Note di regia di "Cambogia"
Ogni tanto, quando guardo un film di cui non so nulla, faccio un gioco: mi scelgo uno dei personaggi (mai il protagonista, ma nemmeno l'antagonista, tendenzialmente un comprimario) e penso che quello che succederà a lui dovrà succedere a me. A volte il gioco finisce bene, ma molte volte finisce male: il personaggio viene coinvolto in un brutto incidente, muore bollito, o, più banalmente, prende forti pugni in faccia. Ecco, questo gioco è più divertente farlo guardando un film o una serie crime: lì la possibilità di passarla liscia è davvero remota.
Negli anni più volte mi è capitato di imbattermi in audiovisivi italiani ambientati in periferie truculente e spietate, pieni di tradimenti, torture e omicidi, ma anche di solenni frasi sulla fratellanza e la lealtà che dovrebbero indorare la pillola a chissà chi. Ho pensato al nostro mondo: quello reale, non quello raccontato dalla fiction. Anch'esso ahimè ha tanti delinquenti e tanti malavitosi, ma nonostante essi continuino a delinquere e a malavivere, rimane comunque un vero e proprio Eden se paragonato all’universo in cui si muovono i personaggi delle nostre serie tv senza speranza. Una volta che si entra nel mondo della malavita non se ne esce mai bene, se poi la malavita è quella delle serie tv le chance di sopravvivenza rasentano il minimo! A meno che l’attore non sia così amato dal pubblico, il suo personaggio può fare una bruttissima fine da un momento all'altro. Quando ho cominciato a percepire che il racconto sempre più turpe della nostra simpatica penisola stesse iniziando a compiacersi un po’ troppo ho iniziato a scrivere questo mio primo film, assieme a Matteo Tiberia e a Francesco Agostini. "Cambogia" parla di una fantomatica omonima serie tv attorno alla quale si svolge una storia rocambolesca e assurda. Mentre scrivo queste note di regia sono a bordo di un aeroplano in volo, ragion per cui non posso cercare su internet se ci sono altri film che parlano di una serie tv, ma nel dubbio (prima di atterrare) voglio pensare che questo sia il primo (sicuramente non lo è). Come vivrebbe un personaggio di queste serie tv se si trasferisse nel nostro mondo? E come se la caverebbe un attore che finora ha solo interpretato un ruolo, se dovesse diventare quel ruolo?
A queste e ad altre domande mai poste da alcuno, risponderà la trama del film! È un film sinceramente nato dall’esigenza di divertirsi, dove può accadere qualunque cosa perchè al suo interno c’è anche una serie tv e quindi la finzione si esponenzializza. Realizzarlo è stata un'esperienza complessa per la paura che i due mondi paralleli creassero confusione. Chiunque mi abbia assistito alla realizzazione del film (dalla scrittura al montaggio, passando per la recitazione e la recitazione?) mi ha sentito più volte chiedere “Si capisce, sì?”. Ma tranquilli: si capisce, ero solo io che mi sopravvalutavo o sottovalutavo il pubblico (scegliete voi l’opzione che mi rende più piacevole come persona). Ricordate come ho principiato questo testo? Dicendo che “ogni tanto, quando guardo un film di cui non so nulla, faccio un gioco”? Beh, non è proprio vera questa cosa, l’avrò fatto una o due volte massimo quand’ero bambino. Ma ho pensato che fosse un modo carino per iniziare a scrivere le note di regia.
Valerio Lundini