Festival del Cinema Citta\' di Spello


Sinossi *:
In una remota valle ai piedi dell’Hindo Kush himalayano nell’estate del 1955, Paolo Graziosi, antropologo e paletnologo all’Università di Firenze nonché membro della vittoriosa spedizione italiana sul K2 capitanata da Ardito Desio, si trovava al confine tra Pakistan e Afghanistan per effettuare le sue ricerche su un popolo semisconosciuto: i Kalash, più noti come Kafiri, infedeli. Le riprese furono eseguite da Graziosi tra agosto e settembre del 1955, e documentano tradizioni e scene di vita quotidiana oggi in disuso.

Cast


Musiche:
Blue Dot Sessions

Montaggio:
Guido Melis

Consulenza Scientifica:
Maria Gloria Roselli

Storyboard:
Maria Gloria Roselli

Testi:
Maria Gloria Roselli

Coordinamento:
Mariano Rossi

Coordinamento:
Anna Comparini

VIDEO

FOTO




Note:
Le immagini riprese da Paolo Graziosi, fondatore dell'Istituto Italiano di Preistoria e Protostoria e antropologo e paletnologo all’Università di Firenze, sono state girate in pellicola 16mm., in una remota valle ai piedi dell’Hindo Kush himalayano nell’estate del 1955.
Graziosi, membro della vittoriosa spedizione italiana al K2 capitanata da Ardito Desio, si trovava nelle valli del Chitral, al confine tra Pakistan e Afghanistan, per effettuare le sue ricerche su un popolo semisconosciuto: i Kalash, più noti col nome di Kafiri, infedeli.
Si trattava di una comunità di poche migliaia di persone che vivevano in tre bellissime valli, il cui accesso era tuttavia impervio. L’isolamento geografico aveva permesso loro di mantenere molte delle tradizioni originali, e anche l’islamizzazione aveva faticato a penetrare tra quelle gole e quei duri passi montani.
Erano pochi i viaggiatori che si erano avventurati fino ai territori kalash, e dunque la ricerca sul campo era particolarmente interessante per Graziosi. Intorno ai Kalash si era andata creando un’aura di mistero, e una curiosità speciale circondava questo popolo così differente fisicamente e culturalmente dai circostanti pakistani e afghani.
I Kalash amavano pensare di essere i discendenti dei soldati dell’esercito di Alessandro Magno che, passando in quei territori intorno al 326 a.C., se ne sarebbero innamorati al punto di stabilirvisi. In realtà le origini dei Kalash non sono del tutto chiarite, e sicuramente anche Paolo Graziosi fu intrigato dall’enigma antropologico.
Le riprese furono eseguite da Graziosi tra agosto e settembre del 1955, e documentano tradizioni e scene di vita quotidiana oggi in disuso.
Da questo punto di vista il materiale rappresenta una documentazione rarissima delle manifestazioni culturali del popolo kalash, alcuna delle quali ormai definitivamente perduta.

Negativi originali 16mm. elaborati presso il Laboratorio Multimediale di Ateneo

ULTIME NOTIZIE