STORIE PARALLELE FILM FESTIVAL 9 - 2.000 presenze a Salandra
2.000 presenze in 4 giorni, 80 ospiti tra registi, artisti, musicisti, professionisti e performer, 30 opere provenienti da 20 Paesi, oltre 30 appuntamenti e 50 abitanti di Salandra coinvolti nelle attività del Festival. Sono alcuni dei numeri con cui si chiude la IX edizione di
Storie Parallele Film Festival, che dal 10 al 13 settembre ha portato nel piccolo centro della Basilicata cinema del reale, teatro, musica, performance, masterclass e talk, trasformando ancora una volta Salandra in un luogo di incontro tra artisti, pubblico e comunità. Un'edizione dedicata al tema Transizioni, che ha trovato una delle sue immagini più forti proprio nel movimento delle persone attraverso il territorio: dal paese ai calanchi, dalle proiezioni agli incontri, fino agli appuntamenti costruiti fuori dagli spazi tradizionali del Festival.
A costruire il Festival sono state anche le persone: 60 tra volontari e collaboratori coinvolti nell’organizzazione, circa 50 abitanti di Salandra che hanno preso parte direttamente alle attività, 30 registi e autori presenti con le proprie opere e 40 professionisti che hanno raccontato il proprio lavoro attraverso masterclass, lectio, talk e incontri. Una dimensione comunitaria che ha attraversato tutta l'edizione e che indica già la direzione verso il decennale.
“Questa edizione ci ha confermato che Storie Parallele non è più soltanto un festival che si svolge a Salandra, ma un progetto che negli anni è diventato parte del paese e della sua comunità - commenta il direttore artistico Nicola Ragone. Siamo partiti nove anni fa dall'idea di costruire, per pochi giorni, una sala cinematografica dove non c'era nulla; oggi il Festival è un luogo frequentato da registi, artisti, professionisti, abitanti e persone che arrivano da altri luoghi. Sicuramente la cosa più importante che abbiamo costruito è proprio la relazione tra artisti e abitanti di Salandra.
I festival, come i film, esistono grazie all'energia delle persone e in questi giorni ho sentito una forza straordinaria intorno a Storie Parallele e un grande affetto. La processione di persone che ha frequentato il Cammino dei calanchi rappresenta l'immagine più evocativa di questa edizione e del tema Transizioni: vedere le persone percorrere i vicoli del centro storico di Salandra per poi dirigersi tra le argille dei calanchi, vivendo performance e narrazioni nello spazio, ha rappresentato un fortissimo rito collettivo.
La X edizione dovrà segnare un nuovo passaggio. Immagino un programma costruito con la comunità, che coinvolga gli abitanti nella scelta dei temi e nella creazione dei contenuti. Un grande rito collettivo, una festa aperta a tutti, per continuare a guardare insieme il mondo partendo da qui”.
Tra gli ospiti della IX edizione Milčo Mančevski, che ha scelto di arrivare a Salandra alcuni giorni prima del suo incontro con il pubblico per esplorare e fotografare liberamente il territorio. “Festival indipendenti e radicati nel territorio come Storie Parallele sono essenziali per la vitalità del cinema - ha raccontato il regista macedone. Portano al pubblico film importanti che spesso le persone non avrebbero la possibilità di vedere in una sala cinematografica”. Una presenza che ha restituito concretamente una delle idee alla base del Festival: fare di Salandra non soltanto il luogo in cui accadono gli eventi, ma un territorio da attraversare, osservare e raccontare.
I PREMI DELLA IX EDIZIONE
Per la prima volta quest'anno il Concorso Internazionale si è aperto anche ai lungometraggi documentari. A vincere è stato Sarajevo Safari di Miran Zupanič (Slovenia), premiato dalla giuria per il coraggio con cui riporta alla luce il caso dei “turisti-cecchini” durante l’assedio di Sarajevo (1992–1996), attraverso testimonianze dirette e un rigoroso lavoro di ricostruzione. Il Premio Speciale della Giuria è andato invece a The Sound of Hope di Emanuele Michetti, che racconta la musica classica come strumento di riscatto per i giovani di El Salvador.
Tra gli short doc vince Macchina Continua di Ruben Gagliardini, sulla chiusura dello storico stabilimento cartario di Fabriano, per riflettere sul tema del lavoro e sui diritti. I premi per la Miglior regia e Miglior montaggio sono andati a EveryDay in Gaza di Omar Rammal, quello per la Miglior Fotografia a Cuore Bludi Sebastien Boulard e il Premio della Giuria popolare - Franco Uricchio a Sueña Ahora di Gabriele Licchelli, Francesco Lorusso e Andrea Settembrini.
16/09/2026, 11:59