emanuela Muni (Signora con la Parrucca)

soggetto:
Andrea Porporati
Annio Gioacchino Stasi

sceneggiatura:
Andrea Porporati
Annio Gioacchino Stasi
Anna Maria Morelli (Story Editor)

musiche:
Ezio Bosso
Filarmonica'900 del Teatro Regio di Torino

montaggio:
Simona Paggi

costumi:
Mary Montaldo

scenografia:
Beatrice Scarpato

effetti:
Danilo Bollettini
Stefano Camberini

fotografia:
Alessandro Pesci

suono:
Roberto Mozzarelli
Alessandro Zanon
Paolo Amici
David Quadroli
Fabrizio Quadroli

casting:
Jorgelina Depetris Pochintesta (Director)
Chiara Agnello (Sicilia)

aiuto regista:
Barbara Daniele

produttore:
Francesco Tornatore
Regia: Andrea Porporati
Anno di produzione: 2007
Durata: 98'
Tipologia: lungometraggio
Genere: drammatico
Paese: Italia
Produzione: Sciarlò, Medusa Film
Formato di proiezione: 35mm, colore
Ufficio Stampa: Silversalt Pr
Vendite Estere: Adriana Chiesa Enterprises
Altri titoli: The Sweet, The Bitter and...

URL:
Promuovi:  cos'è? 

Sinossi: Siamo nei primi anni ottanta e per Saro Scordia (Luigi Lo Cascio) Cosa Nostra è una cosa grande, degna di rispetto. Gaetano Butera (Tony Gambino), un mafioso di rango, comincia a tenere d’occhio quel ragazzino scalzo e povero, ma brillante, intelligente, coraggioso e gli fa capire che, se saprà dare buona prova di sé, avrà un futuro tra le file degli uomini d’onore. Cominciano così i primi passi di Saro nella vita criminale, le prime rapine, il pizzo, è come un’ubriacatura che fa credere a Saro di essere diverso dagli uomini comuni, un lupo in mezzo alle pecore, e che gli fa perdere la testa: soldi, donne, rispetto, quello che un poveraccio come lui non ha mai avuto.
Ma nella sua vita c’è anche Ada (Donatella Finocchiaro), di cui Saro è innamorato da quando è ragazzino, Ada che ha la sua età, ma sembra già una donna, che ricambia la sua passione in alberghetti di periferia, ma che non lo vuole come marito, non vuole una vita con un mafioso. E questo lo fa impazzire: come è possibile che lei lo ami, ma non lo voglia? Cerca di allontanarsi da lei, di rifiutarla, di dimenticarla. Arriverà a sposare un’altra (Ornella Giusto). Ma non servirà a togliersela dalla testa. Ada è il suo unico amore, ma non è giusta per lui, perché è una che non sa chiudere gli occhi davanti a ciò che lui fa per vivere. È la donna “sbagliata”, secondo la sua morale capovolta, ma non può dimenticarla. È l’elemento femminile, irriducibile ed eversivo nell’universo tutto maschile di Cosa Nostra.
Intanto la “carriera” di Saro va avanti. Gli chiedono di commettere un omicidio, a Milano, un trafficante di droga che ha fatto uno sgarbo, il premio sarà l’affiliazione ufficiale a Cosa nostra.
Ma l’omicidio non è quell’atto di coraggio che Scordia aveva immaginato, è solo violenza goffa, sporca, brutale, disumana. Trovandosi di fronte gli occhi di quel poveraccio che muore, Saro perde la sua determinazione. Quella morte scomposta, senza dignità, che ha inflitto su comando altrui ad una vittima che nemmeno conosceva, è l’inizio del frantumarsi delle sue convinzioni. Infine arriva il giorno dell’iniziazione, di “bruciare il santino”, ma quel momento che avrebbe dovuto essere solenne, si rivela al nuovo sguardo di Saro una farsa grottesca, i capi della Commissione, venuti apposta per l’occasione, anziché dei superuomini, delle beffarde figure di potere. Del resto siamo alla vigilia della guerra di mafia e l’aria si fa irrespirabile. Il protettore di Saro, Butera, è uomo di mediazione, ma un incidente fa scoppiare il conflitto...
È l’inizio di atrocità e tradimenti, di terrore e discordia, che aprono definitivamente gli occhi a Saro. Gli uomini d’onore non sono quelle figure grandi, a loro modo rispettose di un codice morale, anche se duro e primitivo - che nella realtà non è mai esistito, sono invece uomini pronti a tutto, a tradire anche l’amico, pur di godere del “dolce”, senza pagare il prezzo dell’”amaro”. Così Saro prende coscienza, non ce la fa più, scappa, ma non ha un posto dove andare, salvo... da Ada, che si è trasferita al nord da qualche anno. Si presenta un giorno alla sua porta, aspettandosi di essere cacciato via, ma invece lei lo accoglie e lui, inseguito da una condanna a morte, trova lì i giorni più felici della sua vita. Una vita, sospesa, rubata al tempo e alla condanna a morte che gli pesa sul capo, ma finalmente normale con la donna che ha sempre desiderato...
Ma la sua vecchia esistenza lo viene a cercare e Saro sarà costretto a fare i conti con il passato e a scegliere infine da che parte stare, perché nella vita c’è il dolce e anche l’amaro.

Ambientazione: Palermo / Trapani / Piemonte

Con il sostegno di:
Ministero per i Beni e le Attività Culturali (MiBAC)
Lombardia Film Commission


Note:
"Il Dolce e l’Amaro" nella mitologia mafiosa è il dolce del potere e della ricchezza e l’amaro, che vi si sposa, del carcere e della minaccia continua alla vita.



guarda il trailer di questo film!






commenti a questo film:
Sara Lucarini (29/04/2008)
  Non si sentiva la mancanza dell'ennesimo film di mafia, analizzato pure male. L'interpretazione di Lo Cascio brilla, ma è sprecata in una prova del genere.
Massimo Giorgi (10/09/2007)
  Il dolce e l'amaro...sicuramente ciò che resta è l'amaro! Analisi superficiale dei protagonisti e una storia che non decolla mai dal punto di vista emotivo rappresentano i principali difetti del film. Da evidenziare soltanto la discreta prova di Lo Cascio.
Simone Pinchiorri (07/09/2007)
  Luigi Lo Cascio nella parte di un cattivo, di un "uomo d'onore", è sicuramente la cosa più stuzzicante di questo film di Andrea Porporati, che ha molto della fiction televisiva e poco della drammaticità cinematografica. Il personaggio di Saro Scordia è però molto abbozzato: non viene descritto intim... (continua)

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