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Fausto Delle Chiaie


Filmografia dal 2000:
2013 » doc Ho Fatto una Barca di Soldi: partecipazione
2013 » doc Il Museo Chiude Quando l'Autore è Stanco: partecipazione
2010 » doc Robaccia - Rubbish: partecipazione

Biografia:
Fausto Delle Chiaie è da oltre vent’anni l’ideatore e l’unico artista (o come dice lui “il custode, il curatore, il trasportatore, l’allestitore, il fotografo, il pubblicitario, il direttore, l’opera stessa”) ad esporre al “Museo all’aria aperta” di Roma, nei marciapiedi tra l’Ara Pacis e il Mausoleo di Augusto.
Si forma all’Accademia delle Belle Arti, alla Scuola libera del Nudo di Passeggiata di Ripetta a Roma. A metà degli anni ‘80 crea l’infrazionismo artistico.
Fausto Delle Chiaie sceglie degli spazi espositivi, pubblici e non, ufficiali o improvvisati, vi si introduce clandestinamente installando e posizionando le proprie opere. Sono donazioni forzate che l’artista fa in musei, gallerie e spazi aperti, opere donate ai luoghi e ai suoi abitanti.
È un artista che “interviene” nei luoghi in cui vive e ha vissuto, non solo a Roma (oltre Via Ripetta, al Pincio, al Pantheon, al Colosseo e a Galleria Sciarra), ma anche in Sicilia, Molise e Marche, e in Europa (Francia, Belgio, Olanda e Irlanda). Lo fa interagendo con gli spazi e i materiali che ogni posto sa offrire, entrambi, insieme ad altri fattori esterni, diventano spunti artistici.
Da sempre, nella sua carriera, il luogo, il contesto, l’arredo urbano, una pianta, un oggetto abbandonato, un cartellone pubblicitario, una pozzanghera, un determinato odore, dell’erbaccia, diventano parte o opera in sé. Un artista urbano che ha scelto lo scenario urbano come oggetto della sua ricerca. La sua arte è quindi anche improvvisazione, come quando di suo pugno crea e dona ai visitatori del suo museo il biglietto-disegno simbolo della loro presenza e “co-opera-azione” (come lui stesso la chiama). Fonte d’ispirazione e materia prima sono molto spesso i rifiuti; la “robaccia” (anche nome di un’opera) viene rifunzionalizzata in termini di contemplazione estetica e talvolta sociale con richiami a comportamenti, stili, atteggiamenti, vezzi, condotte della vita umana, anche attraverso un modo di comunicare diretto e occasionalmente ironico. L’altra sua originalità sta nei titoli che spesso assegna alle sue opere, per lui sono il primo elemento dell’opera stessa, talvolta ambigui, ma sempre portatori di riflessioni.
Nel corso dei suoi 70 anni Delle Chiaie è quasi sempre rimasto fuori dall’arte ufficiale ma ha saputo farsi conoscere e, spesso, fatto parlare di sé. Critici ed esperti (come Bonito Oliva, Hoet, Christov-Bakargiev) e artisti come Burri hanno visionato e apprezzato le sue opere, invitandolo ad esposizioni internazionali.
Nel giugno 2010 “l’arte ufficiale” si ricorda nuovamente di lui. L’Electa gli dedica una monografia dal titolo “L’arte? Rubbish!”, curata da Giuseppe Casetti e Federico Centoni. Al suo interno anche uno scritto del critico d’arte Achille Bonito Oliva.
Il “Museo all’Aria Aperta” di Fausto Delle Chiaie è visitabile tutti i giorni in piazza Augusto Imperatore, a fianco dell’Ara Pacis. Durante il periodo estivo esercita l’orario 17-20. Ma se l’autore è stanco la chiusura è anticipata.
(ultima modifica: 24/10/2013)