Nato a Parigi nel 1933, Roman Polanski viene da una famiglia polacca che si era rifugiata in Francia poco prima dello scoppio della Seconda guerra mondiale; riuscì a sottrarsi alle persecuzioni naziste e alla deportazione solo perché affidato sotto falso nome a una famiglia cattolica. Ammesso nel 1955 alla famosa Scuola di cinema di Łódź in Polonia, ne uscì diplomato nel 1959, imponendosi in breve, come uno dei più interessanti registi polacchi. La filmografia di Polanski non può infatti non partire dai ...visualizza tutto corsi scolastici di Łódź, durante i quali realizzò alcuni cortometraggi – tra cui La bicicletta e Il crimine - in cui appaiono già alcuni temi tipici del regista. Trasferitosi a Parigi, Polanski apprezzò le prime opere della Nouvelle vague. Conobbe lo scrittore Gérard Brach, futuro co-sceneggiatore di quasi tutti i suoi film, e girò ad Amsterdam La rivière de diamants, un episodio del collettivo Les plus belles escrocqueries du monde (1964). Dopo Il coltello nell'acqua (1962), nel 1966 riuscì a girare Cul de sac, che il regista ha sempre considerato uno dei suoi film migliori. Dopo Per favore… non mordermi sul collo!, (1967), divertente parodia dei film di vampiri ‒ durante la cui lavorazione si innamorò e sposò l'attrice Sharon Tate (fino alla tragica morte di lei, per opera della «famiglia» criminale di Ch. Manson) ‒ Polanski realizzò a Hollywood Rosemary's Baby (1968), uno dei suoi film più famosi. Dopo la morte della moglie, Polanski tornò temporaneamente in Europa: in Inghilterra si misurò con William Shakespeare, girando Macbeth (1971) e in Italia realizzò Che? (1972). Ma la sua carriera continuò a svilupparsi tra i due continenti: di nuovo negli Stati Uniti realizzò Chinatown (1974) e in Francia L'inquilino del terzo piano (1976), dove è anche interprete. Tornato ancora una volta negli Stati Uniti, fu poi costretto a lasciare il Paese dopo un'accusa di stupro e una breve carcerazione. Tornato In Europa girò Tess (1979) cui seguì un periodo di forzata inattività, durante il quale dovette limitarsi a qualche regia teatrale. Al cinema, Polanski si riaccostò solo nel 1986, con Pirates. Il grande successo di pubblico tornò con Frantic (1988). La morte e la fanciulla (1985) scava nella memoria di una donna che crede di riconoscere l’uomo che anni prima l’aveva violentata. Con La nona porta (1999), l'autore diede spazio ai temi del diabolico e dell'occulto con protagonista un bravissimo Johnny Depp nei panni di un detective del mistero. Con Il pianista (2002) ha invece realizzato uno dei suoi film più compiuti, parlando di persecuzione nazista sullo sfondo del ghetto di Varsavia, attraverso la testimonianza di un giovane pianista ebreo in fuga. Tra le sue regie più recenti: Oliver Twist (2005); il thriller politico The Ghost Writer (2010); Venere in pelliccia (2013); Quello che non so di lei (2018); L'ufficiale e la spia (2019) e The Palace (2023).