MEDFILM FESTIVAL 32 - Dal 5 al 15 novembre a Roma
Dal 5 al 15 novembre 2026 torna a Roma il
MedFilm Festival, giunto alla sua 32ª edizione. Fondato e diretto da Ginella Vocca, il
MedFilm è la più longeva manifestazione cinematografica della Capitale e l'unico evento italiano nato con l'intento specifico di esplorare e diffondere il cinema d’accezione euro-mediterranea, mediorientale e da quest’anno subsahariana. Per undici giorni, il festival metterà in relazione film e autori e autrici provenienti dalle diverse sponde del Grande Mare, offrendo al pubblico occasioni di visione e approfondimento attraverso le selezioni ufficiali in Concorso, le sezioni Fuori Concorso, le proiezioni speciali e gli incontri con registe, registi e ospiti. Alla programmazione cinematografica si affiancheranno omaggi, progetti rivolti alle nuove generazioni, attività formative e occasioni di confronto tra gli operatori dell'industria audiovisiva, a conferma dell'impegno del festival nella costruzione di legami culturali e professionali tra le diverse sponde di un Mediterraneo allargato.
Il The Space Cinema Moderno sarà la sede principale delle proiezioni e degli incontri con gli ospiti del festival, ma il programma coinvolgerà anche altre sedi culturali della Capitale, tra cui la Casa del Cinema, che ospiterà le attività industry dei MedMeetings; l'Archivio Flamigni, sede di Letture dal Mediterraneo, la sezione dedicata all'editoria; e il Teatro Palladium, che nell’anno del suo centenario conferma la vicinanza al festival accogliendo proiezioni e incontri di approfondimento. Sono previste inoltre attività in carcere con le persone detenute, appuntamenti in provincia a Riano e Viterbo, e masterclass in ambito universitario presso il Dipartimento di Storia, Antropologia, Religioni, Arte e Spettacolo di Sapienza Università di Roma.
Sono 67 i titoli complessivamente in programma, divisi tra lungometraggi e cortometraggi, di finzione e documentari e provenienti da 33 Paesi. Di questi, 4 saranno presentati in anteprima mondiale e 38 in anteprima italiana. Il festival accoglierà 50 ospiti nazionali e internazionali, tra registi, attori, produttori e professionisti del settore, che incontreranno il pubblico e la stampa in occasione degli appuntamenti in calendario. Numerosi gli operatori dell'industria audiovisiva che prenderanno parte alle attività professionali del festival, a cominciare dai MedMeetings, giunti alla decima edizione.
Il Concorso ufficiale comprende quest’anno otto lungometraggi in competizione per il Premio Amore e Psiche, Premio Speciale della Giuria e Premio Espressione Artistica, mentre il Concorso internazionale cortometraggi propone sedici opere in lizza per il Premio Methexis e il Premio Cervantes Roma, espressione della collaborazione con l’Istituto Cervantes Roma. Accanto alle competizioni, il programma comprende le sezioni Fuori concorso Atlante, dedicata al cinema internazionale, e Perle che esplora il panorama italiano contemporaneo attraverso lungometraggi e cortometraggi. Completano il panorama le due sezioni del Progetto Methexis: Sguardi dal futuro, con i lavori di diploma degli studenti delle scuole di cinema italiane e internazionali, e Voci dal carcere, che presenta le opere realizzate da e con persone detenute in diversi istituti penitenziari. Il programma si arricchisce inoltre di proiezioni speciali, omaggi e appuntamenti dedicati alla letteratura e ai temi ambientali.
Il
Premio alla Carriera del
MedFilm Festival 2026 sarà conferito al regista palestinese
Rashid Masharawi, con la seguente motivazione: "
Per raccontare la vita quotidiana a Gaza e la capacità di esistere, di sognare e costruire, attraverso l'arte come forma di resistenza. Mentre le bombe continuano a cadere, il cinema di Rashid Masharawi restituisce spazi di esistenza propria ai suoi personaggi che sanno muoversi con calma e incredibile ironia mentre tutto intorno è caos. Semplicemente, come esseri umani con sogni e desideri. È questa la forza del suo cinema, che attraversa con energia il tempo per quanto tremendo possa essere". Il premio sarà consegnato lunedì 9 novembre al The Space Cinema Moderno, a seguire la proiezione di Citizen Osama di Ahmed Hassouna, prodotto dallo stesso Masharawi e scelto per rappresentare la Palestina nella categoria Miglior film internazionale agli Oscar 2027.
Tre gli appuntamenti speciali di questa edizione.
Il primo è l'omaggio Il cinema come memoria e presenza, dedicato a
Mohammad Bakri, attore, regista e autore teatrale palestinese scomparso nel 2025. Attraverso quattro lungometraggi e un cortometraggio, il percorso restituisce il ruolo del suo cinema come strumento di testimonianza e memoria collettiva. Jenin, Jenin raccoglie le voci degli abitanti del campo profughi dopo l'assedio del 2002; 1948 è dedicato alle testimonianze della Nakba; Since You Left (Da quando te ne sei andato) assume la forma di un dialogo autobiografico con lo scrittore Emile Habibi. A questi si aggiungono Le Monde, cortometraggio del 2025, e Laila's Birthday (Il compleanno di Laila) di Rashid Masharawi, con Bakri protagonista. L'omaggio si articola in due appuntamenti, domenica 8 e lunedì 9 novembre; in questa seconda giornata l’evento vedrà la partecipazione dello stesso Masharawi.
Il secondo appuntamento rende omaggio a
Tony Gatlif, regista franco-algerino di origini rom, già Premio alla carriera del MedFilm Festival 2025, scomparso il 2 settembre 2026. Il festival lo ricorda con Korkoro (Freedom), film del 2009, presentato al MedFilm nel 2010 e risultato vincitore del Premio speciale della Giuria. Ambientata nella Francia occupata durante la Seconda guerra mondiale, l'opera segue una famiglia rom perseguitata dal regime di Vichy. Attraverso la vicenda del piccolo Claude e l'incontro con una comunità in lotta per la propria libertà, Gatlif racconta la persecuzione, la solidarietà e la resistenza di un popolo, in piena coerenza con un cinema che ha spesso posto le identità, la cultura rom e la libertà al centro della propria ricerca poetica.
Il terzo appuntamento, realizzato in collaborazione con WWF Mediterranean Marine Initiative, prevede la presentazione, in anteprima assoluta, del cortometraggio
Un solo mare, una sola voce, di Angela Gennaro, nell’ambito dell’incontro Donne della pesca nel Mediterraneo: tra innovazione e leadership dedicato alle donne e al loro ruolo nei processi di innovazione, un’occasione per discutere di leadership e sviluppo sostenibile delle comunità costiere del Mediterraneo.
Il riconoscimento del
MedFilm Festival, il
Premio Koinè, rivolto a personalità del mondo dell'arte, della scienza, dell'impresa culturale e dell'associazionismo che si siano distinte per l'impegno nel mantenere vivo il dialogo tra i popoli del Mediterraneo, sarà assegnato a
Giammarco Sicuro, inviato speciale della redazione esteri della RAI e fotoreporter di guerra, con la seguente motivazione: "
Per aver scelto di esserci, semplicemente, di fare il cronista per raccontare un periodo storico di cambiamenti epocali, conflitti internazionali, crisi umanitarie e profonde trasformazioni geopolitiche. Attraverso il suo lavoro, ispirato e vitale, Sicuro testimonia e racconta l'umanità che incontra nel mondo senza mai perdere la tenerezza perché, tra sofferenze e vittime, i gesti più straordinari e incredibili arrivano sempre dalle persone, da chi come lui trasmette empatia e solidarietà". Il premio verrà conferito mercoledì 11 novembre alle ore 20.00 al The Space Cinema Moderno durante la Cerimonia di Premiazione.
Accanto al Premio Koinè, il festival conferma l’assegnazione dei seguenti premi e riconoscimenti: Premio Valentina Pedicini, dedicato alle opere prime e seconde presenti tra Concorso ufficiale, Atlante e Perle, e Premio alla Migliore coproduzione euro-mediterranea - Opere prime e seconde, realizzato in collaborazione con la Rappresentanza in Italia della Commissione europea e ristretto ai film presenti in Concorso. Confermato anche il Premio ecumenico in collaborazione con l'Institut français - Centre Saint-Louis, assegnato al film che esprime valori universali come la speranza, la giustizia e la ricerca di senso, così come il Premio diritti umani Amnesty International Italia e il Premio WWF / MedFilm Award, volto a valorizzare le opere capaci di raccontare il legame tra le condizioni ambientali e la vita delle comunità mediterranee. Il riconoscimento si inserisce nelle celebrazioni per il sessantesimo anniversario di WWF Italia. Novità di quest’anno è infine il Premio Acting News «[S]guardare il Mediterraneo», dedicato al film della sezione Perle le cui immagini meglio testimoniano una forza di sguardo in grado di farci vedere un luogo, una storia, un volto in modo nuovo.
Tra le iniziative più significative del
MedFilm Festival, il
Progetto Methexis che promuove da oltre vent’anni formazione, inclusione e dialogo interculturale attraverso il cinema. Ogni anno il progetto riunisce a Roma giovani talenti, i registi di domani, provenienti da scuole e Paesi diversi, chiamati a costruire una comunità temporanea in cui si incontrano culture, tradizioni, sensibilità artistiche e percorsi formativi differenti. Il Progetto Methexis, a questa prima esperienza di confronto, ne affianca un’altra, altrettanto significativa: quella tra studenti e persone detenute, che insieme compongono la Giuria Methexis per assegnare insieme il Premio Methexis al miglior cortometraggio e il Premio Cervantes Roma all’opera più innovativa. Un’esperienza in cui il cinema diventa strumento concreto di dialogo, capace di superare confini culturali e sociali. Il progetto comprende inoltre la sezione Sguardi dal futuro, che presenta i tredici cortometraggi realizzati dagli studenti, Voci dal carcere, dedicata alle opere nate nei contesti penitenziari, e il MedFilm Talents, percorso di formazione e incontro con i professionisti dell’industria audiovisiva, nel più ampio contesto dei
MedMeetings.
Giunti alla decima edizione, i
MedMeetings, piattaforma industry del
MedFilm Festival, mettono in relazione produttori, sales agent, distributori e professionisti del settore favorendo nuove partnership e opportunità di coproduzione internazionale. In programma il 9 e 10 novembre alla Casa del Cinema, comprendono due sezioni: MedWIPs, dedicata alle opere in post-produzione, e MedPitching, rivolta ai progetti in fase di sviluppo. 14 i lavori selezionati provenienti dai paesi euro-mediterranei, mediorientali e, novità di questa decima edizione, dai paesi dell’Africa subsahariana.
Il
MedFilm Festival si pregia dell'Adesione del Presidente della Repubblica Italiana, del patrocinio e sostegno della Rappresentanza della Commissione europea in Italia, dell'Ufficio del Parlamento europeo in Italia, della Presidenza del Consiglio dei Ministri, del Ministero della Cultura, del Ministero degli Affari Esteri e della Cooperazione Internazionale, del Ministero dell'Istruzione e del Merito, del Ministero della Giustizia, del Ministero dell’Interno, dell'Unità di Missione per la cooperazione culturale con l'Africa e il Mediterraneo allargato, del FAMI - Fondo Asilo, Migrazione e Integrazione, della Regione Lazio e del Comune di Roma.
Sostengono il
MedFilm festival: OIM - Organizzazione Internazionale delle Migrazioni, Sedi diplomatiche in Italia, Ministeri della Cultura e gli enti cinematografici di oltre 40 Paesi, 150 Scuole di cinema, Sapienza Università di Roma, Università degli Studi di Roma Tor Vergata, Università degli Studi di Roma Tre, Università degli Studi Internazionali di Roma (UNINT), Luiss Business School - Writing School for Cinema and Television, Major in Media and Entertainment e John Cabot University. Il festival, promosso da Roma Capitale - Assessorato alla Cultura, è vincitore dell'Avviso Pubblico Roma Creativa 365. Cultura tutto l'anno in collaborazione con Zètema Progetto Cultura.
Da quest’anno il
MedFilm Festival e il World Summit of Nobel Peace Laureates avviano un partenariato ispirato a una visione condivisa di nuovo umanesimo, che mette al centro la dignità della persona e riconosce nel dialogo tra cultura, conoscenza e impegno civile uno strumento fondamentale per costruire la pace. La collaborazione prende avvio in occasione della 20ª edizione del World Summit of Nobel Peace Laureates, in programma a Roma dal 1 al 4 dicembre 2026, dedicata al rapporto tra pace, intelligenza artificiale e responsabilità umana.
Sono otto i lungometraggi del
Concorso ufficiale - Premio Amore e Psiche, una selezione curata da Martina Zigiotti, responsabile della programmazione, insieme al comitato composto da Paola Cassano, Matteo Berardini, Giuseppe Gariazzo, Massimo Causo e Veronica Flora. Tra relazioni intime e conflitti collettivi, memoria storica e trasformazioni sociali, i film scelti per questa edizione esplorano il rapporto tra gli individui e le comunità in cui vivono, mettendo in luce le tensioni, i desideri e le speranze che attraversano un Mediterraneo allargato e le società che vi si affacciano.
Ad aprire il festival sarà l’anteprima italiana di Seuls les rebelles di Danielle Arbid, accompagnato a Roma dalla sua regista e sceneggiatrice. Un melodramma appassionante che racconta la relazione sentimentale tra Suzanne e Osmane; uniti nonostante la grande differenza d'età e le condizioni sociali opposte, i due vivono con forza il loro amore in una Beirut attraversata dalla crisi, sfidando convenzioni e pregiudizi. A interpretare Suzanne, la grande attrice e regista palestinese Hiam Abbass. Anche L'Estive di Naël Khleifi e Lisa Debauche, presentato nel Concorso Cineasti del Presente a Locarno e presente qui in anteprima italiana, mette in scena un incontro capace di incrinare un'esistenza isolata: Hana, giovane pastora sulle Alpi francesi, lontana dal Libano natale, è costretta a confrontarsi con il proprio passato dopo l'arrivo di Lisa, una nuova compagna di lavoro; Manal Issa, interprete di Hana, ha ricevuto a Locarno il Pardo per la migliore interpretazione per il suo ruolo nel film. Il regista Naël Khleifi sarà presente per presentare l’opera. Con il suggestivo L'Arabe, Malek Bensmaïl torna alla figura dell'«Arabo» ucciso nel capolavoro Lo straniero di Albert Camus, restituendogli un nome, Moussa, e una storia familiare; il film è un libero adattamento del romanzo Il caso Meursault dello scrittore algerino Kamel Daoud. Route Algéricaine di Rabah Ameur-Zaïmeche, presentato in apertura del FIDMarseille 2026, è invece un avvincente on the road che conduce lo spettatore nel Sahara algerino. Entrambi i film saranno presentati al festival in anteprima italiana.
La famiglia, il territorio e le disuguaglianze sono al centro di altri tre titoli. In Al Baraneya di Ashgan El-Hamus, presentato alle Giornate degli Autori di Venezia, ritratto corale, umanissimo e al femminile, la possibile vendita del terreno familiare, in un villaggio alle porte del Cairo, mette in discussione gli equilibri domestici e apre nuove prospettive. L'attrice Reem Amer sarà ospite del festival per presentare il film. Con Shame and Money, Visar Morina, vincitore del Grand Jury Prize nella competizione World Cinema Dramatic del Sundance Film Festival 2026, segue una famiglia kosovara costretta a trasferirsi a Pristina dopo aver perso la propria fonte di sostentamento. Il difficile confronto con una società iper capitalistica diventa una riflessione cruda e coraggiosa sul denaro e sulla dignità. Salvation di Emin Alper, vincitore dell'Orso d'Argento - Gran Premio della Giuria alla Berlinale 2026, racconta infine una disputa per la terra che riaccende antichi rancori in un villaggio della Turchia orientale, dove le visioni di un uomo alimentano divisioni e tensioni religiose. Il film sarà distribuito prossimamente nelle sale italiane da Wanted.
Fra gli otto titoli in concorso, il festival riserva un rilievo particolare a Soumsoum, la nuit des astres del regista ciadiano Mahamat-Saleh Haroun, che sarà a Roma a presentare la sua opera in anteprima italiana. Ambientato in un remoto villaggio del Ciad, il film restituisce una storia di sorellanza, autodeterminazione e coraggio, intrecciando realismo magico, solidarietà femminile e conflitti generazionali. Con questo titolo, di grande forza visiva e poetica, il festival sceglie di aprire per la prima volta uno spazio esplicito alle cinematografie dell'Africa subsahariana, ampliando ulteriormente il proprio sguardo sul panorama cinematografico del continente.
Nel formato breve, un singolo episodio può aprire uno sguardo inatteso sulla realtà o condensare un conflitto. I sedici film del
Concorso internazionale cortometraggi, curato da Alessandro Zoppo, esplorano queste possibilità attraverso storie di relazioni familiari, desideri di emancipazione, guerra e migrazione, tra realismo e sperimentazione.
In To the North di Amer Nasser, un uomo torna nel nord di Gaza durante un cessate il fuoco per rintracciare la sorella e la sua famiglia. In Nafron di Daood Alabdulaa, dopo la caduta di Assad, una donna in cerca del fratello scomparso si aggira come un fantasma tra le rovine di Damasco. What Do the Maknines Dream Of di Sarra Ryma segue due ragazzi algerini davanti alla scelta di attraversare il Mediterraneo. In Porkatal di Sis Gürdal, un bambino cresciuto in carcere con la madre detenuta si adatta alla vita con lo zio e i nonni, sognando di ricongiungersi con lei. Le relazioni familiari sono anche al centro di Patch di Luka Galešić, dove una giovane donna cerca autonomia nella convivenza con la madre, e di Faux Bijoux di Jessy Moussallem, in cui una ragazza accompagna il fratellino a un provino dalle regole ambigue. In A Tenderness di Sabrine Khoury, una giovane madre palestinese ad Amsterdam fatica a legarsi al neonato e ad affrontare le aspettative familiari. "
Angelo azzurro" di Tommaso Acquarone racconta una giornata estiva in cui un quattordicenne scopre l'attrazione e i primi desideri. In Looksmaxxing di Joyce Kuoh Moukouri, un adolescente si isola invece nel suo bagno per ascoltare ossessivamente un influencer machista. La quotidianità si spezza in A Few Things Happening by a River di Daniel Soares, dove una sfida per un video virale si trasforma in una tragedia grottesca. In Khufu di Mahmoud Assi, un ragazzo egiziano deve decidere cosa fare della carcassa del cammello da cui dipende la sua famiglia. On a Quiet Day di Loukia Hadjiyianni segue una madre e una figlia in viaggio in camper a Cipro, tra complicità e questioni irrisolte. In Paradise Garden di Sonia Terrab, una madre single cerca il marito che ha abbandonato la famiglia: la sua firma serve per iscrivere il figlio a scuola dopo lo sgombero della baraccopoli in cui vivono. In Besieged di Kiarash Ardeshirpour, la tentata fuga di una madre da Teheran diventa un thriller mozzafiato. In A Mirage di Hèctor Prats, una donna cerca l’ultimo uomo che ha visto vivo il fratello scomparso da poco, di cui ha ereditato la barca. Infine, In Silence di Amine Lakhnech racconta in chiave visionaria e simbolica il viaggio iniziatico di un bambino tra memorie frammentate e rituali arcaici.
Raccontare, immaginare, custodire la memoria: nei tre film di
Atlante, sezione fuori concorso del Festival, il cinema diventa uno strumento di resistenza e apre spazi di speranza anche di fronte alla guerra, allo sradicamento e alle ferite del passato. Nel documentario Citizen Osama, Ahmed Hassouna segue Osama Al-Ashi, giornalista e padre da poco, che documenta la devastazione di Gaza cercando al tempo stesso di proteggere la moglie e il figlio neonato. Nel difficile equilibrio tra il dovere di testimoniare e gli affetti familiari, il film restituisce la forza di chi continua a vivere e raccontare sotto assedio. L’opera sarà presentata al pubblico romano dal produttore Rashid Masharawi ed è stata selezionata per la Palestina come candidata agli Oscar 2027 per il miglior film internazionale; arriverà prossimamente nelle sale italiane distribuita da Officine Ubu. In Les Yeux verts di Fanny Liatard e Jérémy Trouilh, l’immaginazione diventa una risorsa per affrontare il trauma della migrazione forzata. Chaya, undicenne di una famiglia irachena rifugiata in Francia, cerca di risvegliare il fratello Nour, sprofondato in un sonno misterioso dopo il rigetto della domanda d’asilo della famiglia e la minaccia dell’espulsione. Il suo viaggio fiabesco tra sogno e realtà racconta le ferite della fuga e la forza del legame tra fratelli. La memoria si fa a sua volta strumento di identità e resistenza in Revolutionaries Never Die di Mohanad Yaqubi. Nel 2018, la regista libanese Jocelyne Saab propose una collaborazione al collega palestinese, ma morì due mesi dopo, prima che lui potesse risponderle. A partire da quell’invito rimasto senza risposta, Yaqubi ricostruisce attraverso gli archivi e la voce della cineasta il suo percorso artistico e politico negli anni Settanta, tra rivoluzione palestinese e lotte del mondo arabo. Un dialogo postumo che riattiva le immagini del passato e ne rilancia la forza nel presente.
Selezionati da Alessandro Zoppo, i quattro cortometraggi che completano la sezione Atlante esplorano la resistenza e la memoria attraverso il corpo, l’identità e l’immaginazione. In Flamenco, Carla Simón intreccia immagini d’archivio, coreografie di Rocío Molina e musiche di Niño de Elche, raccontando il flamenco come una tradizione viva e in continua evoluzione. In Birthmark di George Peter Barbari, un incontro nello studio di un sex worker trans a Beirut spinge una donna a mettere in discussione le proprie certezze. In Search of the Grey Bird with Green Stripes di Saïd Hamich Benlarbi segue un rabdomante sulle montagne dell’Atlante, dove la ricerca di un uccello misterioso si intreccia all’elaborazione del lutto e dell’assenza. Fahrudin di Alen Drljević ricostruisce attraverso l’animazione la storia vera di Fahrudin Muminović, sopravvissuto al massacro di Orahovac durante il genocidio di Srebrenica. Tutti e quattro i registi hanno già incrociato il percorso del MedFilm, che negli anni ha presentato o premiato le loro opere, rinnovando con questa selezione il dialogo con autori che tornano a condividere il proprio cinema con il pubblico del festival.
L’osservazione del cambiamento è al centro dei quattro lungometraggi di
Perle - Alla
Scoperta del Cinema Italiano, sezione a cura di Paola Cassano in cui si esplora un presente contraddittorio attraverso storie personali e trasformazioni collettive.
In "
Schiuma di mondi" di Anna Marziano, premiato con il Prix Georges de Beauregard International al FIDMarseille 2026, Antonia, avvocata e madre single sull’isola di Sant’Erasmo, cerca nuovi modi di intendere il proprio lavoro e il rapporto con la comunità, mentre la scuola della figlia rischia di chiudere e l’acqua della laguna continua a salire. La possibilità di immaginare un futuro è anche al centro di "
Totò Cannibale" di Demetrio Giacomelli, viaggio grottesco in un Occidente dominato dall’istinto e dalla logica del potere, in cui il regista inventa un alter ego per confrontarsi con le proprie paure e interrogarsi sul mondo. Dalle inquietudini individuali si passa sul piano delle risorse collettive e della loro conservazione con
Cosa rimane quando il mare si muove di Gaetano Crivaro, che segue il ritmo delle coste sarde dalla fine dell’estate al ritorno dei turisti, tra aspettative, promesse mancate e un futuro incerto. Infine, "
Tirrenica" di Rosario Minervini attraversa i margini dell’autostrada Salerno-Reggio Calabria, intrecciando le storie di chi abita quei luoghi in un ritratto del Sud Italia lontano dagli stereotipi, dove le trasformazioni del territorio si riflettono nelle vite delle persone e nelle tracce che il passato lascia nel presente. Giacomelli, Crivaro e Minervini saranno ospiti del festival per presentare i loro film e incontrare il pubblico del MedFilm.
Completa la sezione
Soglie, una selezione di sei cortometraggi a cura di Cassano e Zoppo con cui si esplorano i momenti di passaggio in cui le certezze vacillano e si aprono nuove possibilità: dall’infanzia all’adolescenza, dall’appartenenza alla fuga, dal desiderio di cambiare alla difficoltà di farlo.
In "
Il nemico" di Andrej Chinappi, un gioco di guerra tra bambini cambia significato quando a un nuovo arrivato viene assegnato il ruolo del nemico, mostrando quanto sia sottile il confine tra gioco e conflitto. In "
Bianca di notte" di Caterina Biasiucci, la ricerca di un’oca forse reale, forse immaginaria, trasforma un cimitero e le storie di paese in un territorio sospeso tra realtà e fantasia. Il passaggio alla crescita si fa più concreto in "
Dove le lacrime aspettano" di Caterina Bertini e Blu Diego Fasoli, dove una ragazza è chiamata a prendersi cura dei fratellini durante una notte di paure e imprevisti. In "
Mambo Kids" di Emanuele Tresca, due ragazzi esplorano la propria città in una giornata di fine estate, assaporando la libertà di un tempo sospeso prima che tutto cambi. Anche "
Mutrion" di Marco Cavazzin racconta un passaggio incompiuto: dopo quattro anni di assenza, un giovane torna nella comunità lagunare da cui era fuggito e ritrova, insieme al suo migliore amico, luoghi e ricordi che non ha mai davvero lasciato alle spalle. In "
Tutti i giorni di pioggia" di Tommaso Landucci, infine, la soglia è quella tra desiderio e azione: un ragazzo e una ragazza incrociano spesso gli sguardi durante le rispettive giornate di lavoro, ma non trovano il coraggio di parlarsi, restando sospesi tra la felicità possibile e la paura di raggiungerla.
Voci dal carcere è la storica sezione del
MedFilm Festival che dà spazio alle esperienze di creazione artistica e formazione sviluppate all’interno degli istituti penitenziari. La sezione, parte del Progetto Methexis curato da Giulia de Luca Gabrielli, è realizzata in collaborazione con il DAP – Dipartimento dell’Amministrazione Penitenziaria del Ministero della Giustizia. Gli otto cortometraggi in programma nascono da percorsi che intrecciano cinema, teatro, musica e danza, affrontando temi quali responsabilità, convivenza, memoria e reinserimento sociale.
In "
The Passengers" di Vito Alfarano, parole e danza raccontano l’attesa e il rapporto con il tempo attraverso le esperienze delle persone detenute nella Casa Circondariale di Brindisi. "
Luce e buio" di Agostino Nalon e Sauro Vannicola documenta il progetto Teatrocarcere Due Palazzi & Collegio Gregorianum, che nell’istituto di Padova mette in relazione persone detenute e studenti universitari attraverso il teatro. In
Tutta un’altra musica, Sergio Licatalosi racconta un’esperienza interculturale nella Casa Circondariale di Siena, dove suoni e tradizioni diventano strumenti di dialogo. "
La sua luce" di Ludovica Andò e Emiliano Aiello, realizzato nella Casa di Reclusione di Orvieto, affida a una favola illustrata il confronto con la colpa e la speranza. Il teatro e la responsabilità morale sono al centro di "
I giusti contro Antigone" di Serenella Di Michele, in cui un gruppo di persone detenute della Casa Circondariale di Chieti si confronta con il peso di giudicare gli altri, e di "
Le mani sporche" di Simone Cannone, che documenta nella Casa Circondariale di Frosinone gli incontri ispirati all’opera di Jean-Paul Sartre tra persone detenute coinvolte nella recitazione e giovani allievi di una scuola di teatro. "
Sulla soglia" di Artemide Alfieri, realizzato all’interno della Casa Circondariale di Cassino, riflette sul passaggio dalla detenzione alla semilibertà, mentre "
Macbeth - Cuore nero" di Paola Beatrice Ortolani segue nella Casa di Reclusione di Arienzo un gruppo di persone detenute impegnate nella messa in scena della tragedia di Shakespeare, con un ospite particolare: il magistrato di sorveglianza.
Ugualmente a cura di Giulia de Luca Gabrielli,
Sguardi dal Futuro è un’altra ramificazione del Progetto Methexis, volta a presentare tredici cortometraggi realizzati dalle studentesse e dagli studenti di scuole di cinema riuniti a Roma nell’ambito del Progetto. Provenienti da dieci paesi, le opere attraversano generi, linguaggi e sensibilità differenti, esplorando il presente attraverso legami familiari, desideri, memorie e mondi immaginari. I film saranno presentati in due programmi, sabato 7 e domenica 8 novembre alle ore 17.30, al The Space Cinema Moderno, sala 5.
In One After the Other di Marianne Barakat (La Fémis, Libano/Francia), Alma, scelta per guidare un rito della fertilità, scopre che l’abito della cerimonia non le entra più. In "
Latte" di Filippo Marasco (Scuola d’Arte Cinematografica Gian Maria Volonté, Italia), una madre ricorre all’estrazione di un dente per far conoscere al figlio l’uomo che ama. In the Name of Eliza di Anxhela Gaxhazi (AFMM - Academy of Film and Multimedia Marubi, Albania) segue un ingegnere che crea un’intelligenza artificiale per comunicare con la moglie morta, ma si confronta presto con i limiti di quella replica. In Suiside Fish di Tenej Davidović (UNG - University of Nova Gorica School of Arts, Slovenia), Maks coinvolge gli amici nella registrazione di un brano per mantenere una promessa, ma un imprevisto cambia i loro piani. May and the Turtle di Zeineb Barkallah (ISAMM - Institut Supérieur des Arts Multimédias de la Manouba, Tunisia) racconta l’avventura onirica di una bambina il cui padre si è trasformato in una tartaruga. In "
Bianca" di Aureliana Bontempo (CSC - Centro Sperimentale di Cinematografia, Italia), la ricerca della perfezione in una gara di coreografie K-pop si scontra con la malattia della madre. Fatima di Fatima Al-Naemi (Northwestern University in Qatar, Qatar) affronta il lutto per la nonna attraverso i ricordi e gli spazi della casa ormai vuota.
In Bye-Bye Marie-France di Ambre Martz (La Fémis, Francia), una giovane donna cerca di ricostruire i ricordi della nonna, segnati dalla demenza, per verificare un sospetto. What a Wonderful Day di Rayane Lahssini (ISMAC - Institut Supérieur des Métiers de l’Audiovisuel et du Cinéma, Marocco) segue Faouzi, alle prese con una giornata di imprevisti e umiliazioni prima di una svolta inattesa. In "
Selene - Il corpo dell’altra" di Michelle Salvatore (Sentieri Selvaggi, Italia), l’arrivo di una giovane donna riaccende il desiderio di una sarta segnata da antiche cicatrici. Volta di Socrates Mousmoulidis (Aristotle University of Thessaloniki, Grecia) intreccia il viaggio segreto di due ex amanti con la ricerca di risposte di una ragazza sospesa tra passato, presente e futuro. In Light di Defne Togay (Bilkent Üniversitesi, Turchia), dopo un’esplosione solare nel 2035, un uomo privato delle percezioni sensoriali si affida alla memoria per ricostruire il mondo perduto. Infine, Amici di strada di Piero Calvarese (Libera Università del Cinema, Italia) racconta le vite delle persone che vivono per le strade di Roma, tra amicizia e solidarietà.
Un altro asse fondamentale del
MedFilm Festival è rappresentato dai
MedMeetings, la piattaforma industry che nel 2026 raggiunge la sua 10ª edizione, in programma il 9 e 10 novembre alla Casa del Cinema di Roma. In dieci anni di attività, i
MedMeetings hanno messo in relazione registi, produttori, distributori e professionisti provenienti dall’Europa, dal Mediterraneo e dal Medio Oriente, favorendo lo sviluppo di nuovi progetti e opportunità di coproduzione. Quest’anno la selezione riunisce 14 progetti da 11 Paesi - Italia, Libano, Turchia, Tunisia, Kosovo, Marocco, Nigeria, Spagna, Senegal, Iran e Serbia - e si apre per la prima volta all’Africa subsahariana, con opere provenienti da Nigeria e Senegal.
Come di consueto, il programma si articola in due sezioni:
MedPitching, dedicata a sette progetti in fase di sviluppo alla ricerca di coproduttori e nuove collaborazioni, e
MedWIPs - Work in Progress, che presenta sette film in fase avanzata di realizzazione o postproduzione, alla ricerca di partner e nuove opportunità sul mercato internazionale. Presentazioni e incontri individuali offriranno ai partecipanti occasioni di confronto e di sviluppo di nuove collaborazioni. Per MedPitching è previsto un premio di 1.000 euro al progetto più promettente, con un ulteriore contributo di 1.000 euro al co-produttore italiano nel caso in cui si concretizzi un accordo di co-produzione. La giuria di MedWIPs - composta per quest’anno da Carlo Cresto-Dina, fondatore e direttore della casa di produzione Tempesta; Marta Donzelli, co-fondatrice di Vivo film e già presidente del Centro Sperimentale di Cinematografia; e Fabio Tucci, responsabile acquisizioni di True Colours - assegnerà l’OIM Prize, del valore di 10.000 euro, e lo Stadion Video Prize, che offre servizi per la realizzazione di un DCP con sottotitoli in inglese del valore di 3.500 euro.
Accanto alle attività industry, giunge alla settima edizione il MedFilm Talents, il percorso formativo del Progetto Methexis dedicato alle e ai giovani cineaste e cineasti che compongono la giuria internazionale, cui sarà offerta l’opportunità di prender parte agli incontri e alle attività dei MedMeetings, a cui si aggiungeranno appuntamenti pensati specificamente per loro, con l’obiettivo di favorire il confronto con i professionisti dell’industria audiovisiva e un avvicinamento alle dinamiche chiave del settore. Tra gli appuntamenti in programma, una lezione di Anna Collabolletta dedicata alla figura del music supervisor e al ruolo della dimensione sonora nella costruzione del film. Tutte le attività previste dal programma dei MedMeetings si svolgeranno lunedì 9 e martedì 10 novembre presso la Casa del Cinema di Roma, Largo Marcello Mastroianni 1.
In collaborazione con il Dipartimento di Storia Antropologia Religioni Arte Spettacolo e il Dipartimento di Filosofia, Sapienza Università di Roma, lunedì 9 novembre alle ore 10, presso la sede di Ex Vetrerie Sciarra in Via dei Volsci 122, il produttore Carlo Cresto-Dina incontrerà gli studenti per un evento aperto al pubblico. L’incontro sarà coordinato dal professore Andrea Minuz.
In collaborazione con il Dipartimento di Storia Antropologia Religioni Arte Spettacolo e il Dipartimento di Filosofia, Sapienza Università di Roma, lunedì 9 novembre alle ore 16, presso l’Aula Venturi in Sapienza, Edificio di Lettere in Piazzale Aldo Moro 5, la sceneggiatrice Ippolita di Majo e il regista Mario Martone incontreranno gli studenti per un evento aperto al pubblico. Coordinata da Roberto De Gaetano (Sapienza Università di Roma), la masterclass prevede gli interventi di: Dario Cecchi (Sapienza Università di Roma), Alessia Cervini (Università di Palermo) e Gianfranco Pannone (Regista, Medfilm Festival).
Letture dal Mediterraneo è lo spazio del
MedFilm Festival dedicato alla produzione editoriale e al confronto con autrici e autori che interrogano il passato e il presente del Grande Mare. Per l’edizione 2026, il programma esplora l’autonomia femminile e l’impegno politico e culturale, attraverso tre testi che, tramite prospettive diverse, mostrano come persone, comunità e culture possano resistere alle ingiustizie, difendere la propria voce e aprire nuovi spazi di libertà.
I testi selezionati sono: Donne. Resistenza. Libertà. Storie di ventuno afghane in lotta per la vita di Angela Iantosca (Edizioni Paoline), in cui si accostano le vicende delle Madri Costituenti a quelle delle donne afghane rifugiate in Italia. Gli anni di piombo in Marocco. Attivismo femminile, sinistra e memoria (1965-2005) di Martina Biondi (Edizioni Viella), in cui si ricostruisce il percorso delle militanti femministe marocchine, dalla repressione politica e carceraria alla partecipazione ai movimenti per i diritti delle donne, fino alla restituzione degli anni di piombo al dibattito pubblico; Cinema palestinese. Storia, estetica, autori di Samuel Antichi (Edizioni Mimesis), volto a indagare le forme espressive del cinema palestinese e il loro rapporto con l’identità collettiva.
L’incontro con Angela Iantosca rientrerà nell’evento “Tali-Ban - Cancellare la donna, un divieto alla volta”, previsto per lunedì 9 novembre alle ore 18:30 presso la Sala 5 del The Space Cinema Moderno. Dedicato alla resistenza delle donne afghane e all’imprenditoria femminile come strumento di azione politica, autonomia economica e costruzione del futuro, l’evento avrà lo scopo di raccontare l'esperienza di NOVE Caring Humans attraverso il Women Business Program. Insieme all’autrice, interverranno Flavia Mariani, portavoce di NOVE Caring Humans, e Alessandra Maiorino, Senatrice della Repubblica. Verrà inoltre condivisa la testimonianza diretta di una donna afghana rifugiata in Italia. Gli altri due incontri si terranno all’Archivio Flamigni rispettivamente di venerdì 13 e sabato 14 novembre, alle ore 18.30. Tutti gli appuntamenti di Letture dal Mediterraneo sono a titolo gratuito.
L’
Archivio cinematografico del MedFilm Festival nasce come spazio di incontro e dialogo tra la memoria del cinema contemporaneo dei Paesi del Mediterraneo allargato e le nuove generazioni. È stato realizzato presso la mediateca della Biblioteca di Studi orientali della Sapienza Università di Roma, afferente al Dipartimento Istituto Italiano di Studi Orientali (ISO), nell’ambito del progetto di Terza Missione Voci e immagini dal dialogo interculturale nel Mediterraneo, sviluppato dal Dipartimento in collaborazione con il MedFilm Festival nel periodo 2020-2024.
28/10/2026, 18:39