FESTA DEL CINEMA DI ROMA 21 - Presentato il documentario "Giudecca"
Quattro donne, quattro storie nelle quali il confine tra vittima e colpevole non è mai così netto. È questo l’universo raccontato da GIUDECCA, il documentario scritto e diretto da Maria Tilli, presentato alla Festa del Cinema di Roma 2026 nella sezione Special Screening. Un racconto che ha emozionato i giornalisti presenti all’incontro stampa con la regista, Dardust, Jenny e Giulia, tra le protagoniste del film.
Il film entra nell’istituto penitenziario femminile della Giudecca, a Venezia, e ne restituisce un’immagine lontana dalle rappresentazioni convenzionali della vita carceraria. Non un’inchiesta sulle condizioni della detenzione, né un racconto edificante sul riscatto, ma un viaggio nell’identità femminile, tra responsabilità individuali, violenze subite e inflitte, relazioni familiari e memoria.
Al centro del documentario ci sono Jenny, Rachida, Patrizia e Giulia, quattro donne dalle esperienze profondamente diverse. A far emergere i loro racconti è un laboratorio artistico condotto da Sten·Lex, artisti di fama internazionale, che coinvolge le detenute nella realizzazione dei propri autoritratti attraverso la tecnica dello stencil. Mentre i volti prendono forma, affiorano ricordi, contraddizioni, sentimenti e vicende personali. L’arte diventa così uno strumento per guardarsi dentro e raccontarsi senza essere definite soltanto dal proprio passato.
«Dietro molti percorsi di detenzione femminile ci sono storie di dipendenza, di marginalità, di violenza subita, di relazioni dentro le quali le donne hanno avuto pochissimo spazio per scegliere. All’inizio di Giudecca ci sono fotografie, volti impressi sulla carta, destinati a essere incisi, attraversati, in parte cancellati. È da quei volti che ho scelto di guardare il carcere. Perché un reato è un fatto, ma non è la biografia intera di una persona», dichiara la regista Maria Tilli.
Girato in bianco e nero, con una macchina da presa che si avvicina ai corpi e ai volti, GIUDECCA costruisce un racconto visivo essenziale, nel quale il carcere diventa progressivamente lo sfondo di storie umane che resistono a qualsiasi definizione univoca.
Curato da Francesca Mezzano, GIUDECCA nasce dalla collaborazione con il Ministero della Giustizia e il Dipartimento dell’Amministrazione Penitenziaria nell’ambito di un Protocollo d’Intesa che ha consentito alla regista, agli artisti Sten·Lex e alla troupe di trascorrere circa tre settimane all’interno dell’istituto penitenziario femminile della Giudecca.
«GIUDECCA nasce dalla collaborazione con il Ministero della Giustizia e il Dipartimento dell’Amministrazione Penitenziaria, grazie alla cui sensibilità è stato possibile entrare in un luogo troppo spesso raccontato attraverso pregiudizi. Abbiamo voluto affidare la regia a Maria Tilli per offrire uno sguardo diverso sulla detenzione femminile, mettendo al centro le persone prima ancora delle loro storie giudiziarie. Credo che il valore più importante del progetto sia proprio questo: avvicinare le istituzioni alla società civile attraverso la cultura, creando occasioni di conoscenza, ascolto e riflessione», dichiara Francesca Mezzano, curatrice di GIUDECCA.
La musica contribuisce al racconto attraverso i brani di Dardust, nome d’arte di Dario Faini, pianista, compositore e produttore che unisce pianoforte ed elettronica. Il lavoro di Sten·Lex, nel quale l’immagine viene incisa e trasformata, non è un semplice episodio del documentario: i ritratti diventano metafora di identità complesse, impossibili da ridurre alla sola esperienza della detenzione.
«È sempre un’occasione speciale quando tre forme d’arte come il cinema, la musica e l’arte contemporanea si uniscono. In questo caso lo fanno attraverso tre personalità uniche come Maria Tilli, Sten·Lex e Dardust, per dare voce alle storie di donne che altrimenti non avrebbero avuto la possibilità di raccontarsi. Ed è proprio attraverso il cinema, la musica e l’arte che queste vicende individuali diventano storie di tutti noi, nelle quali chiunque può ritrovarsi e riconoscersi», afferma Giuseppe Saccà, produttore per Underdog Film.
«Per noi non è stato semplice entrare in contatto con una realtà tanto complessa quanto segreta. Eppure, durante uno dei laboratori d’arte, ci siamo ritrovati tutti a vivere un momento di autentica spensieratezza, quasi dimenticando per un istante il contesto in cui ci trovavamo. Crediamo che il documentario riesca a restituire proprio questa duplice dimensione: il peso della detenzione e la leggerezza inattesa di alcuni momenti, in un continuo alternarsi di buio e luce», dichiarano Sten·Lex.
All’incontro con la stampa hanno partecipato anche Jenny e Giulia, due delle protagoniste del documentario che oggi stanno affrontando il proprio percorso di vita al di fuori del carcere, portando una testimonianza diretta dell’esperienza raccontata nel film.
«Ho visto questo film con grandissima emozione, perché racconta un luogo che porto nel cuore e che ho conosciuto profondamente nei miei quarant’anni da magistrato a Venezia. Ho visto il carcere della Giudecca crescere, migliorare e diventare un’eccellenza del nostro sistema penitenziario. Il carcere non può essere soltanto uno strumento di espiazione della pena, ma deve offrire concrete possibilità di recupero e reinserimento nella società. Questo documentario è una bellissima testimonianza di come, anche dietro le sbarre, sia possibile non perdere la speranza», ha dichiarato Carlo Nordio, Ministro della Giustizia.
GIUDECCA, della durata di 83 minuti, è una produzione Cross Productions e Underdog Film con Rai Cinema, prodotta da Rosario e Maddalena Rinaldo per Cross Productions e da Giuseppe Saccà e Francesca Mezzano per Underdog Film. Distribuzione PiperFilm.
22/10/2026, 13:16