Sinossi *:
L’assemblaggio ligneo della Macchina del Triduo dei Morti è un rituale cristiano nato a Brescia nei primi anni del '700 per commemorare i defunti, con solenni funzioni per tre giorni.
Nel 1716, per celebrare il Solenne Triduo dei morti, i religiosi di Brescia proposero ai commercianti della città di utilizzare le risorse, prima destinate al Carnevale, per la costruzione di una macchina scenografica che affascinasse i fedeli. Nel periodo precedente la quaresima, nella Chiesa di San Faustino a Malonno, in Valle Camonica in provincia di Brescia, viene istallata ancora oggi la macchina originale costruita nel 1771.
Il Triduo dei Morti è una pratica di devozione dedicata al suffragio dei Defunti, diffusissima in tutta la diocesi di Brescia ed in buona parte di Bergamo, fino agli anni 70 del Novecento. Ogni parrocchia della provincia di Brescia aveva la sua Macchina e celebrava il triduo con grande concorso di popolo.
Ogni macchina, imponente struttura assemblata a mano in legno scolpito e dipinto, in base alle dimensioni della Chiesa, aveva dalle 300 alle 800 candele di cera, simboleggianti le anime dei defunti. A causa di incendi, incuranza e usura tanti apparati originali in legno sono andati purtroppo distrutti o perduti, rischiando a poco a poco di mandare nell’oblio tale pratica rituale.
Ad oggi poche sono le Macchine originali del Settecento che ancora vengono montate ed assemblate, che restituiscono la fascinazione, stupore e suggestione di un tempo lontano.
Il lavoro attento del Distretto Culturale, nella formulazione dell’archivio Maraéa (“Meraviglia” in dialetto bresciano) tende alla ricerca, per lo studio e la restituzione della cultura immateriale, di pratiche e rituali.
Nella Chiesa di San Faustino a Malonno, in Valle Camonica in provincia di Brescia, ancora oggi viene istallata la macchina originale costruita nel 1771. Questa rarità, data la precarietà delle condizioni dei pezzi lignei che compongono la macchina, acquista importanza dal momento in cui oggi al valore religioso, si è quasi interamente sostituito il valore sociale, e quindi anche il valore culturale.
Il film restituisce l’intricato lavoro eseguito dai montatori della macchina con un approccio osservativo nei due aspetti principali della pratica. ll rituale, infatti, è caratterizzato da una parte “concreta” di costruzione della macchina, come se fosse un cantiere con ponteggi, tubi innocenti, funi, carrucole e scale; dall'altra il rito possiede un aspetto contemplativo, della macchina, e commemorativo, dei defunti.
La resistenza di tale pratica è dovuta senz’altro anche al posizionamento geografico, del piccolo paesino di montagna, di Malonno. Questa geo-localizzazione ha fatto si che si mantenessero, mutandosi, forti le motivazioni per proseguire con la pratica di tale rituale.

Cast


Soggetto:
Andrea Grasselli

Sceneggiatura:
Andrea Grasselli

Musiche:
Maurizio Rinaldi

Montaggio:
Giorgio Affanni

Fotografia:
Gabriele Chiapparini

Suono:
Maurizio Rinaldi (Sound Design)

Voce:
Sara Patti

Voce:
Michela Gamba

Grafiche:
Lorenzo Fantetti

Fixer | Giuliano Rossini:
Giuliano Rossini

Consulenza Storica:
Angelo Moreschi

Consulenza Storica:
Giuliano Ricci

Produttore Esecutivo:
Andrea Grasselli

Produttore Esecutivo:
Giorgio Affanni

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