PREMIO CESARE ZAVATTINI 10 - Il 21 ottobre
la cerimonia di premiazione
Si terrà mercoledì 21 ottobre 2026 alle ore 21:00, presso il Nuovo Cinema Aquila di Roma (Via L'Aquila 66/74), la Cerimonia di premiazione della X edizione del
Premio Cesare Zavattini, il concorso dedicato al riuso creativo del cinema d'archivio, rivolto a giovani filmmaker interessati a sperimentare nuove forme di racconto attraverso le immagini del passato.
Nel corso della serata saranno illustrati i tre progetti vincitori, Uno è un bastone di Giada Cicchetti e Agnese Rizzari, Fuori di te, me di Anna Coccoli e Amico mio di Flavio Condemi ed Emanuele Tresca, insieme a Fuori rotta di Jacopo De Falco, che ha ottenuto una Menzione speciale della Giuria.
Quattro proposte cinematografiche differenti per linguaggi, temi e sensibilità, accomunate dalla volontà di interrogare la memoria individuale e collettiva e di restituire nuova vita alle immagini d'archivio. Dall'identità e dalla resistenza palestinese al rapporto tra gemellarità e individualità, dall'elaborazione di un trauma personale alla riscoperta delle tracce del colonialismo fascista: i progetti selezionati testimoniano le possibilità espressive e narrative offerte dal dialogo tra materiali storici e sguardi contemporanei.
Alla cerimonia saranno presenti Antonio Medici, direttore del Premio fino alla X edizione, Aurora Palandrani, nuova direttrice del Premio, Vincenzo Vita, presidente della Fondazione AAMOD, oltre ai vincitori, ai componenti della Giuria, presieduta dal regista Stefano Savona e composta da Antonio Bellia, Francesca Cadin, Aline Hervé e Patrizia Cacciani, e ai rappresentanti di AAMOD, degli enti sostenitori e dei partner dell'iniziativa.
La decima edizione del Premio conferma il valore di un percorso che promuove la ricerca e la sperimentazione audiovisiva delle nuove generazioni, riconoscendo nell'archivio non soltanto uno strumento di conservazione della memoria, ma una materia viva, capace di generare nuove interpretazioni del presente.
I PROGETTI VINCITORI
UNO È UN BASTONE – Giada Cicchetti e Agnese Rizzari
Una filastrocca per imparare a scrivere i numeri in arabo diventa la chiave d'ingresso nell'archivio di Monica Maurer, regista che si è occupata a lungo e continua ad occuparsi del cinema e della lotta del popolo palestinese. Attraverso l'incontro con Rima, una donna palestinese che custodisce memoria e gesti della propria storia, le due registe si avvicinano a un patrimonio di immagini fragile e prezioso. Tra gioco, testimonianza e sperimentazione, il progetto riflette sul gesto stesso del guardare e sul rapporto tra passato e presente, restituendo una prospettiva poetica sull'identità della resistenza palestinese.
La Giuria ha premiato il progetto «per l'intento di rivitalizzare lo sguardo sull'identità della resistenza palestinese, attraverso l'uso di una filastrocca araba che diviene abbecedario poetico, nutrendosi delle immagini dell'archivio di Monica Maurer sulle quali, insieme ai suoni, si innestano procedimenti trasformativi e sperimentali».
FUORI DI TE, ME – Anna Coccoli
Si dice che i gemelli possano scambiarsi l'identità, leggere i pensieri dell'altro e persino confondersi fino a diventare una cosa sola. Anna e Sara sono cresciute così: due corpi identici e una vita condivisa, finché qualcosa ha iniziato a cambiare. Tra superstizioni, ricordi e immagini d'archivio, una gemella cerca di comprendere dove finisca l'altra e dove cominci la propria individualità. Un falso documentario sull'identità, in cui memoria, finzione e realtà si intrecciano con ironia e sensibilità.
La Giuria ha riconosciuto al progetto la capacità di affrontare il tema del doppio e della gemellarità «con ironia e insieme con profondità, attraverso un riuso brillante del cinema d'archivio, che nel mito e nel paradosso trova una chiave d'accesso ad una dimensione intima e personale».
AMICO MIO – Flavio Condemi ed Emanuele Tresca
Per le strade di Napoli, Flavio incontra Giovanni e Peppe, due vecchi amici del padre. Attraverso i ricordi di un passato difficile e le paure di un futuro incerto, i tre condividono una sorprendente giornata di primavera. Un racconto intimo in cui l'incontro, la memoria familiare e il cinema diventano strumenti per confrontarsi con un'esperienza dolorosa e immaginare una possibilità di superamento.
Il progetto è stato premiato «per la proposta di un percorso dove l'atto di fare un film insieme diventa il luogo per superare un tragico trauma personale, in cui l'esplorazione della memoria e del materiale d'archivio familiare non è uno mezzo per cristallizzare il passato, ma per lasciarlo andare».
MENZIONE SPECIALE DELLA GIURIA
FUORI ROTTA – Jacopo De Falco
Per Agostino, il Comicon di Napoli, festival dedicato al fumetto e alla cultura pop, è l'occasione perfetta per sfoggiare il suo travestimento da Mussolini. Tra costumi e atmosfere festose, tutto sembra un gioco innocuo. Ma il luogo che ospita la manifestazione, la Mostra d'Oltremare, custodisce una storia rimossa, legata al passato coloniale fascista e alla sua propaganda.
La Giuria ha attribuito la Menzione speciale «per la capacità di proporre una storia poco nota, quella della creazione di uno “zoo umano” di famiglie africane, nel 1940, per celebrare il colonialismo fascista nella Mostra d'Oltremare a Napoli, in cui il luogo stesso diviene protagonista e segno dell'oscenità e dell'abbandono cui andarono incontro uomini e donne, memorie e cose, con l'inizio della guerra e il passare degli anni».
Il Premio Cesare Zavattini/UnArchive è un progetto della Fondazione Archivio Audiovisivo del Movimento Operaio e Democratico ETS (AAMOD), dedicato alla valorizzazione e al riuso creativo del patrimonio audiovisivo attraverso il sostegno ai giovani autori e alla sperimentazione cinematografica.
15/10/2026, 11:43