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Jerzy Stuhr


Filmografia dal 2000:
2018 » Rimetti a Noi i Nostri Debiti: attore (Professore)
2013 » L'Ultimo Papa Re: attore (Beckx – Papa Nero)
2011 » Habemus Papam: attore (Marcin Raijski, il Portavoce)
2010 » Io sono con Te: attore (Sapiente)
2006 » Il Caimano: attore (Jerzy Sturovsky)

Biografia:
Jerzy Stuhr è un attore cinematografico, attore teatrale e regista polacco e ha lavorato con i maggiori registi polacchi, fra cui Andrzej Wajda, Krzysztof Zanussi e soprattutto Krzysztof Kieślowski.
Dopo essersi laureato nel 1970 alla Università Jagellonica e aver successivamente studiato per due anni all'Accademia di arti drammatiche di Cracovia, a partire dai primi anni settanta inizia la sua carriera di attore sia teatrale che cinematografico.
Viene invitato in Italia, con altri artisti polacchi, nel 1980 da "L'Atelier di Formia - Istituto Internazionale di Ricerca sul Teatro Contemporaneo", diretto dal regista e direttore artistico Giovanni Pampiglione col quale diventa, per le scelte di repertorio presentate al pubblico italiano di opere di Mrożek, Jasienski e Witkiewicz, "Ambasciatore del teatro polacco" in Italia e in Europa.
Dagli anni Ottanta è iniziata anche la grande avventura con la cultura italiana, incontrando artisti del teatro e del cinema italiano Adriana Asti, Michele Placido e Nanni Moretti, lavorando poi al Piccolo di Milano e allo Stabile di Genova.
Esordisce alla regia cinematografica nel 1995, con “Spis cudzołożnic”, tratto da un romanzo di Jerzy Pilch. Nel 1997 la sua seconda opera cinematografica, “Storie d'amore” (1997), dedicata a Kieślowski, scomparso l'anno precedente, viene presentata in concorso alla Mostra del cinema di Venezia, dove vince il Premio FIPRESCI e altri riconoscimenti collaterali. Ritorna a Venezia due anni dopo con “Sette giorni nella vita di un uomo”. Il successivo “Duze zwierze” (2000), da una sceneggiatura di Kieślowski, vince il premio speciale della giuria al Festival Internazionale del cinema di Karlovy Vary.
Jerzy Stuhr ha ammesso che “Caro diario” di Nanni Moretti ha avuto un'influenza di rilievo per quanto riguarda il suo approccio autobiografico alla regia cinematografico. Nel 2011 interpreta il ruolo di Marcin Raijski, portavoce della Santa Sede, in “Habemus Papam” di Moretti.
(ultima modifica: 03/01/2017)