VENEZIA 83 - Confronto all'Italian Pavilion
tra i direttori delle testate CEI, le istituzioni
e i protagonisti della settima arte
Nel quadro della
Mostra Internazionale d’Arte Cinematografica di Venezia, i media e gli organismi d'informazione della Conferenza Episcopale Italiana si sono riuniti per un momento di riflessione comune, durante la giornata promossa dalla Fondazione Ente dello Spettacolo.
All'incontro, presso l’Italian Pavilion, ha partecipato S.E. Mons.
Giuseppe Baturi, segretario generale della CEI, che ha così introdotto la tavola rotonda: "
Mons. Cataldo Naro, vescovo siciliano, morto prematuramente venti anni fa" - ha esordito - "
diceva che «si può amare solo ciò che si ammira e si stima». L’occhio dell’Ente dello Spettacolo è proprio quello di chi vuole conoscere il mondo dello spettacolo guardando all’uomo con ammirazione e stima. Si percepisce, in questo sguardo, una passione autentica. Sono particolarmente contento che qui siano presenti tutti i media della CEI perché, nella fede, Dio si rivela comunicando: questo ci dà la misura di quanto la comunicazione sia importante. Possiamo davvero comunicare ciò che ci attraversa, ciò che ci commuove, permettendo alla nostra umanità di toccare quella degli altri. Venendo qui, mi sono ricordato una frase di Etty Hillesum, scrittrice morta nel campo di concentramento di Auschwitz, che diceva: «In me non c’è un poeta, in me c’è un pezzetto di Dio che potrebbe farsi poesia. In un campo deve pur esserci un poeta, che da poeta viva anche quella vita e la sappia cantare». Amiamo il cinema perché è come questo poeta: sa cantare la vita. Buon canto!".
Ha preso parola
Pietrangelo Buttafuoco, presidente della Biennale di Venezia: "
Dio è bello e ama la bellezza. La trasmissione nasce dall’incarnarsi dello spirito, da una testimonianza che va dal cuore alla mente e incontra l’arte nel nostro tempo. A nome della Biennale, desidero ringraziare la comunicazione cattolica. Là dove l’informazione latita, la Chiesa italiana ha saputo testimoniare la necessità dell’incontro e dell’ascolto. Un progetto che è, ancora una volta, un esercizio di coraggio e di libertà".
La Sen.
Lucia Borgonzoni, sottosegretario al Ministero della Cultura con delega al Cinema, ha proseguito il momento introduttivo: "
Ritengo importantissima la presenza dell’Ente dello Spettacolo insieme a noi alla Mostra del Cinema. L’immagine ha un ruolo sempre più centrale nel modo in cui leggiamo la realtà e dobbiamo soprattutto ai giovani gli strumenti per comprenderla e interpretarla in modo consapevole. In questo percorso è importante anche il ruolo dei media della CEI, così come il lavoro che portiamo avanti insieme all’Ente dello Spettacolo, perché il cinema non è soltanto intrattenimento, ma uno strumento per leggere il presente e costruire consapevolezza".
L'evento ha visto la partecipazione dei vertici e delle redazioni di Avvenire, Rivista del Cinematografo, Cinematografo.it, SIR, TV2000 e Radio InBlu, Play 2000, e i settimanali della FISC. L'appuntamento ha rappresentato un'importante occasione di confronto sul valore del cinema come strumento di incontro, promozione culturale e testimonianza in un contesto sociale in rapida trasformazione.
Nel corso del panel, i partecipanti hanno evidenziato come la settima arte continui a rappresentare un luogo privilegiato di ascolto e confronto. Federico Pontiggia, giornalista e critico cinematografico della Rivista del Cinematografo, ha moderato il confronto e ha dato il via ai lavori dando la parola a
Marco Girardo, direttore di Avvenire: "
Ogni film comincia scegliendo cosa far entrar nell’inquadratura. Ed è esattamente quello che fa un giornale. Ed è qui che si incontrano il cinema e Avvenire». Ha poi aggiunto: «Sentiamo la necessità di allargare lo sguardo, anche su ciò che ci interpella o disturba. Il cinema ci aiuta a rompere con il suo sguardo l’omologazione culturale; e questo è quanto fa anche il nostro quotidiano".
Anche
Vincenzo Morgante, direttore di TV2000, ha rimarcato il valore dell'impegno dell'emittente nel settore audiovisivo: "
Il cinema mette insieme coraggio, bellezza e verità. Ed è quello che guida anche Tv2000. Noi siamo impegnati anche nel racconto, nella trasmissione e nella fattura. Tra i nostri volti il giornalista Fabio Falzone e il suo programma "Effetto notte"». Morgante ha inoltre evidenziato l'ampiezza dell'offerta e la cura dei contenuti proposti: «Tv2000 ha una library di 170 titoli e organizziamo prime serate con scelte spesso controcorrente. Fatte "con cura". Inoltre, sulla piattaforma Play2000 offriamo proposte dedicate: quest’anno 70 cortometraggi e i lavori realizzati dalla nostra Factory. Tra i titoli "L’ottavo giorno", il Giubileo visto dai senzatetto a San Pietro".
L’intervento di
Amerigo Vecchiarelli, direttore dell’Agenzia SIR, è stato incentrato sul valore sociale e sull'impegno informativo: "
Il cinema è uno spazio nel quale la società si incontra, si interroga, si racconta. Guardare il cinema è guardare l’uomo nelle sue inquietudini. Il Sir cerca di raccontare gli eventi con responsabilità e spirito critico. Abbiamo cercato di costruire negli anni un osservatorio attento, costante. Il Sir è uno strumento di servizio, ad intra, per la Chiesa, e ad extra, per la comunità".
Mons.
Davide Milani, presidente della Fondazione Ente dello spettacolo e direttore della “Rivista del Cinematografo” ha sottolineato: "
Il senso della presenza della Fondazione Ente dello spettacolo alla Mostra è quello di essere una piattaforma, che dialoga e si mette a servizio. Dobbiamo raccontare il cinema ma soprattutto fornire spazi di dialogo e confronto. Cerchiamo, senza retorica ma con i fatti, di essere Chiesa nel cinema, perché vogliamo offrire questa possibilità alla comunità". E ha aggiunto: "
La nostra Rivista è prossima al centenario nel 2028. Il fatto che abbia cento anni non significa rimanere fermi: manteniamo la pubblicazione cartacea, nonostante le difficoltà dell’editoria, rinnovando il rapporto con il pubblico. Desideriamo esserci dove il cinema c’è".
Mauro Ungaro, presidente dei settimanali FISC e direttore de La Difesa del Popolo, ha infine evidenziato il legame tra cinema e territorio: "
Grazie alle nostre 190 testate abbiamo fatto una fotografia di quanto il cinema è presente e di quanto offra la possibilità di portare esperienze dal locale al globale. Il cinema ci aiuta a svolgere quella missione giornalistica e avvicinarci al territorio. Negli ultimi anni sulle nostre pagine c’è una riscoperta del cinema, che può essere l’agorà da aprire per scoprire il mondo".
Anche
Massimo Monzio Compagnoni, responsabile del Servizio promozione sostegno economico (8xmille): "
Sono arrivato in Cei durante la pandemia, in un mondo che di fatto stava cambiando. Abbiamo compreso che il sostegno alla Chiesa si racconta e rendiconta. Abbiamo realizzato le nostre campagne con nuove scelte di linguaggio, ricorrendo anche a quello del cinema. Non desideriamo, come Chiesa, raccontare solo il bisogno ma la risposta a un bisogno, non la ferita ma la cura alla ferita".
La giornata si è conclusa con un’intervista al regista Giovanni Veronesi, affiancato da Pierfrancesco Favino e Silvio Orlando, nel cast del suo "
Dio Ride", film scelto come titolo di chiusura dell'83ª Mostra Internazionale d'Arte Cinematografica di Venezia. Il regista ha raccontato la nascita di questo progetto drammatico sulla comicità, spiegando come per lui far ridere sia una cosa seria da poter rivolgere persino al divino. Ispirato da una celebre riflessione di Papa Francesco - secondo cui si può ridere di Dio purché si continui ad amarlo - Veronesi ha descritto il film come un avvicinamento a Dio "in punta di piedi" e da un'ottica diversa, frutto anche della preziosa collaborazione con il sacerdote congolese e parroco a Prato Jean-Jacques Ilunga, che lo ha guidato all'interno di questo percorso umano e spirituale.
L'incontro si è così chiuso riaffermando la volontà condivisa di rafforzare la sinergia tra tutte le testate della comunicazione cattolica per raccontare il cinema e la realtà con uno sguardo attento all'uomo e aperto al dialogo.
12/09/2026, 12:32