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Uno di Noi


Director: Donatella Altieri, Domenico Laddaga
Year of production: 2011
Durata: 50'
Tipology: documentario
Genres: sociale
Country: Italia
Produzione: Intergea; in collaborazione con Ricerca e Cooperazione
Distributore: n.d.
Data di uscita:
Formato di proiezione: colore
Titolo originale: Uno di Noi

Storyline: Nel mese di Novembre del 2010, nel villaggio di Ulongue, quasi a ridosso del parco naturale di Liwonde, gli incidenti si ripetono oramai con una strana regolarità, le malattie fanno contare i morti: una forza oscura e che fa paura sembra essersi accanita contro il villaggio. Quando una notte, sulla riva del grande fiume, un coccodrillo uccide un pescatore, tutti sentono che è una sola la strada da seguire: allontanare lo spirito del male per ristabilire gli equilibri della vita, per riportare l’ordine delle cose, cancellando il caos.

Ambientazione: Ulongue (Malawi)

Note:
Africa. Malawi. Distretti di Mangochi, Machinga e Balaka
In una delle aree più povere dell’Africa, gli spazi meravigliosi della natura sono troppo estesi per l’uomo che cammina e non usa mezzi di trasporto: raggiungere un pozzo d’acqua o un ospedale è un lusso che pochissimi possono permettersi. Così come è un lusso avere un tetto sulle mura delle case costruite con il fango. Per questo, quando la natura si fa tiranna e scuote i villaggi con piogge improvvise e violentissime, le capanne si sbriciolano, i tronchi si spezzano, bambini e anziani sono i primi a morire.
La povertà, le malattie, il mistero che circonda le cose della vita rendono potente la parola dello stregone e debole la vita dei deboli: così l’uomo cerca l’uomo, per sentirsi parte di un gruppo, per sentirsi protetto, per sentirsi forte. E quando si riuniscono, per sentirsi vicini, nella piana risuona continuamente il richiamo: “Fratelli!”.
Nel mese di Novembre del 2010, nel villaggio di Ulongue, quasi a ridosso del parco naturale di Liwonde, gli incidenti si ripetono oramai con una strana regolarità, le malattie fanno contare i morti: una forza oscura e che fa paura sembra essersi accanita contro il villaggio. Quando una notte, sulla riva del grande fiume, un coccodrillo uccide un pescatore, tutti sentono che è una sola la strada da seguire: allontanare lo spirito del male per ristabilire gli equilibri della vita, per riportare l’ordine delle cose, cancellando il caos.
Non c’è però alcun potere costituito che possa farlo e all’uomo semplice non è dato di sapere chi si nasconde sotto le spoglie di quel feroce coccodrillo. Per individuare la forza maligna che si è impossessata dell’animale, la strada da seguire è una sola: interpellare lo stregone.
Il capovillaggio riunisce tutti, uomini, donne e bambini sulla piana del villaggio e sugli alberi che la circondano. Un grande ferro di cavallo fatto di centinaia di persone delimita lo spazio all’interno del quale lo stregone vedrà ciò che l’uomo non vede e svelerà il mistero. Viene acceso il fuoco e scaldata la pelle di capra dei tamburi.
A torso nudo lo stregone va al centro dello spazio e chiama tutti i presenti con un unico appellativo: “Fratelli!”. Una sola voce in coro risponde: “Sì!”. Il gruppo si è creato. Il rituale può cominciare.


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