Note di regia di "La Famiglia Panini - L'Avventura delle Figurine"
“Dalla Terra alla Luna”. A metterle in fila, una dopo l’altra, le figurine Panini coprono una distanza all’incirca di 380.000 chilometri. Ovvero la distanza che intercorre tra la Terra e la Luna. Un metaforico asse, all’interno di una galassia pulsante di stelle e di energia, le unisce idealmente. Dal buco nero della miseria, della drammatica realtà del primo dopoguerra, prende vita un sogno, che si colloca fra la terra e l’oltre, che ha le sue radici nello sguardo di una donna. La storia della famiglia Panini può essere riassunta efficacemente proprio in un’espressione di Olga, la sua protagonista: “andare a vedere”, che significa: rischia. Osa. Sogna. È questa la spinta più profonda del nostro racconto, e forse anche ciò che lo rende così vicino al presente. In un tempo in cui il futuro appare spesso incerto, la storia dei Panini ci ricorda cosa significhi avere il coraggio di immaginare qualcosa di grande e rischiare per provare a realizzarlo. Conservare, anche da adulti e nelle difficoltà, qualcosa dello sguardo che avevamo da bambini: la capacità di stupirsi, di credere che ciò che ancora non esiste è possibile. Con la famiglia Panini vince l’Italia genuina, che sa rimboccarsi le maniche; sa coinvolgere altre forze; sa espandersi, perché vede la Luna e alla Luna punta, con l’intelligenza acuta di chi sa cogliere ogni opportunità per progredire. Andare al di là dell’ostacolo. Oltre. Scrivere, così come filmare, è un atto profondamente connesso a volti, suoni, ricordi, memorie infinite, e la serie vuole portare alla luce una storia che, oltre ad essere un patrimonio nazionale, è un vero e proprio “omaggio” a chi crede e all’audacia del visionario. Perché è successo davvero. Olga e i suoi figli hanno visto veramente il futuro. Questa stessa audacia ha permeato tutte le scelte fatte durante la serie. Abbiamo cercato dai costumi, alla fotografia, all’intero look, fino alla colonna sonora uno sguardo che unisse il realismo, anche nei momenti più dichiaratamente favolistici, a un immaginario continuamente attraversato dal sogno. La famiglia Panini mi ha dato la possibilità di mettere in dialogo due anime cinematografiche con cui sono cresciuta: quella della grande tradizione italiana, corale, popolare, legata ai volti, alle famiglie e alla storia del nostro Paese, e quella di un cinema che, soprattutto tra gli anni Ottanta e Novanta, ha saputo portare la meraviglia dentro il quotidiano, mescolando realtà, avventura e fantasia. È l’immaginario di quegli anni, e in particolare quello “spielberghiano”, ad aver accompagnato la mia formazione e ad avermi insegnato quanto il fantastico possa nascere dalle cose più concrete e familiari. Fondamentale è stato il lavoro con il cast, a partire da Serena Rossi, che ha incarnato perfettamente lo spirito di Olga Cuoghi Panini: una donna che ha dato vita a un sogno collettivo, che a sua volta l’ha ripagata donando qualità alla sua vita; riversando nei suoi giorni la passione, la speranza, l’amore. La sua energia, unitamente a una solida integrità etica, la rendono simbolo di un coraggio senza data di scadenza. Olga ha tessuto la tela del cambiamento, sfidando il retaggio del dominio patriarcale delle società rurali, ponendosi come guida sapiente e laboriosa, eroina inconsapevole, che porta in sé la pluralità di un canto nel quale coesistono la sua sensibilità e il bisogno di sperimentare il nuovo. La dimensione dialogica, collettiva ha attraversato dal primo giorno il lavoro sul set. Gli attori sono diventati, durante le riprese, una famiglia per davvero, portando nel racconto una complicità e un’energia che hanno dato ulteriore forza alla sua coralità. È stata una sfida importante: tanti attori, tanti ambienti, epoche diverse, un lungo lavoro sugli accenti e sugli interpreti più giovani. Ma proprio questa complessità e la cura che ognuno ha riversato in questo progetto ha finito per restituire qualcosa della visionarietà dei Panini stessi: la capacità di mettere insieme persone, energie e talenti diversi e trasformarli in un progetto comune, più grande di ciascuno di noi.
Letizia Lamartire