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I Viaggi di Robi

Cast

Stato Interessante


Regia: Alessandra Bruno
Anno di produzione: 2015
Durata: 60'
Tipologia: documentario
Genere: sociale
Paese: Italia
Produzione: B&B Film; in collaborazione con Rai Tre
Distributore: n.d.
Data di uscita:
Formato di proiezione: HD, colore
Titolo originale: Stato Interessante

Sinossi: A quando il lieto evento? Quante volte ti sei sentita rivolgere questa domanda? Hai tra i 38 e i 45 anni, non hai figli, non li hai ancora, non li vuoi, li vorresti ma non vengono.
L’orologio biologico, ovunque si trovi, ti ticchetta nel cervello come un cronometro.
Oppure no, quello che ticchetta è l’orologio della vicina, perché il tuo l’hai spento dopo qualche notte insonne. O magari non l’hai mai sentito. O forse la tua corsa contro il tempo è talmente sfiancante che ormai non ci fai più caso. Ti accorgi che il mondo comincia ad insospettirsi non vedendoti col pancione. E anche tu qualche domanda te la fai.
Il film racconta il momento in cui queste domande diventano impellenti e lo fa seguendo cinque donne, intorno ai 40 anni senza figli, attraverso i percorsi che decidono di intraprendere per affrontare una scelta, come quella della maternità o della non maternità, non più procrastinabile. I dialoghi e i confronti serrati con parenti, compagni e amici, le riflessioni più intime e personali, si incrociano alla ricerca di un bandolo della matassa che, a questo punto della vita, ognuna di loro ha la necessità di individuare. Il film, alternando voci e storie, segue i passi, a volte incerti, a volte sicuri, che le protagoniste compiono per riconoscere la propria strada, in mezzo ai tanti condizionamenti e alle mille paure che emergono di fronte al limite irrevocabile della fine dell’età fertile.

Note:
Cinque donne senza figli, tra 38 e 43 anni e l’orologio biologico che batte il tempo senza tregua fino a diventare un cronometro tra te e i tuoi limiti, tra il tuo corpo e la tua volontà, tra il tuo desiderio e la tua scelta. Cinque donne diverse, cinque strade parallele destinate fatalmente ad incrociarsi nello stesso punto, di fronte allo stesso ineludibile richiamo. Essere o non essere madre.

I PERSONAGGI
ILARIA

Ha 43 anni, di Roma, fa la scrittrice. E’ sposata con Emiliano, detto Mallo, tatuatore. Ilaria inizia a pensare a un figlio molto tempo fa ma suo marito non la asseconda, non si sente ancora pronto, non capisce la sua urgenza. Nonostante la sua indecisione però ci provano. I mesi passano e diventano anni ma questo figlio non arriva. Il senso di frustrazione per la mancata realizzazione del suo desiderio comincia ad ossessionarla e ad investire ogni aspetto della sua vita e della sua identità. Passano 11 anni e oggi Ilaria, insieme a Mallo, decide di affrontare quello che definisce “il mostro nero” che per tutto questo tempo l’ha segretamente perseguitata e cioè la paura di essere infertile. In tutti questi anni infatti, non ha mai voluto effettuare delle analisi mirate per indagare le ragioni della sua mancata maternità. Ma ora il tempo stringe e lei ha bisogno di risposte, quelle risposte che dalla natura si ostinano a non arrivare. In bilico tra la paura ormai tangibile di dover rinunciare e il barlume di speranza che, seppur stremata, ancora non la abbandona, Ilaria decide di andare sempre più a fondo, affrontando con coraggio questo lento ma inesorabile svelamento della realtà.
VALERIA
Ha 43 anni, siciliana, vive a Bologna dove insegna in una scuola media. La questione della maternità si manifesta intorno ai 33/34 anni, quando Valeria comincia a sentire che il momento di prendere questa decisione non può essere rimandato ancora a lungo. La richiesta da parte del suo compagno si fa sempre più pressante, così come la sensazione di avere un dovere da compiere continuamente disatteso. Valeria cerca a tutti i costi di trovare quel desiderio dentro di sé ma non ci riesce. Le immagini respingenti della maternità che la circondano e quell’istinto inesistente, muto, la allontanano sempre più dalla decisione e la mandano definitivamente in crisi. Poi capisce che quel malessere, quella sofferenza vanno guardati in faccia. Il desiderio di maternità non esiste in lei e non può essere indotto. Il coraggio di accettarsi, di mettere in crisi il suo rapporto e le certezze degli altri, le danno una nuova consapevolezza e la forza di guardare al suo futuro con fiducia e ottimismo.
CHIARA
Ha 42 anni, milanese, precaria dell’università. Chiara è una donna molto impegnata; collettivi, associazionismo, politica e diritti civili. Ha sempre avuto relazioni eterosessuali fino a quando, inaspettatamente, a 37 anni, si innamora di una donna, con cui intraprende una felice relazione che dura fino ad oggi. I 40 anni, con tutta la loro improrogabilità la costringono a fare chiarezza su un desiderio, come quello di maternità, che sente conflittuale ma irrinunciabile e nonostante le condizioni di partenza non siano delle più semplici, decide di concedersi questa possibilità. Tra leggi difficili da gestire, i dubbi che rimangono e la paura di un futuro tutto da costruire, Chiara si rivolge al mondo della fecondazione assistita e inizia ad intraprendere con coraggio la sua scalata.
PAOLA
Ha 40 anni, molisana, attrice di teatro professionista. Paola è venuta a Roma tanti anni fa da un piccolo paese del Molise per frequentare l’Accademia d’arte drammatica. Vive con il suo compagno Raffaello, attore anche lui, con il quale da un paio di anni a questa parte ha fondato una compagnia teatrale. Il futuro è incerto, il lavoro precario ma entrambi non smettono di lottare per raggiungere i loro obiettivi . Paola si interroga molto sul suo desiderio di maternità. L’assenza di questo istinto rappresenta per lei un campanello d’allarme sulla sua natura femminile forse sbagliata, forse difettosa. Cosa le manca, si domanda, per volere ciò che tutti vogliono, per fare ciò che tutti fanno? L’età e la paura di non avere più tempo per rimandare ancora, la costringono a mettere a fuoco sempre meglio il suo desiderio e a riconoscerlo, se esiste, tra mille condizionamenti.
ANNA
Anna, 39 anni, di Roma, ricercatrice di letteratura ispanoamericana all'università di Torino. Rimane incinta a 35 anni. Fino a quel momento l'idea di un figlio non l 'aveva mai sfiorata ma quella gravidanza inaspettata la costringe a riflettere sul suo desiderio e sulla sua capacità di assumersi questa nuova responsabilità. La freddezza del suo compagno, la certezza di non poter contare su di lui per sciogliere i suoi dubbi, l'incapacità di trovare il coraggio per mettere al mondo quel figlio da sola, le fanno decidere di abortire. Quella decisione però cambia tutto. La coppia si sfascia e quel figlio non avuto, tra mille dubbi e rimorsi, diventa per Anna la linea d'ombra da oltrepassare per diventare finalmente adulta.


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